MONTI DELIRA/ Poche idee ma sbagliate: tagliamo 1 maggio, 25 aprile e 2 giugno per gonfiare il Pil!

Ci aveva provato il governo Berlusconi, ci riprova il governo Monti: nel prossimo consiglio dei ministri sarà discussa l’idea di aumentare i giorni lavorativi. Meno festività, dunque, per far crescere il Pil. A rischio primo maggio, venticinque aprile e due giugno. Caro Professor Monti, ma davvero Lei pensa che qualche giorno in meno (di un significato, peraltro, portante per la storia italiana) può salvare l’Italia dal baratro?

di Antonio Acerbis

balotelli-montiPartiamo da alcuni numeri: 270 miliardi l’imponibile evaso in Italia ogni anno; 154 miliardi la ricchezza prodotta dal lavoro sommerso; 18 miliardi derivanti dalla contraffazione; 60 miliardi il giro annuo delle mazzette; 550-700 miliardi di euro lo stock di capitali italiani nascosti all’estero; 100-135 miliardi di euro il fatturato delle mafie italiane, pari al 10% del Pil nazionale. Sono solo alcune cifre raccolte nel libro-inchiesta “Soldi rubati” di Nunzia Penelope. Senza dimenticare, poi, i 12 miliardi circa che ci viene a costare quella che, per semplificazione, possiamo chiamare “Casta”.

Qualcosa è stato fatto dal governo Monti, ma si poteva fare molto di più. Tanto fumo e (solo) qualche rimasuglio di arrosto. Ma ora si è arrivati alla svolta. Secondo quanto sta trapelando in queste ore, infatti, il consiglio dei ministri ha deciso di dare un segnale forte per far crescere il Pil: tagliare alcune festività. Sembrerebbe assurdo, ma è proprio così che stanno le cose. Già il prossimo cdm dovrebbe esaminare l’iniziativa promossa da ben quattro ministeri di dare avvio a numerosi accorpamenti per recuperare qualche punto di Pil.

Un’iniziativa, questa, già battuta dal governo Berlusconi e che ora viene ripresentata da Mario Monti. Ma quali sarebbero le festività a rischio? Le solite, quelle più bistrattate negli ultimi anni, quelle più significative per la storia italiana, per la storia che noi stessi siamo: primo maggio, venticinque aprile e due giugno.

Con tre feste in meno (o poco più), dice il governo Monti, si potrà tornare a far crescere il Pil. Bell’idea, non c’è che dire.

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