MERCATO IMMOBILIARE/ La crisi del ‘mattone’

La casa resta il sogno di ogni italiano, l’espressione materiale in cui s’identifica una famiglia ma averne una è un lusso di questi tempi. Scoraggiati dalla precarietà, demotivati dall’aumento dello spread, perplessi dalla introduzione dell’Imu secondo il rapporto Bilancio Sociale del Mercato immobiliare il settore è caratterizzato dalla diminuzione delle domande, con acquirenti sempre più prudenti prima di fare acquisti. E per il futuro le previsioni sono difficili: se dovesse continuare questa congiuntura economica e la difficoltà nel risparmio, sarà difficile che la situazione migliori.

 

di Maria Cristina Giovannitti

crisi-mercato-immobiliareCasa, dolce casa. Casa, costosa casa. Nonostante il ribasso, acquistare una casa diventa sempre più un’utopia. Sono un ricordo ormai gli anni in cui l’italiano medio oltre a vivere in una casa –di proprietà– aveva anche qualche piccolo immobile ereditato e usato, magari, per trascorrere i fine settimana; e poi c’era la fondamentale e, quasi immancabile, casa al mare, dove trascorrere mesi di vacanza o, nella peggiore delle ipotesi, affittarla. Oggi tutto questo è un sogno e riuscire a comperare una casa per viverci, appare un miraggio. Non s’investe più nel mattone ma si svendono case, appartamenti, bilocali e monolocali e nonostante tutti la maggior parte rimane invenduto: la domanda è inversamente proporzionata all’offerta. Tanti sono i fattori che mettono in crisi l’immobiliare: l’andamento economico nazionale che è in deficit; la precarietà e troppo spesso la disoccupazione, che non fornisce garanzie per acquisti del genere ed anche l’IMU con l’aumento delle tasse. Gli acquirenti sono diventati più attenti e più prudenti, oltre che parsimoniosi.

I prezzi degli immobili sono in calo: nelle grandi città scendono a meno 5,4 percento, nei capoluoghi di provincia a meno 4,4 percento. I ribassi maggiori si hanno a Bari (meno 8,2 percento) e a Bologna (meno 8 percento). Nel sud Italia il tasso di disoccupazione, che non permette di accedere ai mutui bancari, porta i proprietari a ‘svendere’ ancora di più il proprio immobile. Avendo poche disponibilità economiche gli acquirenti cambiano anche le loro richieste, adattandosi soprattutto per piccoli immobili come i bilocali, richiesti soprattutto a Milano, Roma e Napoli. Negli altri capoluoghi di regione è il trilocale la tipologia di appartamento preferito, scelto dal 50,2 per cento.

Chi sono gli acquirenti? In media la percentuale è più elevata nella fascia tra i 35 anni e i 44 anni che s’indirizzano verso la prima casa mentre le ‘seconde case’ vengono comprate da persone tra i 55 e i 64 anni. Ma più che all’acquisto, nell’ultimo anno 2011,  le persone si sono indirizzate maggiormente verso case in affitto, soprattutto giovani monoreddito o emigrati che hanno difficoltà economiche. Il 42,9 per cento delle persone che paga un affitto ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Se la crisi economica, la politica delle banche e la situazione del lavoro rimarrà sui livelli negativi è chiaro che non ci sarà una ripresa neanche per gli investimenti del ‘mattone’. 

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