L’italica idiozia produce la flatulenza: Monti bis. E poi “governo del Presidente”. Democrazia adieu.

Dopo mesi di antidemocratico governo tecnico, lunghe settimane di campagna elettorale, la peggiore che si sia mai vista, e un voto che ha spaccato il Paese in tre, l’italica idiozia ha prodotto una flatulenza programmata da tempo: Monti bis. Et voilà, chiusa l’epoca democratica, si apre una Nuova Era in cui votare conta meno di zero e i governi vengono imposti da “alte personalità istituzionali” per “superare il momento di crisi”. Napolitano ha anche preannunciato un “governo del Presidente” i cui nomi si conosceranno a stretto giro di posta.

 

di Andrea Succi

napolitano_non_si_dimetteNessun vuoto istituzionale. Il Governo c’è e sta prendendo decisioni importanti in Europa. Ergo: fin tanto che non si arriverà a un “governo del Presidente” sostenuto da “due gruppi ristretti” che lavoreranno sulle future “linee programmatiche”, si continua con Mario Monti. Monti bis, ok, ma fino a quando?

Nessuno può rispondere a questa domanda, perché non è dato sapere quanto tempo impiegherà Re Giorgio a trovare una soluzione “ampia e condivisa”, rappresentativa dell’intero schieramento parlamentare, ma resta un fatto: Monti e i suoi continueranno a fare danni e a restare in carica. In maniera palesemente antidemocratica.

L’unico segnale che siamo riusciti a cogliere è questo: l’alba della Terza Repubblica è molto vicina e si apre con una spinta tecnocratica e antidemocratica, con i cittadini chiamati alle urne imbambolati di chiacchiere, spread e disaccordi, costretti quindi ad accettare – e magari tirando anche un sospiro di sollievo – personalità per le quali non si sarebbero mai sognati di votare.

E questo vale sia per il temporaneo Monti bis che per il futuro “governo del Presidente”.

La democrazia sta cedendo il passo a forme nuove di governabilità, probabilmente mai conosciute prima, anche perché – come ripeteva Gaber – i sistemi che uno Stato ha avuto fino ad oggi per organizzarsi sono due: la democrazia, appunto, e la dittatura.

Entrambe già sperimentate dagli italiani, più la seconda che la prima, qualora dovessero fondersi potrebbero dare vita allo spauracchio tecnocratico che i mercati – e non solo – stanno imponendo in tutta Europa.

Buona Pasqua…

P.S. L’elenco dei saggi è un’accozzaglia di imbecilli, inciucisti di professione e fedelissimi del Cav.

Nel primo gruppo (?) ci sono: il Prof. Valerio Onida (costituzionalista), il senatore Mario Mauro (Scelta Civica, ex Pdl), il senatore Gaetano Quagliariello (Pdl) e Luciano Violante (PD). 

Nel secondo gruppo compaiono Giovanni Pitruzzella (presidente AgCom), Salvatore Rossi (membro del direttorio di Bankitalia), il senatore Giancarlo Giorgetti (Lega Nord) e Filippo Bubbico (PD) in qualità di presidenti delle commissioni di Camera e Senato e il ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi.

E questi sarebbero i saggi? Le “alte personalità” incaricate di salvare il Paese dal baratro? Addirittura è stato inserito il nome di Filippo Bubbico, che secondo l’autorevole blog Toghe Lucane, “non rientra fra coloro per cui il PD stabilisce la “patente” di impresentabile. Ma per noi, cittadini Lucani, Italiani ed Europei, è presentabile un politico che si faceva restituire il 75% di quello che un onesto lavoratore (agronomo) produceva col suo onesto lavoro? E’ peggio degli impresentabili.” 

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