MASTELLA & CO/ Ecco gli onorevoli “trombati” pronti a tutto pur di tornare in Parlamento, casta doc

Clemente Mastella su tutti. Ma anche Oliviero Diliberto, Marco Rizzo e i tanti ex Rifondazione. E poi Francesco Storace e Riccardo Nencini. Sono tutti pronti a tornare in politica e a giocarsi ancora una volta la poltrona parlamentare alle prossime politiche. Il rischio, però, è che qualcuno rimanga definitivamente fuori, trombato da tutti, a sinistra come a destra.

di Carmine Gazzanni

Mastella_2Oramai è quasi certo. Non si andrà a elezioni anticipate a novembre. Non perché i partiti non lo vogliano, ci mancherebbe. Semplicemente per una questione di tempistica, dato che la riforma sulla legge elettorale è ancora in alto mare e, se si volesse andare al voto a novembre, bisognerebbe riuscirla ad approvare al massimo entro fine mese. Tempi impossibili, dunque, visti anche gli altri gravosi impegni dell’esecutivo (a cominciare dal ddl anticorruzione). Molto più facile allora – almeno stando ad alcune indiscrezioni – che si vada al voto a febbraio o a marzo, anticipando comunque la data di aprile. Un piccolo accorciamento della legislatura, dunque. In questo modo, dicono in tanti, si eviterebbe il caos tra la fine della legislatura e la fine del settennato di Napolitano.

{module Inchieste integrato adsense}

I dubbi sulla durata della legislatura, dunque, restano. Ecco perché sono in tanti ad essere costantemente sul chi va là. Tanti pronti a ritornare in politica dopo un lungo periodo di ferie forzate (chiamiamole così) durato cinque anni. Il tempo, appunto, di una legislatura.

Un impegno non facile, il loro: tentare di riemergere dal dimenticatoio, tornare a far parlare di sé, cercare di trovare spazio in questo partito o in quell’altro, o crearne uno (l’ennesimo) dal nulla. Ma il gioco vale la candela? Certamente: una  volta assaggiata la poltrona (con tutto quello che si porta dietro), non se ne vive più senza. Una legge non scritta, ma che tutti – chi più chi meno – condividono. Anche se, chiaramente, lungi dal confessarlo.

Ed ecco allora, tra i tanti, Clemente Mastella. Le difficoltà per l’ex Guardasigilli, però, non sono affatto poche: trombato praticamente da tutti, tanto a sinistra quanto a destra, sta cercando di stringere alleanze ora di qua ora di là. La situazione per il povero Mastella è davvero surreale: si è sempre professato un moderato, ma al centro non lo vuole nessuno. Nemmeno Pierferdinando Casini che pure di gente poco raccomandabile ne ha imbarcata (vedi Cuffaro).

Di certo non va meglio a sinistra per il leader di Ceppaloni dato che il governo di cui facevano parte tanto gli uomini del Pd di oggi, quanto Francesco Rutelli, quanto l’Idv – il secondo Prodi – è caduto proprio per una sua decisione scellerata. E a destra? Come molti ricorderanno, proprio dopo aver messo fine al governo Prodi, Silvio Berlusconi ricambiò il favore regalandogli la candidatura al Parlamento Europeo. Una candidatura di cui però il Cavaliere stesso si è prontamente pentito, tanto che anche lui poco tempo fa ha parlato chiaro: mai più con Mastella.

Insomma, il povero Clemente è stato scaricato da tutti. Eppure, la voglia di tornare a sedere sui caldi privilegi parlamentari è tanta. Ed eccolo allora nelle vesti di macchinatore ora vicino al Pid di Saverio Romano, ora vicino a Noi Sud di Elio Belcastro. Ed è proprio quest’ultimo il partito che potrebbe accoglierlo tra le sue braccia, dato che non avrebbe alcun imbarazzo a prendere tra le sue file un uomo bandiera.

A ben vedere, infatti, Noi Sud nasce proprio dai transfughi da altri partiti dato che conta ben otto parlamentari, tutti ex di qualcuno nella corrente legislatura (tanto per citarne alcuni: Antonio Razzi e Americo Porfidia ex Idv; Antonio Gaglione ex Pd). Senza dimenticare, peraltro, che Mastella non ha ancora detto addio al progetto dell’Udeur: probabilmente pochi lo sanno, ma ancora è un partito esistente a tutti gli effetti, di cui, manco a dirlo, Mastella è segretario nazionale.

Basti pensare alle ultime regionali che ci sono state in Molise lo scorso ottobre. Ebbene, era presente anche il partito di Mastella i cui candidati sono stati presentati in pompa magna proprio alla presenza del leader di Ceppaloni. Insomma, Mastella si tiene aperte più strade. Un colpo al cerchio e uno alla botte.

Ma certamente non è l’unico che si guarda attorno. Anche Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, scalpita. Basti legge il suo giornale di partito per rendersene conto. Dal novembre 2011 infatti, dopo l’infelice stagione di Valter Lavitola, L’Avanti! è tornato in mano al ricostituito Psi. Ed è proprio dalle colonne del quotidiano che Nencini avverte Pd e Udc: la vostra unione è possibile solo tramite un trait-d’union. E quel trait-d’union, ça va sans dire, non può essere che il Psi.

A sinistra nemmeno va tanto meglio. Anzi, qui c’è la calca di ex parlamentari disposti a tutto in vista di un posto in Parlamento. Sono tutti (o quasi) fuoriusciti dalla misera esperienza de La Sinistra Arcobaleno: sbattuta fuori dal Parlamento per non aver superato la soglia di sbarramento. Ecco perché cercheranno tutti di trovare il modo per tornare ad essere protagonisti dopo un digiuno lungo cinque anni. Dal leader dei Comunisti Oliviero Diliberto, ai vendoliani Gennaro Migliore e Franco Giordano, fino a Marco Rizzo segretario dei CSP (Comunisti-Sinistra Popolare) e Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista. Tutti divisi – non si sa bene il perché e il percome e forse anche loro se ne sono dimenticati – ma tutti pronti a riunirsi in una coalizione nel viaggio verso le politiche.

E a destra? Anche qui c’è chi è rimasto fuori dai giochi, ma è pronto a risalire la china. Su tutti, Francesco Storace con tutta la sua squadra (tra gli altri, gli inseparabili Teodoro Buontempo e Adriano Tilgher). Il leader de La Destra da mesi, seppur in seconda linea, calca il terreno pronto al suo rilancio: ora partecipando a dibattiti televisivi, ora con un’intervista, ora con qualche dichiarazione che faccia parlare di sé cinque minuti più delle altre.

Ciononostante la strategia politica di Storace è stata negli anni assolutamente poco chiara: ora con Silvio, ora contro Silvio, ora con Silvio, ora contro Silvio. Le politiche, però, si avvicinano. Ed ecco perché, negli ultimi mesi, anche Storace sembrerebbe aver trovato una sua collocazione: con il fallimento della Lega e la crisi del Pdl, una coalizione di centrodestra potrebbe aver bisogno anche dei suoi voti. Storace questo lo sa ed ecco perché non ha mai nascosto nell’ultimo periodo pieno appoggio a Silvio Berlusconi nel caso in cui volesse ripresentarsi.

Insomma, tutti tramano, tutti brigano. Tutti per un posto in Parlamento.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.