MOVIMENTO 5 STELLE/ Alla scoperta di… Parla Daniele Vignandel: “I ragazzi sono strasplendidi, i vertici hanno interessi commerciali”

Il M5S, visti anche gli ultimi sondaggi, è oggi una vera forza politica. Una delle più autorevoli, sebbene nata da poco. E forse proprio per questo – per le novità, senz’altro encomiabili, che ha importato nel modo di fare politica – l’attenzione al movimento è alta. Infiltrato.it ha cercato sempre di porsi in posizione neutrale dinanzi a quanto creato da Grillo, riconoscendone pregi, ma anche (importanti) difetti. Andiamo quindi alla scoperta del Movimento, con una serie di interviste ad epurati e fedelissimi del 5 Stelle. Si parte con Daniele Vignandel, uno dei primi ispiratori del Movimento, da tempo oramai un ex. Oggi prosegue il suo impegno civile con le agende rosse di Borsellino.

di Carmine Gazzanni

prometeus_casaleggioChi segue Grillo da tempo si ricorderà bene di lui. Daniele era uno dei più stimati uomini vicini a Grillo. Non solo. È stato tra i primi ispiratori di liste civiche legate al Movimento, insieme a Serenetta Monti e Sonia Alfano. Poi, però, anche lui cacciato: “Avevano capito che con le nostre prime liste civiche potevamo portare soldi e da lì la macchina del marketing è partita. A quel punto io, Serenetta e Sonia siamo stati cacciati con bugie e sotterfugi”.

Daniele, che oggi prosegue il suo impegno civile con le agende rosse di Salvatore Borsellino, è una persona squisita. Parliamo mentre è nel suo negozio di informatica. Con lui ridiamo, discutiamo, ragioniamo. Quello che ne esce è un quadro che non ti aspetti. Ma molto interessante: tra una vendita e l’altra ci racconta del suo impegno con le prime liste civiche, l’allontanamento progressivo dopo l’incontro di Firenze (quando è nato il M5S), le epurazioni che sono passate sotto silenzio, il potere di Casaleggio e di altri personaggi di cui nessuno parla (vedi Sassoon).

Daniele però precisa: i ragazzi del movimento, come ci dice lui, sono “strasplendidi”. Quello che non gli va giù è l’organizzazione vaticana che è stata messa su – come la chiama lui – i cardinali sul territorio e l’interesse commerciale che c’è dietro il movimento.

 

daniele_vignandelDaniele, tu sei stato un “grillino” (passami il termine) della prima ora.

Nel 2007 credevo nella possibilità di lanciare un nuovo movimento politico che non fosse marcio come quello che abbiamo adesso, facendo leva sulle liste civiche. Già allora avevo fatto questi tentativi: ovviamente non capivo ancora come funzionasse il movimento di Grillo, pensavo che fosse realmente una cosa libera.

Continua.

E invece dopo mi sono reso conto che una cosa così articolata non poteva servire che a una sola persona. Non a Beppe Grillo, ma a Gianroberto Casaleggio.

Quando lo hai capito?

A Firenze, quando è nato il Movimento 5 Stelle. Tu conta che io, Serenetta Monti e Sonia Alfano, prima che nascesse il movimento, ci eravamo messi in moto per dar vita a un nuovo progetto politico che partisse dal basso. Eravamo riusciti a metter su 17-18 liste civiche. Avevamo un gruppo che si chiamava 823 e incontravamo tutti quelli delle liste e tutti quelli che avevano intenzione di aprirle. Si era fatto un percorso comune, si era deciso – in maniera collettiva – anche il nome, che doveva essere “Italia 5 Stelle”.

E poi una volta a Firenze?

Siamo arrivati lì e niente. Era stato tutto deciso. Io, Sonia e Serenetta eravamo in prima fila perché la gente ci stimava e ci siamo visti il marchio già bello e fatto. E lo stesso con la carta di Firenze. Non è stato chiesto il parere di nessuno. Allora ci siamo detti: “questi hanno capito che con le nostre prime liste civiche potevamo portare soldi e lì la macchina del marketing è partita”.

In che senso?

Le decisioni erano state prese solo e soltanto da Casaleggio e Grillo. E ti dico di più: è solo grazie all’insistenza di Serenetta Monti che Grillo c’ha messo il 5 Stelle. Ecco da dove l’ha tirato fuori.

Che pensi di Casaleggio?

Una società per azioni com’è la Casaleggio associati non investe denaro se non presume di avere un rientro economico. Io dico semplicemente che Casaleggio sa fare bene il suo mestiere. Quando uno legge Casaleggio spa, quando leggo società per azioni, vuol dire che questi devono fare business. Fanno il loro lavoro. E ti dico la sincera verità: lo stanno facendo benissimo. Se i signori Casaleggio avessero voluto farlo per spirito benefico, avrebbero continuato a lavorare nel web per fatti loro e per questa causa avrebbero aperto una semplice onlus, una qualunque cosa che potesse far vedere che loro non hanno alcun interesse economico.

Ma allora, secondo te, c’è una organizzazione verticistica?

Neanche, nonostante noi noi siamo abituati a vedere sempre e comunque un leader e quindi qualcuno che comandi. Qui non c’è il comandare. Qui è la stessa cosa che fa Mediaset: si tratta di affari. Ma vi rendete conto del giro d’affari che è cresciuto, tutto per la Casaleggio, da A loro interessa fare dividendi. È una società per azioni. Dentro c’è uno che di nome fa Sassoon.

Ce ne siamo occupati approfonditamente.

Si, si ho letto.

Che ne pensi?

Sostanzialmente la massoneria si è accorta che questo mondo qui è difficilmente controllabile e allora cercano di piazzare più pedine possibile nei punti-chiave. Non è che ci voglia molto a capirlo.

Torniamo al Movimento e alla partecipazione orizzontale.

Guarda, io ho fatto una spiegazione che penso sia molto più chiara e facile. È una organizzazione vaticana. Orizzontale dove serve, però se vai a toccare il dogma, interviene il Vaticano e ti sega in due. Fanno marciare i due binari paralleli, orizzontalità e verticalità. Con gente fidatissima sopra e dei blogger che bannano chiunque rompa le palle.

Esempi?

Ce ne sono tanti. Pensa a Claudia Chiesura che veniva chiamata Girasole di Giugno. Tutta gente che scriveva sul blog, tutti bannati. Basta andare fuori del dogma e vieni segato nella maniera più totale.

Com’è successo a Tavolazzi?

Ma non solo a lui. Ci sono molti altri casi in giro per l’Italia. Tantissimi.

Si è parlato solo di Tavolazzi però …

Pochi lo sanno, ma in Veneto tre liste civiche sono letteralmente sparite. È bastato toccare il cardinale di zona, come lo chiamo io.

Che cosa è successo?

A Ponzano Veneto, Mogliano Veneto e Paese di Treviso tre liste civiche che hanno avuto anche un buon risultato elettorale sono scomparse. Se tu vai sul blog non esistono più. Perché? Erano i famosi ribelli a Borrelli (David, candidato alla regione Veneto con il M5S, ndr), che è uno dei cardinali, uno degli intoccabili. E ti dirò di più. Borrelli è stato candidato quando già era consigliere comunale a Treviso. In base alle non-regole non poteva farlo. E guarda caso proprio a Paese e Ponzano sono sparite le liste perché lì ce l’hanno a morte con Borrelli che in Veneto ha ammazzato le regole dell’orizzontalità. Ma a Mogliano la lista l’aveva presentata lui. Era una sua lista. Però questi, dopo poco, gli hanno detto chiaro e tondo: guarda qui non vogliamo fare come tu ci imponi. Subito via anche questa.

E quale sarebbe il meccanismo?

Borrelli decide che questi non son buoni e va da Beppe. Sfruttando la sua posizione di forza dice a Beppe “guarda, questi sono degli arrivisti, fanno schifo, sono deboli, che gentaglia!”. Quando in realtà semplicemente stavano radunando attorno a loro sempre più gente e c’era il rischio di metterlo in minoranza.

Però, aspetta: Grillo non è mica uno sprovveduto che crede a tutto quello che gli si dice?

Scusami, ma di chi è la Casaleggio Associati? Mi sembra ci sia anche il signor Giuseppe Grillo nella società, no? Se sto in una società per azioni e devo fare affari, che faccio? Mi butto la zappa sui piedi?

Non è che sei invidioso piuttosto che rancoroso?

Guarda, sostanzialmente io rispetto il lavoro dei ragazzi. Sono davvero molto bravi, si stanno impegnando moltissimo. Sono strasplendidi. Però ti spiego: dentro c’è quello che si chiama affezionamento al marchio. Se tu compri sempre un prodotto difficilmente lo cambierai, perché ti fidi solo di quello. È lo stesso discorso per quanto riguarda l’organiser, qui a Pordenone, in provincia e un po’ dappertutto: è lì da tanti anni e si crea lo stesso identico meccanismo che si crea nei partiti. È lì da tanto tempo, lo fa, lo fa bene, e lascialo lì no? Quando invece, se dovessimo stare alle regole, dovresti avere un minimo di ricambio. Ti dico di più. Sette anni fa sono stato osteggiato da una persona e ancora oggi questa persona è responsabile del Movimento a Pordenone. Non è cambiato assolutamente nulla all’interno dei gruppi. Stesso a Trieste: quello che oggi è diventato consigliere comunale è lo stesso che nel 2008 ci osteggiò nella nostra presentazione alle regionali. Non è cambiato niente.

Ultima domanda: cosa ci dici delle ultime dichiarazioni di Grillo?

Sono l’ennesima dimostrazione di un’orizzontalità che non c’è. Lui scrive i suoi comunicati, in accordo con Casaleggio, li mette sul suo blog e lì viene letto come un guru. Li fanno loro due, non ne discutono con nessuno del Movimento. E poi scrivono anche i cosiddetti comunicati politici: se tu scrivi comunicati politici e dichiari orizzontalità, sei tenuto a discuterne con la gente prima di pubblicarlo. E invece no: tu ti svegli la mattina, sei sindaco di un posto, apri il blog e ti ritrovi un comunicato politico. Senza che ti sia stato detto nulla. Siamo cresciuti uno scalino dal nano. Io devo fare il mio business, il marchio è mio, decido io, faccio quello che mi pare. Parliamo di un altro Berlusconi. È il classico segretario di partito. Il non-segretario in questo caso. O fai come dico io, o ti caccio a calci come nel caso di Tavolazzi.

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