OMICIDIO STRADALE/ Pericolo di guida: in aumento morti, feriti e multe

Basta morti sulle strade. Secondo il rapporto dell’Istat-ACI ci sarebbe un miglioramento per quanto riguarda gli incidenti stradali nell’ultimo biennio: un calo quasi del 3% e circa il 6% in meno delle vittime. Dati fasulli e del tutto errati, secondo molte associazioni. Prima fra tutte l’associazione Lorenzo Guarnieri: sui dati del 2010 l’Istat avrebbe dichiarato  4090 decessi, rispetto ai 4700 morti reali. Un dato, questo, che serve per non abbassare la guardia sulla prevenzione e rigidità delle leggi. Secondo una proposta popolare è necessario introdurre il reato di ‘omicidio stradale’. E intanto per il 2013 lievitano le multe del 6%.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Secondo l’Istat-Aci la situazione sulle strade è migliorata. Nel biennio 2010-2011 c’è stato un calo degli incidenti e delle vittime: quasi il 3% in meno degli incidenti; in decrescita il 6% delle vittime e anche i feriti sono stati meno del 3,5 percento. Insomma per l’Istat, grazie all’aumento dei controlli, la situazione sulle strade è nettamente migliorata.

Sembrerebbe un quadro positivo che, in realtà, viene contraddetto da molte associazioni, prima fra tutti quella di Lorenzo Guarnieri, giovane vittima della strada. Il padre di Stefano, fondatore dell’associazione, ha scoperto che secondo la stima dell’Istat suo figlio – deceduto a 17 anni nel 2010 – sarebbe uscito incolume dall’incidente mortale che lo ha coinvolto. In collaborazione con l’IRPET –Istituto di Ricerca e Programmazione Economica per la Toscana– hanno scoperto che errori come quello di Stefano sono centinaia, non solo  relativi alla Toscana. Un errore grave che cambierebbe il quadro: le mortalità non sono in calo. Per l’Istat il numero delle vittime della strada è di 4090 mentre per l’associazione Lorenzo Guarnieri e l’IRPET sono 4703 –un aumento del 14 percento. Nessun respiro di sollievo, nessun dato confortante: non bisogna abbassare la guardia ma continuare sulla strada della prevenzione e dei controlli.

omicidi_stradaliI DATI – L’Italia continua ad essere nella fascia nera dei Paesi dell’Unione Europea, con circa 1.052 vittime in più rispetto alla Germania e gli incidenti stradale sono ancora la prima causa di morte e disabilità perenne tra i giovani. Nel 2010 ben il 19% dei sinistri ha coinvolto giovani tra i 18 e i 25 anni, incidenti in cui la prima causa è dipesa dall’abuso di alcool e droghe – quasi il 62% – e l’alta velocità, il 57%. Altre cause, soprattutto per i giovani, sono l’inesperienza nella guida e la distrazione. Secondo l’ANIA ogni giorno, in media, avvengono 580 incidenti con 11 morti. Quasi il 16% delle morti totali in incidenti, coinvolge giovani tra i 20 e i 30 anni. Da non sottovalutare gli incidenti mortali nelle città su motorini o minicar dei giovanissimi tra i 15 e i 17 anni, che conta circa 118 decessi. Un esercito di morti bianche che quotidianamente lacera la nostra Penisola, contando vittime  soprattutto nelle notti da sballo dei fine settimana. 

LE NORME– L’aggravante alla situazione sono le leggi che attraverso escamotage, come il patteggiamento, riescono a lasciare impuniti i delitti. Chi è causa di un incidente mortale viene punito ai sensi dell’art. 589 c.p. che prevede da 2 a 7 anni di reclusione, se il guidatore era ubriaco dai 3 ai 10 anni. L’incidente stradale rientra nel delitto colposo per cui, in caso di omicidio o ferimento, non si procede con l’arresto immediato, ma semplicemente con il fermo. Assurdità all’italiana che lasciano impuniti dei veri e propri reati tant’è vero che da anni –senza grandi successi- la proposta popolare, presentata anche al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Corrado Passera, è quello di introdurre il reato di ‘omicidio stradale’. In questo modo si chiedono pene più severe: aumentare gli anni di carcere per chi provoca incidenti; impossibilità nel ricorrere a patteggiamenti o riduzioni di pena, escludendo anche misure cautelari in caso di arresto in flagranza di reato.

Rigide le leggi dell’UE e oltre: anche in Francia l’incidente mortale rientra nell’omicidio colposo ma è sanzionata con pene più severe. I francesi di Hollande sono soggetti ad un minimo di 10 anni di carcere e 150 mila euro di risarcimento ai parenti delle vittime. In Inghilterra l’incidente stradale che provoca morti è definito Causing Death by Dangerous Driving ed è punito con una reclusione minima di 14 anni e multe illimitate. Accade anche in Albania, Paese non europeo: quando il conducente è colto in fragranza di reato viene immediatamente arrestato aspettando il processo per un eventuale discolpa. Ma intanto resta in carcere.

Dal 1 luglio 2003 per contrastare l’alto numero di mortalità sulla strada è stata introdotta la patente a punti: ad ogni infrazione si decurtano un totale di punti. Questa norma ha frenato lievemente il problema ma ancora tanto c’è da fare: dalla manutenzione delle strade fino all’inasprimento delle pene per poi arrivare a controlli serrati e continui.

Intanto oltre il numero di morti e feriti, il 2013 è all’insegna di un inasprimento anche delle multe. Così se prima parlare al cellulare senza auricolare costava una multa di 152 euro, oggi è aumentata a 161 euro; se prima l’alta velocità costava al conducente 159 euro, ora ne costa 168 euro. Insomma un salasso anche per le multe che sono lievitate, in questo nuovo anno, del 6%.

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