MATRIMONIO GAY/ I sì che aiuterebbero l’Italia ad essere un paese più vivibile

Fra una settimana i giochi saranno chiusi. Le urne avranno già decretato vincitori e sconfitti e forse per molto tempo non si sentirà più parlare di libertà di religione, di diritti degli omosessuali, di aborto e degli altri temi etici che spesso vengono anche troppo strumentalizzati nelle campagne elettorali. Chiuse le urne si dimenticano presto i dettami della Costituzione. La quale, già dal 1948, diceva che l’Italia doveva essere un Paese libero, laico e che difendesse i diritti di tutti, uno Stato che per cultura valorizzasse le differenze.

 

di Viviana Pizzi

Purtroppo non è così: oggi nel 2013 ci troviamo in un Paese dove gli omosessuali non possono sposarsi, non possono nemmeno avere gli stessi diritti di coppia di fatto che hanno gli etero. Se uno di loro si ama, l’altro non può decidere per lui. Se un omosessuale entra in coma il suo partner non ha nemmeno il diritto di decidere se staccare la spina o meno, non può dire nulla sulla donazione di organi. In caso di buona salute la coppia omosessuale non può decidere di avere figli. La legge infatti vieta la fecondazione assistita ai single e agli omosessuali. Per tutte queste persone l’Italia non è un paese laico, né libero e tanto meno che rispetta la Costituzione.

 

BERLUSCONI E MONTI: GHETTIZZIAMO GLI OMOSESSUALI

Per capire come ha fatto l’Italia ad arrivare a questo punto bisogna analizzare l’azione degli ultimi governi in merito a queste tematiche. Silvio Berlusconi e il Pdl hanno sempre rispettato le gerarchie Vaticane negando qualsiasi tipo di diritto agli omosessuali. E’ del Cavaliere infatti la dichiarazione rilasciata nel 2011 quando disse: “Fino a quando il Pdl è al governo non ci sarà nessun riconoscimento giuridico per le coppie di fatto e nessun matrimonio. Nessuna possibilità all’adozione di bambini per i single e le coppie omosessuali”.

Parlò chiaro allora Silvio Berlusconi. Nel novembre 2011 accadde però che fu costretto alle dimissioni e gli subentrò il governo tecnico di Mario Monti. Si cominciò a parlare di spread, di crisi economica ma per i  gay la musica non cambiò minimamente.

Accadde durante il suo governo che non passò la legge contro l’omofobia voluta da Idv e Pd bocciata non soltanto dal Pdl ma anche dall’Udc di Pierferdinando Casini che di fatto oggi è entrata nella coalizione di Mario Monti. A cosa puntava il disegno di legge. Ad equiparare i reati contro gli omosessuali a quelli che avvengono per motivi razziali. Nulla però è avvenuto di tutto ciò. I gay possono essere ancora picchiati per strada senza che nessuno condanni chi compie il gesto deplorevole ugualmente a chi picchia una persona di colore oppure di religione diversa da quella cattolica.


BERSANI E VENDOLA: LA TUTELA DIVERSA

Un dibattito all’interno del centrosinistra è nato invece attorno a queste tematiche. Sia Pierluigi Bersani che Nichi Vendola hanno sempre sostenuto la necessità di difendere i diritti degli omosessuali. Il Pd aveva anche votato a favore della legge contro l’omofobia. Tuttavia tra lui e Nichi Vendola le visioni sulla tematica omosessualità sono un po’ diverse.

matrimonio-gay_libert_italiaIl Pd ha sempre dichiarato di voler dare un riconoscimento giuridico alle coppie di fatto anche omosessuali. Non per questo si è mai mostrato favorevole all’ipotesi del matrimonio. Cosa che invece ha sempre auspicato Nichi Vendola dicendo che il suo sogno era quello di convolare a nozze con il suo compagno di vita. Secondo il leader di Sel il riconoscimento giuridico dell’istituto matrimoniale è fondamentale per le coppie dello stesso sesso. Bersani invece ha sempre parlato di voler rendere attivi alcuni diritti ma non ha mai inserito tra questi quello di sposarsi e adottare bambini, cosa che invece per Vendola è stata sempre necessaria. La cosiddetta “tutela diversa” non finisce qui. Su questa tematica la coalizione di centrosinistra rischia grosso qualora vinca le elezioni e vada a governare. Soprattutto se l’accordo con Mario Monti, che si affrettano a smentire in ogni dove, si dovesse raggiungere davvero.

Ci siamo mai chiesti cosa pensi Monti sulla tematica omosessualità? Certo che sì ed abbiamo avuto anche la risposta durante i 13 mesi di governo. Le dichiarazioni di alcuni dei suoi candidati però non lasciano spazio a dubbi. La sportiva Valentina Vezzali ad esempio ha riassunto molto bene il programma di Monti in questo senso rispondendo a domande specifiche della rivista “Vanity fair”.

Penso che la natura dell’uomo – sottolineò la Vezzali – sia di stare con una donna. Credo nell’unione tra uomo e donna come Dio ci ha insegnato. Credo molto in Dio. I nostri figli hanno bisogno di un punto di riferimento sano sotto il profilo etico e morale e questo è la famiglia composta da uomo e donna”.

Una coalizione così composta non potrebbe avere vita facile con Monti che vorrebbe proseguire le sue politiche contro i gay, Bersani che apre ma non troppo e Vendola che invece vorrebbe anche il matrimonio. Certo non si sta parlando di spread, crisi economica o grandi numeri che portano l’Italia alla crisi. Resta comunque un argomento che potrebbe far saltare i fragili equilibri che si verrebbero a creare intorno a una coalizione così composta.

 

LA SINISTRA CHE LA PENSA COME VENDOLA: ECCO LE PROPOSTE

C’è invece chi in materia dei diritti degli omosessuali la pensa proprio come Nichi Vendola. Una sinistra radicale che si riconosce nella “Rivoluzione Civile”. Lo fa affermando gli stessi principi che il presidente della Regione Puglia ha sempre sostenuto.

Tra gli obiettivi in materia di libertà della persona infatti esiste un capitolo dedicato proprio alla tutela dei diritti dell’omosessualità. Quali sono le idee previste in questo settore: come nel programma di Vendola anche qui si parla di regolare i diritti delle coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali e del riconoscimento del matrimonio come istituto giuridico tra due persone dello stesso sesso.

E non solo perché si prevede anche una normativa che permetterà agli omosessuali (ma anche alle persone single) di avere bambini ricorrendo alla fecondazione medicalmente assistita usando il seme di un uomo estraneo alla coppia se si tratta di lesbiche e di ovulo donato se si tratta di gay. Cosa che in Italia è ora strettamente proibito da leggi sulla procreazione che sono tra le più rigide d’Europa e del Mondo. Agli omosessuali sarà naturalmente garantito anche il diritto all’adozione dei bambini con le stesse normative applicate alle coppie eterosessuali regolarmente sposate.

Proposte che, in questo caso però, possono arrivare senza il timore di dover scontentare questo o quell’alleato. Perché non sono antinomiche con quelle di nessun altro e puntano semplicemente alla vita più che dignitose di persone che, come ha riferito lo stesso Vendola, “hanno paura di uscire da soli a Roma la notte a causa dell’omofobia”.

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