L’oro nero dei “pfu”: 1 gomma su 4 gestita dalle mafie, danni enormi per salute e ambiente

Il nuovo oro nero è quello dei pneumatici dismessi, una lobby criminale che fa perdere allo Stato tra i 140 e i 170 milioni di euro. Smaltimenti illegali e discariche abusive che danneggiano gravemente il paesaggio e l’ambiente, considerando inoltre i roghi tossici che sono un rischio serio per la nostra salute. Ma alla mafia non interessa né la salute e né l’ambiente, l’importante è il guadagno. Questo dei ‘pfu’ è diventato un business così radicato che si muove anche verso il mercato estero: le gomme in disuso sono vendute in Cina, Hong Kong, Malesia, Russia ed anche in Senegal. In Italia, invece, discarica a cielo aperto di copertoni è la Puglia – che riprende il 22% del totale – seguita da Calabria, Sicilia e Campania. Dal 2005 ad oggi si contano  1049 discariche illegali che occupano una superficie pari a 800 campi di calcio.

 

di Maria Cristina Giovannitti

pneumatici-fuori-uso-foto_discaricaL’ecomafia è la nuova frontiera della criminalità organizzata. E chi se ne frega se aumentano i tumori infantili. E chi se ne frega se si compie uno scempio al paesaggio: l’importante è il guadagno. In questo caso i pneumatici sono un vero e proprio oro nero da reinvestire in diversi settori e da estendere anche nell’export. Con il beneplacito della mafia, roviniamo la salute dei cittadini e il nostro bel Paese.

 

COSA DICE LA LEGGE, COME LA SFUGGE LA MAFIA – Secondo il decreto del 5/02/1998 è assolutamente vietato arrecare danni all’ambiente e ai cittadini. E’ scritto chiaramente che: “Le attività, i procedimenti e i metodi di recupero per le diverse tipologie di rifiuti non devono creare rischi per acqua, aria, suolo, flora e fauna; danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”.

A rafforzarne il valore arriva la D.Lgs 209 del 24/06/2003 che pone come obiettivi il recupero, il reimpiego e il riciclaggio dei materiali provenienti dai pneumatici. Ma il menefreghismo della mafia di certo non si lascia scoraggiare dalle leggi e così, come denuncia anche Legambiente, lo smaltimento illegale è in aumento. Dal 2005 ad oggi sono state trovate ben 1049 discariche abusive che ricoprono 6 milioni di metri quadrati e riprendono sia il traffico illegale di gomme piccole – quelle di officine e trasportatori – che quello di grandi dimensioni che si sposta fuori nazione.

La mafia ha creato una vera lobby sui pneumatici riutilizzandone ben 100 mila – in pratica 1 gomma su 4 è gestita dalla criminalità – in diversi settori: il pfu, pneumatici fuori uso, vengono rivenduti come combustibili – ovviamente di un enorme tossicità – cementifici, oppure vengono usati per realizzare le fondazioni stradali e ferroviarie oppure come bacini di ritenzione per le acque piovane.

Inoltre consideriamo che la bellissima Puglia e le sue conche, troppo spesso, vengono usate come depositi di pneumatici a cielo aperto ed è la regione al primo posto della nefasta classifica di Legambiente, seguita poi dalla Calabria con 159 siti illegali, Sicilia con 141 ed infine la Campania con 131 discariche, oltre alla piaga dei roghi tossici.

 

carabinieri-noe_pfu_mafieI DANNI ECONOMICI ALLO STATO E L’EXPORT DELLA MAFIA – Rivendendo illegalmente i pneumatici in disuso, il grande danno economico viene fatto allo Stato che perde tra i 143,2 milioni di euro e i 170 milioni di euro. Di tutto questo denaro ben 140 milioni di euro sono il totale del mancato pagamento dell’IVA sulle vendite e 3,2 milioni di euro è sullo smaltimento.

Inoltre l’altra grande perdita dello Stato è di 500 milioni di euro usati per bonificare i 1334 siti abusivi e illegali. Ma le ambizioni della mafia vanno anche oltre confine: il mercato si estende ai compratori della Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, Nigeria e Senegal. In questo caso le esportazioni dei pneumatici servono anche per nascondere il trasporto illecito dei rifiuti tossici come le scorie.

Una lobby della mafia che non guarda in faccia a nessuno, neanche all’aumento delle malattie infantili. E chi se ne frega, dicono loro.

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