M5S in chiaroscuro: in Parlamento contro il gioco d’azzardo, a Bologna censura la Casa della Legalità

Le chiacchiere dei 5 Stelle non ci appassionano. Quella cafonata d’incontro, in stile boy scout di fronte al leader maximo, è l’ennesimo trucco mediatico che serve a far parlare di sé. Null’altro che chiacchiere, appunto. Molto meglio quando il M5S va in Parlamento e picchia duro contro il gioco d’azzardo, chiedendo ad un Governo assente “se sia interessato al recupero dei 98 miliardi di evasione nel mercato del gioco d’azzardo.” Ci lascia basiti, invece, la censura operata dal Movimento di Bologna ai danni della Casa della Legalità e del suo Presidente Christian Abbondanza, da sempre impegnato contro mafie, soprusi e nefandezze di ogni genere.

 

di Andrea Succi

m5s_in_chiaroscuroCon l’interrogazione a risposta scritta n° 4/00034, presentata il 3 aprile scorso dai senatori del Movimento 5 Stelle – prima firmataria Elisa Bulgarelli, destinatario il Ministero dell’Economia e delle Finanze – si punta a far luce sul buco nero del gioco d’azzardo, che produce un evasione fiscale pari a 98 miliardi di euro e di cui fino ad oggi è stata recuperata solo “una minima parte”.

Perché lo Stato mette in campo il redditometro contro la classe media per controllarne ogni sospiro, si avvia ad operare prelievi forzosi dai conti correnti bancari e, poi, si lascia sfuggire – per dimenticanza o dolo? – paccate di miliardi che sarebbero manna dal cielo per diminuire la pressione fiscale su imprese e cittadini?

La risposta ce la darà il Ministero delle Finanze, interpellato dai cittadini-senatori a 5 Stelle. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione a risposta scritta.

Premesso che:

nel 2011 il mercato italiano del gioco d’azzardo ha raccolto, al netto dei premi erogati, 18,4 miliardi di euro, pari al 4,4 per cento del mercato mondiale e oltre il 15 per cento di quello europeo;

secondo il CONAGGA (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo), a fronte di una netta riduzione dei risparmi delle famiglie e della spesa per alimenti a causa della crisi economica, nel 2011 è cresciuta la spesa per il gioco d’azzardo del 30 per cento rispetto al 2010;

secondo una rielaborazione dei dati effettuata dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 2012, la spesa annua pro capite per il gioco d’azzardo è di 1.703 euro;

secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, il gioco d’azzardo coinvolge il 58,1 per cento dei maschi tra i 15 e i 19 anni e il 36,8 per cento delle ragazze;

considerato che:

a fronte di un aumento della spesa sul gioco d’azzardo, le entrate per l’Erario hanno visto una riduzione di circa il 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;

secondo le indagini della Guardia di finanza, ammonta ad oltre 98 miliardi di euro l’evasione fiscale di alcune società concessionarie di slot machines, dei quali solo una minima parte è stata ad oggi recuperata;

il rapporto della Corte dei conti relativo all’anno 2011 afferma che il consumo dei giochi interessa prevalentemente le fasce sociali più deboli e, secondo il CONAGGA, gioca di più chi ha una minore scolarizzazione;

secondo una stima del CONAGGA, che tiene conto dei costi sanitari, dei costi indiretti e dei costi per la qualità della vita, i costi sociali complessivi causati in Italia dai giocatori d’azzardo patologici sono stimabili tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro, andando perciò ad assorbire gran parte delle risorse incassate dall’Erario;

i soldi che le famiglie spendono nei giochi sono sottratti ai consumi, provocando un danno indiretto per le casse dello Stato dovuto al mancato incasso dell’IVA, quantificabile, secondo il CONAGGA, in 3,8 miliardi di euro ogni anno;

gli apparecchi, quali slot machines e videolotteries, raccolgono il 54 per cento del fatturato complessivo e, grazie alle loro caratteristiche, quali un minore lasso di tempo fra una partita e l’altra, l’assenza di relazioni umane, la spazialità e temporalità diffusa e gli stimoli visivi e sonori, risultano essere i maggiori responsabili dell’instaurarsi di dipendenze;

anche i giochi on line, che raccolgono il 16 per cento del fatturato complessivo, presentano caratteristiche analoghe agli apparecchi,

si chiede di sapere:

se il Governo sia interessato al recupero dei 98 miliardi di evasione nel mercato del gioco d’azzardo;

in caso affermativo, se non ritenga opportuno indicare le risorse che si intendono impiegare, la modalità di reperimento di esse, ed i tempi di attuazione della procedura, specificandone i termini di avvio e di conclusione;

se intenda mettere in campo meccanismi di sanatoria fiscale per i debiti pregressi che agli interroganti appaiono inaccettabili; in caso affermativo, se intenda specificarne modalità e tempi;

quali azioni intenda implementare per contrastare ed evitare il ripresentarsi del fenomeno di evasione;

a fronte di un costo sociale diretto così elevato, cui si aggiunge il costo sociale indiretto delle patologie connesse al gioco d’azzardo, se non ritenga opportuno vietare su tutto il territorio nazionale apparecchi di gioco quali slot machines, videolotteries e giochi d’azzardo on line in generale.

Fantastici. Se sono entrati in Parlamento per muoversi su questi binari avranno sicuramente un futuro radioso che li aspetta. Ma…

Ma c’è un lato oscuro nel Movimento, una sorta di amore/odio per quella rete che li ha creati e che, oggi, fa loro le pulci. Accettare le critiche è un dovere, censurarle un fatto ignobile.

Come denunciato da Globalist.it , la pagina facebook della Casa della Legalità, che seguiva le vicende del M5S di Bologna (e non solo), è stata oscurata su richiesta dei grillini bolognesi, evidentemente allergici alla controinformazione. Diceva qualcuno: “Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa continuare a dirlo.”

E del resto lo spirito della rete è proprio questo, offrire a ognuno l’opportunità di esprimere opinioni, seppur in contrasto con la propria linea di pensiero, ma rispettando e incentivando la libertà d’informare, criticare e palesare un pensiero scevro da condizionamenti.

Questo ha fatto il Presidente della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, da sempre impegnato contro mafie, soprusi e nefandezze di ogni sorta. Stavolta Abbondanza ha pensato bene di fare le pulci al M5S di Bologna. Che però non ha gradito.

Nel pomeriggio – spiega in una nota – era partita la censura per oscurare quanto avveniva nel M5S di Bologna. Poco prima delle 20, a seguito della richiesta di cancellazione delle immagini relativi alla discussione del M5S di Bologna, è scattato il blocco per 24 ore dell’account Facebook e Christian Abbondanza non può scrivere, commentare e nemmeno rispondere ai messaggi“. “Parlano e urlano contro il bavaglio – è il commento della Casa della legalità – e poi sono proprio loro che chiedono la mordacchia sul web. Abbiamo scritto di potenti, politici, alte cariche dello Stato, di mafiosi, faccendieri, criminali di primo piano, di servitori infedeli dello Stato, delle indecenze di tutti i partiti, e nessuno ha osato chiedere ed ottenere da Fb il blocco dell’account. Si è toccato il M5S di Beppe Grillo ed è scattata la mordacchia. Sapevatelo“.

Ecco, questo atteggiamento oscurantista ci fa schifo, oltre che incazzare terribilmente. Perché chiudere la bocca a chi dissente è sempre l’anticamera di un regime. E la Rete non potrà sopportarlo. Sapevatelo.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.