Lo Ior al contrattacco mediatico, sfida a Bergoglio: “Avere una banca è doveroso”.

Si moltiplicano le interviste del presidente von Freyberg. E il direttore Cipriani: «è doveroso» per la Chiesa avere la banca vaticana, senza la quale «non sarebbe libera». Nuove spese per contratti di consulenza.

 

lo_ior_al_contrattacco_mediaticoPer la Chiesa l’indipendenza finanziaria non è soltanto «essenziale» ma «doverosa». Sono le sorprendenti parole del direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, riportate in un colloquio col quotidiano italiano «Il Giornale». Un’intervista che s’inserisce in una vera e propria strategia mediatica dell’Istituto per le Opere di Religione, nella quale è protagonista su più fronti il nuovo presidente dello Ior, il tedesco Ernst von Freyberg, che dopo il brutale licenziamento di Gotti Tedeschi, è stato scelto dal Vaticano affidandosi ai servizi della prestigiosa società internazionale «Spencer Stuart»  per la selezione dei dirigenti.

Von Freyberg è stato nominato in extremis, quando già Benedetto XVI aveva annunciato le sue dimissioni. A tre mesi dal suo insediamento ha cominciato a rilasciare – come spiega Radio Vaticana – «una serie di interviste a qualificati rappresentanti della stampa internazionale», intervenendo su quotidiani e agenzie, dal «Financial Times» a «Le Figaro», dalla «Reuters» all’«Associated Press».

Tre sono i principali messaggi che emergono dalle interviste rilasciate da von Freyberg. Primo, il presidente dello Ior, che quando sta a Roma risiede a Santa Marta, non ha parlato personalmente con il nuovo Papa dell’Istituto. Secondo, il vero principale problema della banca vaticana non è rappresentato dalla sua recente gestione, le operazioni finite nel mirino della magistratura o i suoi conti sospetti. Si tratta invece di una questione di «immagine». Un problema di comunicazione.

Ecco perché von Freyberg tra le sue prime decisione ha stabilito di affidarsi all’ennesima società esterna, nonostante la Santa Sede abbia una Sala Stampa, un Pontificio consiglio per le comunicazioni, un quotidiano, una radio, un centro televisivo e, da un anno anche un giornalista advisor per la comunicazione della Segreteria di Stato, l’americano Greg Burke. La scelta della società di comunicazione è caduta sulla tedesca «CNC – Communications & Network Consulting».

Nelle interviste von Freyberg rivela che nell’ultimo anno sono stati chiusi migliaia di conti dello Ior e che procede il lavoro di revisione degli stessi conti, per il quale il nuovo presidente ha deciso di affidarsi a un colosso americano «Promontory», che ha lavorato anche per la Casa Bianca.

Un altro messaggio importante che von Freyberg lancia con le interviste è la sua perfetta collaborazione e totale sintonia con l’attuale management della «banca vaticana», cioè con l’attuale direzione generale. Non tutti Oltretevere ritengono così positivi questi segnali. Ai quali si sono aggiunte, proprio oggi, le parole di Cipriani sull’«essenzialità» dello Ior alla missione della Chiesa e sul dovere di quest’ultima di possedere la «banca».

Vale la pena di ricordare che prima e anche dopo il conclave ci sono stati autorevoli porporati che hanno affermato il contrario. Il coordinatore del gruppolo_ior_al_contrattacco_mediatico_2 di otto cardinali che Papa Francesco ha nominato due mesi fa per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e nella riforma della Curia, l’honduregno Oscar Rodriguez Maradiaga, ha detto pubblicamente che si metterà mano anche allo Ior. E mentre si inseguono voci su provvedimenti giudiziari in arrivo da parte della magistratura italiana che potrebbero riguardare manager dell’Istituto nell’ambito delle note inchieste già aperte, non si possono passare sotto silenzio i ripetuti accenni a questi temi che lo stesso Pontefice ha fatto nelle sue omelie.

L’impressione generale è che questa frenesia mediatica, al di là dei messaggi che si intendono lanciare sia all’opinione pubblica, sia all’interno delle mura vaticane (a questa seconda categoria sembra appartenere l’intervista di Cipriani sull’«essenzialità» dello Ior per la Chiesa), non dia una rappresentazione esauriente dei processi in corso Oltretevere. Nei giorni scorsi il giornale italiano «Il Fatto Quotidiano» ha rivelato l’ammontare dello stipendio del direttore dell’Aif (Autorità per l’informazione finanziaria), René Bruelhart, chiamato lo scorso novembre dalla Segreteria di Stato a risolvere i problemi della trasparenza: 30mila euro al mese più cinquemila di spese.


LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Vaticaninsider.it

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