NUCLEARE IN ITALIA/ Chiudere o andare avanti?

E’ difficile rispondere a questa domanda dopo che le nostre vite sono state sconvolte dal terribile terremoto in Giappone e dopo che i nostri occhi hanno visto le disastrose immagini in cui versa il paese.  Uno dei maggiori problemi  causati dal terremoto è stato sicuramente la distruzione della centrale nucleare a Fukushima,  che ha fatto  rivivere i momenti di panico e le paure (e quindi le disastrose conseguenze) già vissute il 26 aprile 1986  con l’esplosione di  Chernobyl.

di Letizia Malanga

nucleare-in-italia-legambiente-scorie-nucleariDal punto di vista tecnico-scientifico, l’energia  nucleare viene prodotta attraverso il bombardamento dell’ uranio con i neutroni: in questo modo il nucleo dell’uranio viene diviso in due nuclei più piccoli, che generano a loro volta nuovi nuclei, i quali vengono nuovamente bombardati con altri nuclei di uranio, dando così via alla reazione nucleare.

Il principale aspetto positivo dell’energia nucleare è che non emette anidride carbonica nell’atmosfera, a differenza dei combustibili fossili; differenza questa rilevantissima in un periodo in cui il principale problema globale è l’innalzamento costante delle temperature e conseguentemente lo scioglimento dei ghiacciai dei poli.

Ma ci sono tantissimi aspetti negativi che non possono essere sottovalutati. Un grande problema con cui ogni Paese che sfrutta il nucleare deve fare i conti, è che durante  la fusione viene emessa una radioattività molto elevata, per cui tutto ciò che è esposto alle radiazioni diventa scoria radioattiva; e come si sa, per far si che decada il livello di radioattività sono necessari milioni di anni. In più i rischi che possono derivare anche da un piccolo incidente sono potenzialmente devastanti, soprattutto per le popolazioni che circondano la centrale nucleare. Si stima che soltanto entro il 2030, quando entreranno in vita le centrali di quarta generazione, ci potranno essere reattori intrinsecamente sicuri.

È importante anche riflettere sul fatto che produrre energia nucleare ha un costo elevatissimo: Nell’ultima valutazione del Dipartimento dell’Energia Usa (Energy Outlook 2010) sugli impianti da costruire nei prossimi due decenni, l’elettricità da nucleare risulta la più cara.

Infine poi il nucleare di sicuro non è una fonte rinnovabile, dato che il suo utilizzo dipende comunque da riserve limitate di materiali.

Nel 1987 in Italia si è tenuto il referendum che ha visto la maggioranza votare per un paese senza nucleare. Si stima che dopo il disastro di Fukushima, ancora oggi, tre italiani su quattro siano contrari al nucleare. L’Italia è una delle nazioni con il più alto rischio sismico al mondo e con una densità di popolazione molto elevata. Gli esperti mondiali d’altro canto, considerano il territorio italiano “l’Arabia Saudita” delle fonti rinnovabili; e dato che la potenza delle rinnovabili attualmente è decine di volte superiore a quella di qualche decennio fa, e che i costi per la produzione di energia rinnovabile stanno scendendo drasticamente, è sicuramente più auspicabile che i governi di tutto il mondo, decidano finalmente di puntare tutto sul sole, sul vento, sul mare e sul calore della Terra, per valorizzare e non esaurire le risorse del nostro pianeta.


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