‘NDRANGHETA E POLITICA/ Il silenzio sull’Ospedale della Piana: ecco perchè

Se vuoi raccontare la Calabria, puoi farlo sul tuo blog. Raro che ti pubblichino i giornali locali. Preferiscono pezzi su sagre e opere pubbliche, fortemente volute dal grande assessore di turno. Dovresti quindi dimenticare che hai una testa e una coscienza, chiudere gli occhi.

di Emiliano Morronetratto da Il Fatto Quotidiano

ndrangheta_e_politicaSe invece proponi a testate nazionali, ti rispondono che non c’è spazio: corre lo spread e bisogna inseguire le beghe della politica.

Di Calabria non vuol parlarne nessuno. E nessuno vuol sentirne parlare. Complicatissima: lì comanda la ‘ndrangheta, che non è il bazooka che sventrò la blindata di Carmine Arena o la strage di Duisburg.

Difficile, forse impossibile, spiegare a chi non conosce le ambiguità del luogo. Del consigliere regionale Franco Morelli (Pdl), arrestato nell’inchiesta Infinito della Dda di Milano, dicono che andava spesso a messa. Si commentò che nessuno poteva immaginare, sospettare, presumere che tramasse con l’onorata società.

Io non riesco a capire come mai prosegua il silenzio sull’ospedale della Piana di Gioia Tauro (Rc), di prossima costruzione a Palmi (Rc). I politici d’ogni colore attaccano il comitato civico che ha denunciato gravissime anomalie a procure e Corte dei conti.

Nel 2007, la Regione, guidata dal Pd Agazio Loiero, decise di realizzare la struttura in terreni che l’istituto agrario Galileo Ferraris di Palmi usa per la didattica e produzioni biologiche. Ma la Conferenza dei sindaci, che nei municipi sono la massima autorità sanitaria, aveva votato l’edificazione in un’ampia area presso Cannavà, nel Comune di Rizziconi (Rc). La Regione era tenuta a motivare la scelta difforme. Non lo fece.

La Provincia di Reggio Calabria ritenne suoi quei suoli di Palmi: in delibera di giunta considerò il vecchio ente proprietario soppresso dalla Legge 1404/1956. Benché dal ministero delle Finanze abbiano poi escluso per iscritto questo effetto della legge.

Sulla preferenza per Palmi, Antonio Saccà, ai tempi sindaco di S. Eufemia di Aspromonte (Rc), mandò una lettera alla Regione. Riporta la sua firma e, dattiloscritti, i nomi di altri sindaci della Piana. Per Renato Bellofiore, sindaco di Gioia Tauro, “i presunti cofirmatari hanno smentito sui giornali d’aver sottoscritto quel documento, peraltro privo di valore”. È con la lettera di Saccà che i sostenitori dell’ospedale a Palmi reputano superata la delibera ufficiale della Conferenza dei sindaci.

La Regione acquistò i suoli dalla Provincia a 229.500 euro. Una conferenza di servizi rimosse il vincolo di destinazione d’uso scolastico. Tra gli altri, vi partecipò un consigliere provinciale della maggioranza di centrosinistra, Demetrio Crucitti, titolare di un albergo a 700 metri da dove sorgerà l’ospedale.

Nell’operazione Cosa mia, l’imprenditore risulta taglieggiato da Italia Antonella Gallico, appartenente all’omonima cosca.

A Palmi i Gallico acquistarono lotti per 60mila euro, da schermare all’estero con la Zenas LLC, società registrata nel Delaware. Per la Dda di Milano, all’operazione avrebbero partecipato il legale Vincenzo Minasi e il collega svizzero Daniele Borelli. La Procura di Reggio Calabria starebbe indagando per capire se ci sono legami con la costruzione dell’ospedale a Palmi, per il quale il ministero della Salute – chiarisce l’avvocato Giacomo Saccomanno, del comitato civico – “spenderà quasi 130milioni di euro”.

Tutta la politica, nonostante i fatti, vuole l’ospedale a Palmi: prima Loiero, poi il successore Giuseppe Scopelliti (Pdl). Ecco il perché del silenzio.

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