MONTE PASCHI/ Il ‘contratto segreto’ e la rovina della ‘banca del Pd’

Un nuovo scandalo per il Monte dei Paschi di Siena che rischia di far annegare nei debiti la banca del Pd. Con la nuova presidenza di Alessandro Profumo è venuto a galla un altro scandalo: un contratto sul derivato tra il MPS e la Nomura, la banca giapponese, uno scambio che cercava di “aggiustare” i disastrosi conti del 2009. L’autorità di vigilanza non era a conoscenza del contratto segreto, così come Bankitalia che si definisce “ingannata” da Giuseppe Mussari che si è dimesso dalla presidenza dell’ABI. Tuonano critiche bipartisan contro Monti e soprattutto il Pd di Bersani che ha affossato una delle più prestigiose banche italiane.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Della rovinosa discesa del Monti dei Paschi di Siena e dei legami con la politica del centrosinistra ne avevamo già parlato ma stavolta torna un nuovo scandalo che rischia di peggiorare la situazione del MPS, avvolto da un malgoverno, da troppi misteri ed escamotage ed ora spunta anche un “contratto segreto”.


OPERAZIONE ALEXANDRIA – Tutto risale al 7 luglio del 2009 quando il MPS avrebbe truccato i conti per aggiustare il disastroso bilancio del 2009 che contava centinaia di milioni di euro di debiti ‘insanabili’. La banca senese decide così in un do ut des con la giapponese Nomura, uno scambio di favori che prende il nome di Alexandria, un derivato che si basa sui mutui ipotecari del MPS e che cede alla Nomura in cambio di Credit Linked. Questo contratto, di 49 pagine e nascosto nella cassaforte del direttore generale Antonio Vigni, firmatario insieme a Gianluca Baldassarri, ex capo della finanza, sarebbe stato concordato senza che l’Autorità di Vigilanza e la Banca di Italia ne sapessero nulla. Nel contratto si parla di due operazioni: il Monte dei Paschi di Siena poteva scaricare su Noruma la perdita degli Alexandria e migliorare il proprio bilancio e intanto venivano rimborsati i benefattori. Intanto questo ‘contratto segreto’ oggi costa alla banca senese un debito che è arrivato alle stella: supera i 700 milioni mentre in Borsa perde l’8,43%. Gli Alexandria hanno contribuito al deficit pari a 220 milioni di euro. Un accordo che sembrerebbe essere vantaggioso solo per il MPS ma così non è, lo chiarisce un’intercettazione che ha coinvolto il presidente dell’ABI- associazione bancaria italiana- di Mussari, oggi dimessosi. Lo scandalo viene a galla il 13 dicembre del 2012 quando la banca Nomura invia il testo: il nuovo presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola si rendono conto che qualcosa non torna e denunciano il tutto alla Procura di Siena che, spalleggiata dal Cosib, ha dato vita all’Operazione Alexandria.


Monte-paschi-Siena_adieuINTERCETTAZIONI – Al vaglio della Procura di Siena anche una telefonata compromettente tra Giuseppe Mussari, ex presidente ABI e Sadeb Sayed, presidente di Nomura in Europa. Sayed dice: “Caro Mussari ti è chiaro che io compro tutto il tuo titolo Alexandria –nonostante sia fonte di perdite- solo perché ti impegni a comprare tre prodotti che ti legheranno per 30 anni e da subito faranno recuperare a Nomura il dono che ti faccio?”. Una domanda scottante alla quale il Mussari risponde con la sua condanna: “Ho capito”. Con questa prova l’ex presidente si dimette e già si pensa al nuovo successore. In pull position sembra esserci Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e vicepresidente dell’ACRI.

 

CRITICHE BIPARTISAN – Il MPS è stato da sempre definito la ‘banca del Pd’ che con la sua politica locale dell’ex sindaco Franco Ceccuzzi e ha unito politica ed affari. Uno scandalo che arriva in campagna elettorale e fa poco bene alla politica di Bersani, additato da centro destra e sinistra. La stessa Banca d’Italia in una nota si definisce ‘ingannata’ e così sono stati ingannati i cittadini che hanno pagato –attraverso le quote dell’Imu– i Monti bond, pari a 3,9 miliardi di euro per salvare il MPS.

Risentimento e critiche arrivano da tutte le coalizioni: Antonio Ingroia dice: “Erano bugie quelle che ci hanno raccontato. Mentre il debito della Grecia era in calo e quello europeo rimaneva stabile, quello italiano è aumentato di 7,4 punti in un anno. A questo punto si aggiunge il vero scandalo: il regalo di 3,9 miliardi di euro che Monti ha fatto al MPS prelevandolo direttamente dalle tasche degli italiani”. Concorda anche Antonio Di Pietro che attacca Mussari: “E’ gravissima la vicenda che ha coinvolto Giuseppe Mussari per cui sollecito il magistrato a fare luce al più presto su questa torbida vicenda”.

Rincara la dose il M5S con Beppe Grillo che dice: “Il MPS è il Pd. Il Pd non è più un partito politico. E’ una banca…”

Concordi anche a destra con Igrazio LaRussa che dichiara: “Il MPS indirettamente gestita da uomini di sinistra, vicini al Pd, ha un buco di 760 milioni eppure Monti ha regalato quasi 4 milioni di euro, racimolati con l’Imu. Si spieghi perché le famiglie pagano e le banche intascano”. A fargli da eco anche Storace che interviene con una domanda: “Il Pd non ha nulla da dire sui quasi 4 miliardi tosati agli italiani con l’Imu e buttati al MPS?”.

A queste critiche bipartisan, il leader Bersani prende le distanze e dice: “Nessuna responsabilità del Pd per l’amor di Dio. Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche”.

Peccato, però, che nella realtà senese il Pd non ha sempre fatto solo politica a quanto pare, portando al tracollo il Monte dei Paschi di Siena. Mentre l’Autorità di Vigilanza e la Procura di Siena indagano, la politica tutta chiede a Monti e Bersani di spiegare al Parlamento la disastrosa gestione della banca senese, assumendosene le responsabilità.

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