LOMBARDIA/ Dimissioni il 25 ottobre, troppo tardi per evitare i vitalizi ai consiglieri alla prima legislatura

Roberto Formigoni annuncia le dimissioni di più di metà dei consiglieri il 25 ottobre prossimo in modo da rendere possibili le elezioni regionali anche prima di Natale. Ma perché non subito? Per evitare che i nuovi consiglieri regionali debbano rinunciare al vitalizio maturato a metà legislatura. La scadenza dei termini per assicurarsi un minimo di 1300 euro al mese di pensione è il 21 ottobre, ossia 4 giorni prima. Più della metà del consiglio regionale ne beneficerà. Unica eccezione è il consigliere Idv Gabriele Sola, che si dimette prima per rinunciare al privilegio.

di Viviana Pizzi

maroformiUn nuovo scandalo, ma questa volta di natura politica, sta per scoppiare al Pirellone, la sede del consiglio regionale della Lombardia. Il presidente Roberto Formigoni ha  detto che bisogna tornare alle urne, ma non si è ancora formalmente dimesso dalla più alta carica lombarda.

Non mi rottama nessuno, siamo ancora in tempo per votare a Natale”. Queste le dichiarazioni esternate dal presidente della Regione Lombardia. Ma i più arguti non possono che chiedersi perché non si dimettano subito e aspettino il 25 ottobre per sciogliere il consiglio regionale della Lombardia.

Le dimissioni in quella data le ha annunciate lo stesso Formigoni sostenendo che più della metà dei consiglieri rinunceranno al proprio mandato per chiudere definitivamente una legislatura flagellata da scandali e inchieste giudiziarie. Dal Pirellone hanno l’occhio lungo e parlano di elezioni possibili dal 16 al 23 dicembre.

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Ma un’altra data è fondamentale per gli inquilini del consiglio regionale lombardo ed è fissata al 21 ottobre di quest’anno. È il giorno che segna lo spartiacque tra la prima e la seconda metà della legislatura. Dimettersi dopo significa una cosa sola: non rinunciare al vitalizio che spetta a ogni esponente di assemblea legislativa di una regione italiana. Non è soltanto l’ormai famosa pidiellina 29enne Nicole Minetti che otterrà un minimo di 1300 euro al mese.

Il vitalizio toccherà a 41 consiglieri su ottanta: oltre a Nicole Minetti infatti tocca anche a altri sette dei suoi 29 compagni del Pdl. Nella Lega sono in 13 su 20. Passando all’opposizione, i consiglieri che matureranno trenta mesi di mandato fra una settimana sono addirittura in maggioranza: uno su tre nell’Idv , 13 su 21 nel PdFilippo Penati del gruppo misto, due su tre nell’Udc, tutti e due i consiglieri di Sel.

Uno scandalo politico che non lascerà dubbi a nessuno: in Lombardia se si vuol fare pulizia di tutto bisogna davvero cambiare radicalmente la classe politica. Ma ogni regola ha la sua eccezione e riguarda il consigliere regionale dell’Idv  Gabriele Sola che spiazzando tutti ha deciso di rimettere il suo mandato prima che scatti la possibilità di ottenere il famoso vitalizio.

Non voglio che a dettare i tempi dell’uscita di scena sia Formigoni, un presidente ormai totalmente screditato – dichiara Gabriele Sola dell’Idv io mi dimetto, in tempo utile per evitare il superamento del ‘giro di boa’ della legislatura e, con esso, il diritto a percepire il vitalizio”.

Una scelta nobile che va a cozzare con altre dichiarazioni provenienti anch’esse dal centrosinistra lombardo. “Senza quelle del Carroccio – dice la versione ufficiale – le nostre dimissioni sono inutili, il Consiglio regionale non verrebbe sciolto”. Ma il sospetto che la decisione di non rinunciare ai vitalizi non abbia colore non lo toglie nessuno.

Ma cosa fa Formigoni nel frattempo? Finge di nulla e parla di una giunta tecnica e più snella cercando di distogliere l’attenzione del popolo italiano e in special modo del popolo lombardo. “Entro lunedì intendo dar vita alla nuova Giunta rinnovata e più snella – assicura Formigoni – integralmente o per lo più formata da personalità esterne alla politica regionale. Rinnovata non vuol dire però completamente rinnovata” . E nel frattempo lo stesso Formigoni riapre le braccia alla Lega Nord in vista di una nuova alleanza che possa provvedere alla rinascita del centrodestra nella Regione Lombardia.

Dopo aver parlato sabato con il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri – dichiara – ieri ho contatto la Presidenza del Consiglio e di intesa, intendo ridurre al minimo la campagna elettorale. Sono contento che la Presidenza del Consiglio concordi che si vada al voto al più presto“.

Nel frattempo Roberto Maroni, che ha già aperto alle primarie della coalizione, ha anche accettato la possibilità di scendere in campo in prima persona.

Per me sarebbe un onore poter scendere in campo– ha dichiarato-  e poi sono convinto che le primarie di coalizione possono essere una buona cosa perché io non disconosco quanto fatto di bene dalla Lombardia.  Avviene anche nel centrosinistra: con Vendola e Tabacci che non sono del Pd ma partecipano a primarie di coalizione“.

Qual è il quadro generale della situazione? Mentre si sta concretizzando definitivamente la possibilità che il consiglio regionale lombardo combini l’ultimo scandalo prima di andare “finalmente in pensione”, i principali protagonisti della vicenda “a loro insaputa” parlano di alleanze e di date per le prossime elezioni regionali. Sperando che la storia dei vitalizi passi in second’ordine, magari anche riproponendo la propria candidatura ai partiti di appartenenza. Sperando che i lombardi si mettano l’anello al naso e si rallegrino per lo scioglimento del consiglio regionale dopo l’arresto dell’assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti.

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