MOSTRA 150 ANNI/ Le donne che hanno fatto l’Italia

di Lidia Petaccia

Le donne, nonostante le oggettive difficoltà in cui in larghissima maggioranza si trovarono a vivere a causa delle limitazioni loro imposte in tema di istruzione, di libertà e di diritti, dettero un formidabile contributo alla vita nazionale, stando dietro le barricate o a volte direttamente su di esse, preparando le armi o a volte direttamente usandole, usando a volte utensili di casa e altre volte la penna, curando corpi feriti e istruendo prima se stesse e poi le migliaia di analfabeti che popolavano l’Italia. Insomma, non furono soltanto mogli e madri”.

donneitaliaGiuliano Amato Presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia inaugura la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia”, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, presso il Complesso del Vittoriano dal 7 dicembre 2011 al 20 gennaio 2012, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unità Tecnica di Missione e dal Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Attraverso dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali, cimeli, l’esposizione ricostruisce un percorso che attesta come le donne abbiano fortemente contribuito al processo di unificazione, ai cambiamenti e alla crescita del Paese. Un progetto, coordinato e diretto da Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando con la volontà di mostrare come la storia della nostra nazione si sia fatta per mano anche femminile, con coraggio, determinazione e passione.

“Celebrare le donne significa ritrovarle, rimetterle a fuoco, togliere dall’oblio in cui erano cadute le tante che furono eroine, ma non al fianco degli eroi, che furono madri, mogli o sorelle, ma non di eroi, che vissero vite per le quali, conoscendole, ci accorgiamo di dover loro una immensa gratitudine, ma delle quali prima d’ora nessuno si era mai accorto.Già, perché celebrare le donne significa in primo luogo riconoscerle, toglierle dal disconoscimento”, aggiunge Giuliano Amato.

Ripercorrendo la storia attraverso questa mostra si scoprono infatti protagoniste eccellenti; alcune hanno nomi noti, come Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le due sole donne italiane premiate con il Nobel. Lina Merlin, Nilde D.4Iotti e Tina Anselmi, donne di primo piano della scena politica, Bice Lazzari, Carla Accardi, Marisa Merz, grandi nomi dell’arte italiana; altre invece, dai nomi meno conosciuti, hanno compiuto scelte in grado di incidere nell’evoluzione politica e sociale italiana, come Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato con coraggio un matrimonio riparatore, Alfonsina Strada, prima donna al Giro d’Italia in gara con corridori uomini, o Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano e delle lotte per la conquista del diritto di voto alle donne. Tutte donne che, come afferma Amato, “rimasero sempre – e anche di questo c’è qui testimonianza- quello che erano, donne, e portarono quindi sensibilità e visioni del mondo spesso tanto diverse da quelle maschili e tanto più penetranti”.

Maria MontessoriUn percorso che si articola in diverse sezioni. Le Donne del Risorgimento italiano, in cui sono illustrate le figure di alcune delle protagoniste delle vicende risorgimentali e della vita pubblica e sociale dell’Ottocento: da Cristina Trivulzio di Belgioioso a Enrichetta Di Lorenzo; da Clara Maffei a Maria Mazzini. Le Protagoniste, approfondisce il racconto della vita e dell’attività di alcune grandi protagoniste del progresso evolutivo del Paese nei più diversi ambiti, come Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Matilde Serao, Francesca Cabrini, Luisa Spagnoli, Marisa Bellisario, Palma Bucarelli. Le Prime, racconta, ripercorrendone le date, ma soprattutto i nomi e l’operato delle sue protagoniste, un’insolita cronologia: quella delle prime conquiste femminili in diversi settori della cultura, della politica, della società, dello sport, dell’arte. Donne insieme, dedicata alle Maestre, Mondine, Balie, Tabaccaie, crocerossine, impiegate nelle industrie belliche durante la prima guerra mondiale o le donne durante il fascismo, fino ad arrivare alle protagoniste della costruzione della Repubblica, dalle partigiane alle donne dell’Assemblea Costituente. Donne e arte vuole rendere omaggio alle principali artiste del nostro Paese. Una mostra nella mostra, in cui ammirare grandi capolavori dell’arte italiana, dall’espressionismo della Scuola Romana, all’astrattismo, dalle influenze pop sbarcate soprattutto a Roma alla nostrana Arte Povera.

 “La mostra si propone di ridare giusta collocazione al ruolo attivo e fondamentale della donna nella costruzioneD.7dell’identità nazionale. Non solo mogli e madri, educatrici morali e culturali dei figli, ma anche e sempre impegnate a sostenere un ideale, pronte a rimboccarsi le maniche per ridare slancio ad un Paese che da allora, dal 1861, passando per due guerre mondiali, ha sempre guardato avanti con una speranza di futuro” Gianni Letta spiega come la mostra sia un importante contributo di riabilitazione del ruolo della donna per la storia del Paese e, nello stesso tempo, un richiamo alle donne a prendere sempre più parte al  futuro dell’Italia: “Un atto di omaggio doveroso e sentito che l’Italia di oggi rende a quelle donne che, su vari fronti, furono protagoniste, spesso dimenticate, della storia di ieri. Ma, attraverso la forza del loro esempio, un omaggio altrettanto doveroso a tutte le donne italiane chiamate ad un impegno nuovo e più ampio, finalmente corale, per la storia di oggi e di domani, e per ridare slancio e sostanza alla ripresa, allo sviluppo e al progresso del nostro Paese”.

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