NICOLA COSENTINO/ ‘O mericano è fuori: ecco perché la politica lo ha “rinnegato”

Una politica, quella dell’onorevole del Pdl Nicola Cosentino, troppo vicina ai clan camorristici secondo la DDA di Napoli. Il Parlamento, che già conosceva le accuse e le condanne a Nick ‘o mericano, per ben due volte lo ha salvato in extremis evitandogli la galera. Ora, quella stessa politica, lo rinnega in nome di una ‘lista pulita’. E lui, che secondo le accuse della magistratura la camorra ce l’ha in famiglia, sembra aver minacciato senza timore il Pdl: “Vi faccio perdere le elezioni”, avrebbe tuonato il parlamentare. Berlusconi sa bene quanto potere ha Nick ‘o mericano, così come molti pentiti hanno sempre dichiarato apertamente. Un po’ a sorpresa, forse, la candidatura del politico campano è stata ritirata.

 

di Maria Cristina Giovannitti

CHI LO TEME – La decisione di ‘rinnegare’ Nicola Cosentino non è semplice: Nick o’ mericano è un politico casalese influente, che potrebbe portare al Pdl, per le prossime elezioni 2013, non pochi consensi dalla Campania. O forse porterà la vittoria al Senato ed è per questo che lo stesso Berlusconi punta su ‘o casalese, sapendo che è lui il suo cavallo di battaglia. Il potere di Cosentino è stato espressamente dichiarato da cinque collaboratori di giustizia che lo hanno additato come il collante tra la politica del Parlamento e i clan camorristici. La sua influenza politica conta e non poco, al punto da essere temuto anche dallo stesso Parlamento che, per ben due volte, lo salva dai mandati di arresto. Così Nick sembra non aver nascosto la furia quando ha saputo di essere in bilico per la candidatura, ed avrebbe tuonato, con tono minaccioso, contro il Pdl: “Io vi rovino. Vi faccio saltare decine di giunte in Campania e vi faccio perdere le elezioni”. Berlusconi è consapevole di quanti favori potrebbe portare dalla Campania ‘o casalese e forse proprio per questo lo teme.

CHI L’HA SALVATO Nick o’ mericano è adirato. Lo è perché si vede voltare le spalle da quella politica che fino a poco fa lo ha sostenuto. O casalese sta per essere rinnegato da un Parlamento che, per ben due volte, lo ha salvato. A votare in suo favore non solo la schiera del PdL ma anche molti del Pd. Prima del mandato di arresto del 2009, in una mozione di Antonio Sorio, si parlava dell’inchiesta mossa dalla Procura di Napoli a carico di Nicola Cosentino, allora sottosegretario di Stato per l’Economia e la Finanzia e dei presunti patti stipulati tra Forza Italia e i boss casalesi.

berlusconi_cosentinoNella mozione si chiedeva al Governo di chiedere le dimissioni di Cosentino, all’epoca solo indagato. Il Parlamento votò: compatta la fiducia di Lega e Pdl. Ma a sorpresa anche il Pd salvò Cosentino dalle dimissioni, pur avendo la possibilità di far passare la mozione. Il 28 gennaio durante le votazioni molti piddini si astennero, restando nel limbo della “non scelta”, una lunga schiera abbandonò l’aula per evitare di votare (2 voti contrari, 26 astenuti e molti non votanti). Nessuno del Pd si oppose a Cosentino che, dopo un anno, è stato condannato dalla Procura di Napoli per ‘concorso esterno in associazione mafiosa’, dimettendosi dall’incarico.

Il Parlamento ri-salva dall’arresto Cosentino per la seconda volta: su 697 presenti, 309 sono stati i voti contrari all’arresto, 289 i sì. Questa volta il Pd e l’Udc voteranno contro ‘o casalese ma Cosentino viene di nuovo graziato dalla casta.

LE ACCUSE – Roberto Saviano lo definì come “la storia di Forza Italia prima, e del Pdl poi in Campania”. Sono 5 i pentiti della camorra che parlano dei legami tra Nick o’ mericano e il clan dei casalesi.

Il 15 gennaio 2011 durante la deposizione del pentito Salvatore Caterino, questi disse: “I Cantiello e i Russo impegnavano le persone a loro vicine nella campagna elettorale in favore dei Cosentino. Inoltre i Russo mi spiegavano che era importante per i clan avere un referente nel Parlamento nazionale”. Insomma da queste parole si capisce che il rapporto tra Nick Cosentino e i casalesi sarebbe stato un do ut des: il parlamentare, secondo Caterino, faceva dei favori ai clan e loro lo appoggiavano politicamente. Continua il pentito: “L’appoggio elettorale a Cosentino è stato costante dall’inizio degli anni ’90 fino alle ultime elezioni politiche”.

Recenti le accuse (28 febbraio 2011) da parte del collaboratore di giustizia Francesco Della Corte che ricordò l’impegno preso dal parlamentare per il centro commerciale “Il principe”: Cosentino, accompagnato dal padrone politico di Sant’Antimo e Casoria, Luigi Cesaro (indagato dalla DDA per rapporti malavitosi), era andato a Roma dove aveva pressato i vertici dell’Unicredit per favorire –con 40 milioni di finanziamenti– un’impresa casalese che avrebbe costruito l’ipermercato. Ammette Della Corte: “L’onorevole Nicola Cosentino è la garanzia politica dei clan”.

Altro accusatore e pentito di camorra è Roberto Vargas che durante una deposizione del 25 maggio 2011 sottolinea i buoni rapporti del parlamentare casalese con il boss Francesco Schiavone detto ‘Sandokan’. Tra i due il legame è anche di lontana parentela: il cugino di Nicola Cosentino, Palmiro Giovanni, sposa Alfonsina figlia di Francesco Schiavone detto ‘Cicciariello’, cugino e omonimo di Sandokan.

Vargas dice: “Nicola Cosentino è il politico che comanda Casal di Principe… non si è mai incontrato , per quanto mi risulti, con i clan se non con Francesco Schiavone, detto Sandokan, con cui aveva un rapporto speciale”. Stando alle testimonianze si evincerebbe, così, una chiara e solida alleanza tra camorra e politica di Cosentino.

Della camorra in famiglia Cosentino già ne avevamo parlato: il sistema Cosentino è partito da Casal di Principe ed è arrivato in Parlamento, tenendo in pugno anche il leader di centrodestra, Berlusconi. Ora tutta la politica gli volta le spalle e lo rinnega.

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