LUIGI DE MAGISTRIS/ “Voglio una Napoli più viva, più sicura, senza compromessi morali”

Un’intervista a 360° a Luigi De Magistris, Presidente della Commissione di controllo sul Bilancio europeo, candidato a Napoli e sostenuto dall’IDV e anche dalla Federazione della Sinistra ma non da Sel, che ha scelto Morcone (Pd). Il candidato che si pone in discontinuità alla vecchia politica e si propone con proposte radicali ragiona sulle inchieste che lo hanno reso “famoso”, sul rapporto tra politica e magistratura, sulla presunta mancanza di democrazia nel suo partito e su Napoli. “Credo nel cambiamento“.

di Luca Garofalo

de_magistris_sindaco_di_napoliL’Europa le da ragione su “Poseidone”. Cosa dice a coloro che La accusavano?

In estrema sintesi l’inchiesta “Poseidone” mi fu sottratta nel momento cruciale, cioè quando stavo ricostruendo gli interessi illeciti che in Calabria ruotavano attorno ai finanziamenti pubblici ed europei in particolare. Erano coinvolti importanti esponenti politici, anche alcuni imprenditori, personaggi noti delle istituzioni, pezzi dei servizi; una sorta di nuova P2, che poi ho ritrovato nella P3, P4. Quello che esce fuori dall’Europa e dall’OLAF, che è l’ufficio antifrode, è la conferma di quanto importante fosse quell’indagine, che ha fatto recuperare all’erario ben 60 milioni d’euro, che sono circa 120 miliardi delle vecchie lire. Se mi avessero consentito di lavorare ne avrei recuperati anche altri, questo a dimostrazione del fatto di quanto falsa, immorale e indegna fosse l’accusa che mi è stata rivolta – e che ancora tutt’oggi mi viene rivolta – di aver fatto spendere con le mie inchieste del denaro dello stato. Esattamente il contrario: quell’inchiesta è stata fatta bene, è stata rigorosa e ha fatto recuperare 60 milioni d’euro.

Nel 2007 disse che “la magistratura non può più indagare in alcune direzioni”: può spiegarci perché? E quali sono queste direzioni?

No, io avevo detto nel 2007 che non c’erano più le condizioni per poter lavorare in Calabria. Mi avevano messo nelle condizioni di non poter più lavorare e mi avevano sottratto illegalmente delle inchieste. Tanto è vero che per quella sottrazione illegale dell’inchiesta Poseidone e dell’inchiesta “Why not” oggi pende un processo a Salerno per corruzione in atti giudiziari nei confronti di magistrati, politici ed altre personalità importanti del mondo dell’impresa. Non potevo lavorare anche perché avevo una condizione di isolamento forte all’interno della stessa magistratura catanzarese.

A riguardo, sia Clementina Forleo che Carlo Vulpio Le avevano fatto delle domande, un po’ accusatorie, e Lei aveva risposto con un “no comment”. Si sente di aggiungere qualcosa adesso?

No, guardi la mia vita è cristallina. E’ fatta di impegno, è fatta di battaglie, non è fatta di polemiche inutili e pretestuose, soprattutto, nei confronti di persone verso le quali ho avuto un rapporto di conoscenza o di frequentazione. Poi ognuno, nella vita, fa le proprie scelte. C’è chi si diverte e fa, alla fine, qualcosa di ingiusto e c’è chi, invece, prosegue per la strada dritta, della lotta per i diritti, per la giustizia e per l’interesse pubblico e si mette continuamente in gioco.

Riforma della giustizia: Alfano ha detto che “nei confronti della riforma la sinistra usa solo pretesti, piuttosto prenda spunti dall’assemblea Costituente che già pensava ad un Csm composto per metà da laici e per metà da togati. La sinistra dovrebbe guardare ai contenuti della proposta e non ai proponenti”. Con questa riforma cambia lo stato di cose che ha causato la sottrazione dell’inchiesta Poseidone e poi l’avocazione dell’inchiesta “Why Not” ?

Non è che a noi preoccupano solo i proponenti, che sono inaffidabili, persone come Berlusconi e Alfano, a cui non si può fare nessun affidamento per quanto riguarda il bene pubblico e delle istituzioni. Ma al di là dei proponenti, è una riforma che è pericolosa, è una riforma che tende a salvaguardare chi è al potere, quindi Berlusconi in primis; che annienta il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; che elimina l’autonomia e l’indipendenza della magistratura per renderla più inefficiente. E’ quindi una riforma di casta a difesa di poche persone , dei privilegiati, di chi ha il potere. Ci batteremo con tutte le forze che prevede l’ordinamento democratico, affinché questa legge non venga approvata dal Parlamento.

Passiamo alle comunali: il sondaggio del 31 marzo fatto dal prestigioso istituto SWG fotografa una situazione complessa; il candidato del cdx, l’ex presidente dell’Unione industriali Gianni Lettieri, è in testa ma non arriva neanche al 35% dei consensi; il prefetto Morcone invece paga il caos primarie e la sua scarsa notorietà e viene tallonato da lei, sopra il 20%. Risulta il candidato più popolare e che riscuote più fiducia nell’elettorato (77%/39%). Visto che gli indecisi sono 43%, gli elettori potrebbero premiare la sua indefessa lotta contro poteri poco trasparenti. In questa situazione Sel avrebbe potuto portare a un vantaggio marcato su Morcone: Vendola ha tradito la Sinistra e il rinnovamento, non appoggiandola?

Ritengo che i sondaggi vadano presi con le molle. Questo sondaggio SWG ha un dato molto importante che vorrei sottolineare: De Magistris ha molte possibilità di andare al ballottaggio e De Magistris lo vincerebbe il ballottaggio. A dimostrazione che il voto utile è per Luigi De Magistris, non è per Morcone. Io ce la metterò tutta per convincere la maggior parte dei cittadini e delle cittadine napoletani a votarmi, soprattutto gli indecisi, gli astensionisti a cercare di vincere al primo turno per fare, veramente, un’ondata di ribellione pacifica, di rivoluzione partenopea, di orgoglio napoletano. Vendola ha sbagliato perché ha perso un’occasione per dimostare che lui vuole veramente il cambiamento del paese, ma Napoli è una città che va avanti nonostante Vendola. Vendola è un pugliese, è una persona con la quale avremo sicuramente occasione di fare battaglie insieme ma Napoli è un’altra cosa. Napoli e i cittadini napoletani sono per il cambiamento, non per la scelta, appoggiata da Vendola, di consegnare Napoli al bromuro soporifero di Morcone

Ci può dire delle proposte per cambiare Napoli. Lei cosa farebbe nei primi 100 giorni se fosse eletto?

Le cose da fare sono tante e online su www.sindacopernapoli.it si trovano i punti salienti del programma. Sicuramente la prima delibera di giunta è lo smaltimento dei rifiuti, raccolta differenziata porta a porta entro 6 mesi al 70%, la creazione a Ponticelli dell’impianto di compostaggio in sostituzione dell’inceneritore, rafforzamento del trasporto urbano per un miglioramento della vivibilità cittadina, ripartire immediatamente con Bagnoli e con Napoli Est, quindi con la zona occidentale ed orientale, rendere Napoli più viva, più sicura, investire sulla cultura, creare le condizione per il lavoro per tutti, in particolare per i più giovani, un’amministrazione comunale immediatamente più efficiente e trasparente. Daremo subito un segnale; entrerò a Palazzo San Giacomo con tanti giovani e cittadini napoletani, apriremo tutte le finestre e le porte di Palazzo San Giacomo, faremo uscire la puzza del compromesso morale che in questi anni ha albergato in quel palazzo e faremo entrare il fresco profumo di libertà.

L’IDV si è impegnata nella scorsa estate nella raccolta referendaria, promuovendo 3 referendum: no al nucleare, no al legittimo impedimento e si all’acqua pubblica. Quest’ultimo non è stato accettato dalla corte costituzionale e a giugno si voterà sui quesiti del Forum per l’acqua pubblica, che Di Pietro non aveva appoggiato. 4 si per dire no ad acqua privatizzata, nucleare e legge diversa per il Presidente del Consiglio. Quali sono le alternative al nucleare? E’ favorevole ad una modifica del sistema di incentivi attuali, compresi i certificati verdi, che spesso avvantaggia chi vuole speculare, favorito da leggi regionali come quella molisana, che permettono parchi eolici senza rispettare beni archeologici e paesaggistici, privando l’agricoltura di enormi spazi?

Io, innanzitutto sono favorevole alle energie rinnovabili, quindi ad un graduale superamento del petrolio, sono contro il nucleare, però bisogna stare molto attenti, innanzitutto bisogna puntare molto sul geotermico, sul fotovoltaico e sul solare; per Napoli noi faremo subito un piano per rendere obbligatorio il solare negli edifici pubblici e dare incentivi ai condomini che vogliono puntare sull’energia solare. L’eolico va bene però va fatto in modo intelligente, in modo non speculativo e senza distruggere il paesaggio e la natura, bisogna creare dei parchi eolici ad hoc, dove è necessario produrre energia elettrica e non distruggere montagne o patrimoni dell’umanità o scorci naturalistici che sono, a mio avviso, immodificabili. Quindi bisogna stare molto attenti alle speculazioni che possono esserci, come nell’eolico dove ci sono interessi sui terreni, sui latifondi, sulle imprese; ci sono inchieste molto importanti degli ultimi mesi, degli ultimi anni sull’eolico in Calabria, in Sardegna, in Sicilia, la vicenda che ha, addirittura, coinvolto il coordinatore nazionale del PDL Verdini.

Ritornando alle scelte che vengono imposte dall’alto: mancanza di democrazia nell’Idv. Aveva scritto una lettera molto accorata per denunciare delle prassi che ci sono in questo partito, ma sembra che non ci sia stata una reale risposta per risolvere questi problemi e sembra che la sua lotta non sia andata avanti…proprio adesso che continuano ad uscire dall’”Italia dei Valori” tanti giovani e cittadini che militavano nel partito da diversi anni!

L’IdV è un partito fondamentale nel nostro paese, stiamo lavorando affinché diventi un partito sempre più forte, un partito che valorizzi la sua parte migliore, i militanti, che si apra alla società civile. Siamo forza di opposizione, la migliore perché in questi anni, se non ci fosse stata l’IDV, la costituzione sarebbe stata già distrutta e smantellata e probabilmente Berlusconi sarebbe già al Quirinale; ci poniamo come alternativa di governo e di guida del governo, sia nel paese sia nelle città, come dimostra la mia candidatura a Napoli. L’IDV va avanti, ovviamente, come in tutti i partiti, c’è una dialettica, si fanno battaglie per migliorare tutto, quindi non è vero che le lotte non vanno avanti, così come non è vero che io non mi occupo delle questioni dell’IDV.

 

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