Opus Dei andata e ritorno: da Wojtyla a Bergoglio il passo sembra molto breve

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Lo scontro interno tra wojitiliani e ratzingeriani ha avuto il suo ‘annuntio gaudium’: il nuovo papa Francesco è un sostenitore di Giovanni Paolo II. Papa Bergoglio è uno che piace già: spontaneo, informale e meno canonico di Benedetto XVI. Aspettando una sua possibile rivoluzione interna che potrebbe cominciare dallo stemperare il potere finanziario di Bertone, fino alla purificazione della pedofilia, ci chiediamo se anche il novello Papa raccoglierà l’eredità dell’Opus Dei tanto amata dai suoi predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, due pontificati tanto diversi ma molto simili.

 

‘Annuntio vobis gaudium magnum: habemus papam Francesco’. La folla esplode di felicità e spunta dalla loggia centrale di San Pietro il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio, argentino ma di origini piemontesi. Il suo primo discorso dimostrando da subito la sua capacità di parlare al popolo. Insomma è evidente il carisma wojitiliano che già lo rende amato dai fedeli. In più, per la prima volta, dalla loggia centrale non è esposto lo stemma papale di Benedetto XVI. Che sia già un segno di rottura con Ratzinger?

PAPA FRANCESCO E QUELLO SCONTRO ELETTORALE CON PAPA BENEDETTO XVI – E’ risaputo che nel Vaticano le due correnti principali si muovono tra i filo wojitiliani e i ratzingeriani, due modi diversi di affrontare il pontificato. Dopo la riforma elettorale voluta da Benedetto XVI abbiamo tutti immaginato una elezione difficile e lunga mentre invece la vittoria di Papa Francesco è stata schiacciante. Tutti d’accordo per il cardinale argentino che, in realtà, non era neanche nella top list dei favoriti. Eppure è proprio contro Bergoglio che Ratzinger si è sfidato in un testa a testa nel 2005. Due schieramenti diversi, due concezioni di religiosità diverse.

Bergoglio, figlioccio di Giovanni Paolo IIda lui eletto cardinale – rappresenta la spiritualità riformatrice con una missione evangelizzatrice fatta di viaggi e incontri, vicino al popolo. Ratzinger è il teologo poco mediatico, più riflessivo e tradizionale. L’eredità di Giovanni Paolo II fa paura, lui che riempiva le piazze con adunanze di giovani. Così il Conclave 2005 non è stato semplice: alla prima votazione Ratzinger ricevette 47 voti, un buon numero ma non sufficiente per la vittoria. Nel secondo Conclave R. arrivò a 67 voti contro i 35 dati alla linea wojitiliana di Bergoglio. La sfida si fece agguerrita perché il consenso alla tradizionalità di Ratzinger cresceva fino ad arrivare a 70 voti seppur, al contempo, anche quello del cardinale argentino sfiorava i 40 voti. Solo al quarto ed ultimo scrutinio si riuscì a decretare il nuovo Papa, facendo prevalere la linea canonica di Ratzinger, con 84 voti, ed è diventato poi Benedetto XVI.

WOJITILIANI E RATZINGERIANI, DUE LINEE DI PENSIERO DIVERSE – Papa Giovanni Paolo II è amato perché il suo carisma si avvicinava al popolo. Lui che aveva creato una woodstock religiosa dove arrivavano adunanze di giovani per ascoltarlo. Il suo pontificato è stato più popolare ma meno denunciatario. Papa Benedetto XVI è stato il papa più schivo e meno mediatico, forse anche burbero. Un papa che è arrivato proprio con gli scandali del Vaticanleaks e della crisi dello Ior, che ha dovuto cacciare ben 80 tra vescovi ed arcivescovi. Un papa che si è dimesso e non ha sbattuto i pugni fino alla fine dei suoi giorni come il suo predecessore polacco, forse per prendere le distanze da un’insalubre situazione interna del vaticano tra lobby gay, filiere di interessi e rapporti inconfessabili. Ma lui è stato lo stesso Papa che ha dato carta bianca ad Angelo Bertone, alla sua scalata interna e al suo enorme potere. Ora si aspetta la riforma del nuovo wojitiliano cominciando proprio dallo Ior e dal ridimensionamento di Bertone, figlio putativo di Ratzinger, per proseguire con l’opera di pulizia interna dalla pedofilia. Eppure Wojitila e Ratzinger sembrerebbero tanto lontani ma, in realtà, sono accomunati da una matrice comune. 

PAPA GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI ENTRAMBI UOMINI DELL’OPUS DEI – L’organizzazione religiosa dell’Opus Dei è un potere che cresce in maniera smodata non solo nel campo spirituale ma soprattutto nel settore finanziario. L’Opus Dei, secondo quanto denuncia anche il New York Times, domina anche l’economia americana fino ad ora mossa da logge massoniche e dalla finanza ebraica. L’Opus Dei mette tutti d’accordo: uomini di potere e Papi. Infatti se il modo di intendere e  di agire dei due Papi è stato così diverso, la loro è stata un unione sotto il segno di questa congregazione. Entrambi d’accordo in quel senso.L’Opus Dei ha sostenuto con fervore Ratzinger sottolineando la diversità tra i due pontefici, infatti un uomo vicino all’organizzazione ha affermato: “Se papa Giovanni Paolo II è un papa da vedere, Benedetto XVI è da ascoltare”.

Negli anni ‘70 Papa Giovanni Paolo II incontrò più volte in incontri segreti gli esponenti dell’Opus Dei, ne tastò la potenza e decise di farne parte al punto che nel 2002 fu lui a beatificare Jose Marìa Escrivà De Balaguer, fondatore dell’Opus. Una volta diventato ‘uomo di Opus Dei’, papa Giovanni Paolo II appoggiò l’offensiva proprio contro i prelati latino americani estremisti, cioè quelli che incitavano i fedeli a ribellarsi con le armi. A perorare questa causa del Papa, proprio l’allora cardinale Ratzinger, capo della Congregazione della Dottrina e della Fede, che istituì un vero percorso di eresia contro questi estremisti della religione. Sarà l’Opus Dei a sostenere in seguito la votazione di Ratzinger.

E così oggi il potere dell’Opus Dei domina anche la Chiesa latino americana, da dove proviene anche il nuovo papa Francesco. Intanto l’Opus Dei e CL – da sempre a favore del vescovo di Milano, Scola – approvano Bergoglio. Juliàn Carròn, presidente della confraternita di Comunione e Liberazione, appare entusiasta per l’ umiltà del nuovo pontefice: “Con la scelta del nome Francesco ci indica che non ha altra ricchezza che Cristo”. Pieno consenso arriva anche dall’Opus e passa per le parole di Javier Echevarrìa, prelato della confraternita, che dice: “Diamo un’adesione completa alla sua persona e al suo ministero”.

Ora resta da vedere se sarà l’Opus Dei a sostenere e servire il nuovo papa oppure sarà Papa Francesco a diventare uomo –Opus Dei?

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