Nella Lombardia degli sprechi il tunnel senza fine costato 60 milioni

Costo 60 milioni, il prezzo è lievitato a 200. Doveva collegare gli svincoli autostradali a nord e la Fiera.

 

il_tunnel_senza_fine_di_milanL’acqua scorre e gocciola. Si sente da laggiù, nel buio. Tutto intorno il terreno è inzuppato. Pozzanghere e fango. Nel cuore del tunnel si arriva dopo aver camminato per 400 metri. Pareti gigantesche e grezze; la volta di cemento armato; niente asfalto a terra; lampade precarie pendono dal soffitto. Qui sotto, già dal 2010 (data prevista per il termine dei lavori), doveva passare il traffico delle auto in arrivo dalle autostrade. E invece il cantiere è abbandonato. Due gallerie larghe 25 metri e non un operaio al lavoro. Dall’imbocco a Nord si entra senza problemi; nessuno controlla, niente recinzioni.

Giorno dopo giorno, il tunnel che collega viale De Gasperi e via Gattamelata diventa il più imponente disastro urbanistico della Milano che si avvicina all’Expo: già tre anni di ritardi e il costo salito dai 62 milioni previsti a quasi 200. Venerdì pomeriggio l’azienda costruttrice ha bloccato i lavori. E ora il contenzioso tra l’impresa, il Comune ed Mm si trasferirà in Tribunale: denunce e richieste di risarcimento.

AL SERVIZIO DELLA FIERA – Il progetto di riqualificazione del Portello risale agli anni Novanta. Un parco (realizzato); nuove abitazioni (in costruzione); palazzi per uffici (quasi finiti). E 970 metri di tunnel. Nell’idea iniziale doveva essere un collegamento tra gli svincoli autostradali a Nord-Ovest di Milano e la fiera. L’accordo di programma tra Comune e Regione viene firmato nel 2000. Nel frattempo però le istituzioni decidono lo spostamento della fiera a Rho-Pero. Risultato: un progetto svuota l’altro. «È un’opera costosissima e del tutto inutile – spiega Luigi Caroli, ingegnere, consigliere di Zona 8 – che servirà soltanto a riversare un flusso enorme di traffico in strade che non possono assorbirlo. Bisognerebbe chiedersi perché qualcuno ha voluto portare avanti a tutti i costi un progetto del genere».

IL TUNNEL Per capirsi: un tunnel autostradale sboccherà in via Gattamelata. Una stradina di quartiere. Un imbuto. Nonostante questo, l’opera è stata voluta (giunta Albertini; bando del 2005) e rilanciata. A gennaio 2009 l’allora sottosegretario Mario Mantovani (Pdl) ha consegnato un simbolico assegno da 24 milioni al sindaco Letizia Moratti. Sull’assegno campeggiava il volto di Silvio Berlusconi. Erano i fondi governativi appena sbloccati per sostenere il progetto che all’epoca, dai 62 milioni iniziali, era già arrivato a costare 106 milioni. Ora, soprattutto a causa delle bonifiche (sono stati scavati oltre 600 mila metri cubi di terra), i costi sono saliti a quasi 200 milioni. Commenta l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran: «È la dimostrazione di come il sistema delle opere pubbliche vada rivisto. Quel tunnel ha perso qualsiasi utilità da oltre 15 anni, ma non è mai stato fermato da nessuno. Centinaia di milioni potevano essere sfruttati meglio».

VERSO IL CAOS – Il Comune sta studiando soluzioni «tampone». Una revisione dei sensi unici e della viabilità per ridurre l’impatto del traffico sulil_tunnel_senza_fine_di_milan_2 quartiere. E poi l’impiego di una parte inutilizzata del tunnel (500 metri circa, sotto la rotonda di superficie) come deposito per le auto sequestrate dai vigili. Si tratta però di un futuro lontano. I prossimi mesi saranno invece intasati dai contenziosi economici e giudiziari.

L’azienda costruttrice, ex Salini-Locatelli, oggi impresa Claudio Salini (Ics), nel corso dei lavori ha ottenuto dal Comune sei modifiche del progetto. Ogni modifica comporta un aumento dei costi. Alcuni pagamenti sono arrivati in ritardo. E ad agosto 2012 l’impresa ha già abbandonato una prima volta il cantiere, chiedendo garanzie sui pagamenti.

L’ABBANDONO – I lavori, a rilento, sono ripresi a gennaio. Nelle ultime settimane il Comune ha ricevuto una lettera: «Se non saranno regolati i conti, il 31 maggio abbandoneremo il cantiere». Così è stato. L’azienda chiede 80 milioni in più. Metropolitana milanese, la società che ha in mano il progetto per conto di Palazzo Marino, risponderà nei prossimi giorni con una memoria legale e un’azione in Tribunale per la richiesta di danni. Situazione critica. Anche perché il contenzioso si incrocia con la crisi delle finanze di Palazzo Marino, che ha un’enorme difficoltà a recuperare risorse extra. In ogni caso, fino all’approvazione del bilancio, il Comune non può neppure avviare una trattativa con i costruttori, per provare a concludere i lavori di un tunnel che giudica inutile.


LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Gianni Santucci e Armando Stella su Corriere.it

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