Operazione “Trasparenza Zero”, così la Casta oscura i vetri del Parlamento

L’associazione Open Polis ha lanciato la campagna “Parlamento casa di vetro” per cambiare i regolamenti parlamentari e ottenere la pubblicità piena delle onorevoli decisioni nelle varie commissioni di Camera e Senato. E del resto questa è la legislatura dove la maggior parte dei big si è accomodata alla Presidenza o vice delle Commissioni: vuol dire che le decisioni prese lì saranno cruciali. E allora la Casta fa partire l’Operazione “Trasparenza Zero”.

 

di Viviana Pizzi

parlamento_casa_di_vetroPer ottenere tutto questo però bisogna ottenere la maggioranza dei parlamentari a votare questa riforma. Il percorso è cominciato da qualche giorno ma l’associazione ci terrà costantemente informati su quali deputati o senatori abbiano dato parere favorevole alla riforma.

Dichiariamo a tutti i nostri interlocutori – hanno sostenuto – che il metodo seguito sarà parte integrante dell’obiettivo che intendiamo raggiungere, perché per raggiungerlo occorre la presenza e la spinta di cittadini, di opinione pubblica, organi di informazione ed elettori che chiedano conto ai rappresentanti degli impegni che si sono assunti. Per farcela abbiamo bisogno che “la gente” emotivamente e pragmaticamente comprenda e partecipi. Altrimenti non accadrà nulla. Ecco perché crediamo che la trasparenza possa funzionare. Un’attività di lobbying trasparente, condivisa, comunitaria in cui obiettivi, interlocutori, ragioni e interessi in gioco siano pubblici, dicharati e a tutti comprensibili, un Open lobbying”.

 

IN COSA CONSISTE LA CAMPAGNA: ECCO LE LETTERE AI PARLAMENTARI E AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO

A inviarle ci ha pensato direttamente il presidente dell’associazione Vittorio Alvino, che fa conoscere la proposta di riforma inviata al Senato.

Dopo i primi due articoli che parlano della diaria e del regolamento al Senato ecco il terzo che si occupa direttamente di pubblicità e si punta a sostituire l’articolo 33 del Regolamento del Senato prevedendo che di ogni seduta di Commissione si redige e si pubblica un riassunto dei lavori. Nei casi di sedute in sede deliberante e redigente ovvero, nei casi di sedute in sede referente e consultiva quando lo proponga il Presidente o un quinto dei componenti della Commissione è altresì redatto e pubblicato un resoconto stenografico. Le Commissioni votano in forma nominale con procedimento elettronico. L’elenco con l’indicazione del voto espresso da ciascun Senatore viene pubblicato nel resoconto della seduta in cui è avvenuta la votazione. Nei casi di cui al comma 2, la pubblicità dei lavori è assicurata anche attraverso la trasmissione e  la ritrasmissione televisiva su canali digitali terrestri e satellitari ovvero su piattaforma telematica, nonché attraverso impianti audiovisivi collocati in separati locali, a disposizione del pubblico e della stampa. E’ in ogni caso esclusa qualsiasi forma di pubblicità delle discussioni e delle deliberazioni  relative agli argomenti di cui al comma 3 dell’articolo 31.

piero_grasso_pd_senato_dlNella lettera al Presidente del Senato Grasso hanno puntato tutto sulla frase pronunciata durante il discorso di insediamento  che diceva: “Sogno che quest’aula diventi una casa di vetro e che questa scelta possa contagiare tutte quante le altre istituzioni”.

In quella al Presidente della Camera Laura Boldrini la stessa tattica puntando sulla frase:  “Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti”.

Però dopo è stato tutto puntato sull’opacità delle commissioni parlamentari presentando la modifica al regolamento presentata.

I BIG NON RISPONDONO: ADESIONI SOLTANTO DALLE SECONDE LEVE

129 adesioni alla Camera. Poche e nessun big tra i firmatari. L’unico di un certo rilievo a dare parere positivo è stato il capogruppo di Sel Gennaro Migliore mentre Riccardo Nuti del Movimento ancora non risponde alla chiamata. Ritardo anche per Roberto Speranza capogruppo del Pd anche se del partito risponde l’ufficio di presidenza formato da Marina Sereni e Ivan Scalfarotto. Andrea Mazziotti è l’unico di Scelta Civica a dire il suo sì. Epifani e Bersani? Silenzio di tomba..

Cambiano di poco le cose al Senato dove sui 44 sì  qualcuno sì è registrato anche tra il Pdl e la Lega. Si tratta però sempre di seconde linee e mai di esponenti ufficiali di partito. Le uniche mosche bianche sono Laura Puppato del Pd e Pietro Ichino di Scelta Civica. Vito Crimi del Movimento Cinque Stelle ancora non risponde come non hanno risposto nemmeno il senatore Silvio Berlusconi e il suo collega Mario Monti. Tra chi non ha aderito ci sono anche Rosaria Capacchione del Pd mentre dice sì alla trasparenza il suo collega Augusto Minzolini del Pdl. Ancora assente la voce di Giuseppe Lumia eletto con il Megafono di Crocetta e ora passato al Pd.

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