Marino sindaco già le spara grosse: “Chiuderemo al traffico i Fori Imperiali.” E scoppia la polemica

Passata l’euforia per la vittoria di Ignazio Marino su Gianni Alemanno,  è tempo di iniziare a capire come cambierà il volto della Capitale d’Italia. E se il buongiorno si vede dal mattino al posto del modello Milano forse verrà realizzato il modello Napoli, con tutte le polemiche che De Magistris sta suscitando. Nel programma elettorale, ribadito un attimo dopo la vittoria, Marino dice di voler chiudere al traffico la zona dei Fori Imperiali, che collega 6 quartieri della città. Le conseguenze sarebbero disastrose per la viabilità romana, tanto che la disapprovazione cittadina sta crescendo di ora in ora. Sarebbe meglio parlare di meno e lavorare di più.

 

di Viviana Pizzi

ignazio-marino-medico_sindacoSono recenti le polemiche dei commercianti contro le zone a traffico limitato che il sindaco De Magistris ha creato a Napoli soprattutto nella zona del lungomare. Non gradite a chi dice di aver perso molta clientela.

A Roma il modello Napoli è dietro l’angolo. Anche il neo primo cittadino Ignazio Marino intende replicare a uno dei più grandi fallimenti dell’amministrazione partenopea. Quindi il Campidoglio come Palazzo San Giacomo potrebbe non essere utopia.

Le dichiarazioni sono riportate nel programma elettorale sottoposto ai cittadini. A pagina 47 troviamo tutto il progetto relativo al parco dei fori imperiali del nuovo sindaco.

A Roma – ha sostenuto –  abbiamo un’immensa fortuna: una delle zone archeologiche, più grandi e pregiate del mondo è  collocata esattamente nel centro della città moderna.  Un’area viva, che fa parte del tessuto più vitale della città e che contemporaneamente documenta la sua continuità storica, che procede ininterrotta da secoli”.

Come si farà a godere della cultura di una zona decantata da poeti come Trilussa? Segnalata da Stendhal come luogo di meditazione sull’impossibilità dell’eterno nel mondo di qua? Il  sindaco Marino la sua ricetta l’ha già data nel suo programma elettorale anche se non molto pubblicizzata negli ultimi giorni di campagna elettorale.

Basta chiudere la zona al traffico delle auto e il gioco è fatto. Come le Ztl create a Napoli senza nessuna differenza.

Dobbiamo mettere la storia al posto delle auto – ha continuato Ignazio Marino – cominceremo con allontanare le automobili e poi proseguiremo con il progetto di sistemazione”.

Solo in questo modo secondo Marino è possibile realizzare  l’integrazione culturale, simbolica e funzionale dell’area archeologica centrale con l’Appia Antica.

Secondo i piani di Marino il parco sarà gestito ricercando la massima cooperazione tra i tanti soggetti che operano per la sua  tutela e la sua conservazione.

Il tutto rafforzando le sinergie tra Stato, Regione e Comune anche alla luce del decreto che fissa i poteri di Roma Capitale.

L’IMPATTO SULLA CITTA’ : PER LO SMALTIMENTO DEL TRAFFICO SARA’ NECESSARIA LA REALIZZAZIONE DELLA METROPOLITANA C

Il primo a sollevare il vespaio di polemiche è giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi che sulla “decisione alla De Magistris” di Marino scrive su facebook: “Il foro collega sei zone della città il traffico è da sempre scorrevole. Senza l’apertura della metropolitana C si bloccherebbero le stradine di Monti, la zona di Piazza Venezia, San Giovanni e compagnia bella”.

Come a Napoli anche a Roma tutto questo, dato l’enorme volume di automobili che si riversa sulle strade per gli spostamenti, potrebbe provocare enormi rallentamenti alla viabilità urbana. Costringendo i romani a muoversi con largo anticipo per spostarsi dall’una all’altra zona della città, ma soprattutto aumentando a dismisura l’ansia di cittadini imbottigliati nel traffico, per favorire la cultura della Città Eterna.

Certo l’impatto ambientale nella zona chiusa al traffico migliorerebbe e ci sarebbe una migliore fruibilità della zona artistica ma tutto a discapito di chi deve muoversi.

Come suggerisce un utente a commento del post di Fittipaldi sarebbe difficile anche dall’Esquilino o dalla zona Monti raggiungere il centro.

Questo è invece il commento di un napoletano: “Queste sono le cose che non si dovrebbero mai pensare ne fare. Le soluzioni vanno cercate in modo diverso e non come a Napoli che siamo agli arresti domiciliari…” 

Come c’è anche chi suggerisce invece di cercare una soluzione intermedia che impedisca ai pullman turistici di raggiungere la zona, oppure pensando a un aumento di navette che circolino per il centro collegandosi alla metropolitana B.

Ora come farà il sindaco a mettere d’accordo capre e cavoli lo si vedrà quando inizierà davvero a lavorare sul progetto. E’ invece certo che scegliendo la soluzione del potenziamento dei mezzi pubblici, per chiudere la zona al traffico, porterebbe altre spese all’Atac. Una cosa non auspicabile visto che l’ex sindaco Gianni Alemanno ha lasciato comunque le casse di Roma piene di debiti che, stando a un rapporto dell’agenzia Fitch, si aggirano intorno agli 1,7 miliardi di euro con un disavanzo di 200 milioni di euro nell’ultimo anno.

Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo dire che davvero Ignazio Marino avrà bisogno della consulenza di tutti i romani, se non vorrà cadere negli stessi errori del suo predecessore.

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