Metamorfosi Pdl, il primo passo è il trasferimento della sede a Palazzo Verdini

Da 2milioni e 800mila euro all’anno a 700mila: il nuovo quartier generale del Pdl a San Lorenzo in Lucina costa giusto un quarto. “Perfetto!” ha commentato, non a caso, Berlusconi. Verdini e Santadechè pronti per la nuova Forza Italia. Se invece il governo va avanti, sarà il regno di Angelino…

 

Falchi o colombe? Aquilotti. E’ questo il volatile – non tenero ma neppure spietatissimo – raffigurato nell’antico mosaico sul pavimento della nuova sede, inpdl_trasloca_a_palazzo_verdini cui il Pdl trasloca a fine mese. Si tratta del palazzo secentesco rosa pallido, quello alla destra della chiesa di piazza San Lorenzo in Lucina, in cui il partito azzurro sta andando ad abitare. I lavori di riadattamento (niente di che: c’è da tirare su qualche tramezzo per ricavare uffici nei mega saloni e verrà lasciato intonso l’immenso lampadario nello stanzone centrale e una bella stanza aspetta il Cavaliere) sono cominciati e l’inaugurazione della location sarà ai primi di luglio.

Alfano e gli altri (Berlusconi ancora non ha visto i locali dal vivo ma solo in fotografia e li ha trovati: «Perfetti!») sono tutti contenti della nuova culla a due passi da Camera e Senato e in mezzo a negozi chic. Che già gongolano, inutilmente: «Faremo qualche affare in più», confidano le commesse. Ma davvero? Con questa crisi che colpisce pure gli azzurri e infatti li ha spinti a traslocare, sia pure non in periferia? In ogni caso, di fronte al neo quartier generale del Pdl c’è Vuitton, e a Daniela Santanchè – plenipotenziaria nella nuova residenza – le cose chic giustamente piacciono.

LA DIETA

Questo è un caso da manuale su come i partiti, spendendo meno, possono vivere in maniera più che decente. Riuscendo perfino a migliorare la propria collocazione toponomastica e a suo modo geopolitica. Anche se i grandi spazi che il Pdl aveva prima – nella sede di cinquemila metri quadrati su 5 piani a via dell’Umiltà più un cortile tutto per loro – adesso il partito azzurro non li avrà più nei tremila metri quadrati su un piano solo (il primo) di piazza San Lorenzo in Lucina numero 4. Una casa più ristretta ma più centrale. Andremo nel salotto di Roma, scenderemo e vedremo volti conosciuti nei bar della piazza, mentre adesso a via dell’Umiltà solo i turisti a mezza strada tra via del Corso e Fontana di Trevi ci capita d’incontrare», è il coro dei big e degli impiegati del Pdl che stanno facendo gli scatoloni. La fine del finanziamento pubblico e la spending review (via dell’Anima costava 2 milioni e 800.000 euro all’anno e il contratto sta scadendo, piazza in Lucina costa 700.000 euro e il contratto sta per essere firmato) hanno costretto al cambio di edificio.

Che non è quello dove aveva lo studio Giulio Andreotti ma quello affianco alla chiesa che contiene opere di Bernini e di Guido Reni, cioè lo stesso dove abitò Massimo D’Azeglio nel 1814 e che ospitava l’ambasciata sabauda a Roma prima dell’unità d’Italia. Allora, D’Azeglio. Adesso, Verdini.

LE STANZE

Il balcone non c’è: ma non sono tempi da feste in terrazza, con il rischio – per di più – che un regista alla Paolo Sorrentino («La grande bellezza») le filmi e ci faccia sopra la morale. I bagni non mancano: ce ne sono quattro. Cortile in comune con gli altri inquilini ma otto posti auto sono riservati ai berluscones. L’eleganza dell’appartamento è fuori discussione. Luminosità ottima. Soffitti alti sei metri. Quattro ingressi nel palazzo (con portieri e vigilanza). Affreschi e mosaici nell’appartamento.

I proprietari, una società immobiliare, chiedevano (come si legge nel sito Internet) 80.000 euro al mese. Verdini, da gran trattativista, è riuscito a chiudere l’accordo a 60.000. E’ stato Denis il coordinatore ha scegliere, fra 3 o 4 opzioni, questa location che è stata individuata e sottoposta al giudizio di Verdini dall’avvocato del partito, e onorevole, Ignazio Abbrignani, che si è occupato del contratto.

IL LUOGO, I VOTI

Sarà questo – il palazzo dell’aquilotto e guarda caso l’ex ministro Saverio Romano ha appena definito «aquilotto» Berlusconi, per dire che non è falco nè colomba – la base delle operazioni per il generale restyling, sono solo residenziale, ma ideale e organizzativo, del Pdl. Che ha addirittura deciso di dotarsi di nuovi coordinatori regionali che siano anche esperti di fund raising e implacabili inseguitori di onorevoli e di eletti negli enti locali che finora hanno disatteso l’obbligo di versare quote di stipendio al partito.

Provocando un ammanco di 4 milioni 646mila 307 euro. Ma basta a parlare di soldi. Se si va alle elezioni anticipate, San Lorenzo in Lucina insieme a Palazzopdl_trasloca_a_palazzo_verdini_2 Grazioli diventerà la casamatta della riscossa azzurra dopo il tracollo delle amministrative in questi giorni. Se invece il governo con il Pd va avanti, questo palazzo rosa pallido sarà per eccellenza il luogo dell’armistizio targato Angelino e la ristrettezza (si fa per dire) degli spazi costringerà tutti a stare «più vicini». Di sicuro le europee del 2014 verranno gestite dalla nuova sede.

Di cui è entusiasta la Santanchè («Luogo meraviglioso, ci troveremo benissimo»), la quale ora è a capo dell’organizzazione ma potrebbe salire ancora. L’ascensore, a piazza in Lucina numero 4, naturalmente c’è. E la bandiera della vecchia forza Italia, in versione 2.0, potrebbe presto spuntare dal balcone che non c’è.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Mario Ajello sul Messaggero.it

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