L’Italia dei Valori diventa 2.0 : da oggi il congresso nazionale per il rilancio del Gabbiano

Inizia oggi e termina domenica il primo congresso dell’Italia dei Valori post Di Pietro che si presenta a Piazza di Spagna a Roma come dimissionario. In cinque tenteranno, tramite il voto on line, il rilancio proponendosi come segretario: Ignazio Messina, Antonio Borghesi, Matteo Castellarin, Niccolò Rinaldi e Nicola Scalera. Chi la spunterà lo decideranno gli elettori. E da lunedì mattina inizierà la nuova stagione dell’Idv, di cui – francamente – si sente la mancanza in un Parlamento che sembra fin troppo assopito.

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di Viviana Pizzi

Ricostruire un’Italia dei Valori forte e capace di spiccare il volo come il gabbiano che la rappresenta vuol simbolicamente dire da sempre. E’ questo l’obiettivo che si pone un partito che da sempre si era presentato come una valida opposizione al berlusconismo, ma  era rimasto fuori dal parlamento italiano per una serie di scelte sbagliate, ma soprattutto per non aver voluto appoggiare il governo Monti. E rompere così definitivamente l’alleanza con il Partito Democratico.

Il governo di larghe intese di marca Pdl- Pd e Scelta Civica non può durare un’intera legislatura. Prima o poi si sfalderà e si darà all’Italia la possibilità di scegliere una maggioranza vera, basata su affinità politica e non più su larghe intese oppure su una pacificazione imposta dall’alto.

Ed è questo il motivo che spinge l’Italia dei Valori a riunirsi in congresso da oggi fino a domenica pomeriggio a Roma nei pressi di Piazza di Spagna. Il suo leader Antonio Di Pietro si presenterà come segretario dimissionario pronto a lasciare il passo e costruire una Idv 2.0. Pronta, perché no, a porsi come voce di dissenso verso questo sistema partitico attuale e forte di una esperienza di cui chi contesta all’interno del parlamento, il Movimento Cinque Stelle, non è ancora fornito.

Alleanze, anche di questo si parlerà nel congresso, ma prima di tutto si tratta di scegliere il nuovo organo dirigente e il nuovo ufficio di presidenza. Il voto si svolgerà on line dalle ore 8 alle 14 di domenica e non si deve essere a tutti i costi presenti nella sede nazionale congressuale.


COME SI VOTA: SEDE NAZIONALE, SEDI REGIONALI E ANCHE DA CASA PROPRIA CON ASSISTENZA DEDICATA

Per votare sono disponibili sia la sede nazionale che quelle regionali. Si può votare anche in quelle di partito dei capoluoghi di provincia e internazionali laddove esistono.

Votare per il segretario è possibile attraverso un sistema computerizzato. Per questo motivo ad ogni iscritto sono arrivate da tempo le convocazioni per spiegare quali sono le sedi nelle quali si potrà recare per votare. Certamente si dovrà rinunciare alla domenica mattina al mare ma è poca roba se si vuole cambiare un partito.

Ad ogni iscritto verrà fornita una username e una password utili per la votazione. Ad ogni seggio ci sarà assistenza tecnica per votare e ogni persona potrà scegliere il proprio rappresentante. Ogni sede avrà a disposizione un numero di computer sufficiente per poter votare singolarmente e celermente. Ogni singolo iscritto, qualora non voglia perdersi la giornata di mare, può votare singolarmente da casa propria o da un altro luogo di gradimento purché sia effettuata una procedura di riconoscimento.

L’iscritto che vuole votare on line dovrà aver cura di far inserire il suo telefono cellulare alla banca centrale per permettere una regolare procedura di votazione.


SEGRETERIA NAZIONALE: UNA CORSA A CINQUE CHE COINVOLGE NORD E SUD

Sono in cinque e puntano tutti a ricevere l’eredità politica di Antonio di Pietro. Lottano tutti per ottenere il ruolo di segretario.

Si tratta di Ignazio Messina, Antonio Borghesi, Matteo Castellarin, Niccolo Rinaldi e Nicola Scalera.
Ignazio Messina un avvocato civilista di Palermo che arriva da una famiglia di magistrati. Negli anni delle stragi di Falcone e Borsellino fonda il gruppo Daniele associazione di giovani cattolici democratici che contribuisce alla nascita della “Primavera di Palermo”.  E’ suo del 1997 il partito dei sindaci siciliani che lotta contro il malaffare della politica regionale.  Primo firmatario della legge su Acqua pubblica, sostenitore attivo delle “white list” per impedire l’ingresso della mafia negli appalti e le tante leggi in Agricoltura, risultando il nostro il più produttivo gruppo parlamentare, grazie all’apporto dalla consulta IDV.
La sua mozione è frutto di un confronto con oltre 500 iscritti. Una campagna che ha toccato tutte le parti d’Italia basata sull’ascolto della base per un’Idv non verticistica che sappia scegliere condividendo, che sappia rialzarsi e ripartire per riappropriarsi delle piazze, sia quelle virtuali che quelle reali.
Antonio Borghesi arriva invece da Verona dove risiede dal 1968 ed è professore ordinario di Economia e gestione delle imprese dell’Università scaligera. Politicamente inizia il suo percorso a 45 anni come presidente della Provincia di Verona. Nell’Idv ha svolto il ruolo di coordinatore provinciale di Verona, Coordinatore del Veneto.

Coordinatore Nazionale dei Dipartimenti Tematici e componente dell’Ufficio di Presidenza al tempo in cui si faceva solo volontariato.  Deputato nella XV e XVI Legislatura, prima vice presidente poi, negli ultimi mesi, capogruppo Idv alla Camera. Si è occupato di temi quali i tagli ai costi della politica e ai privilegi.

E’ iscritto all’Idv dall’estate del 2000 ed era contrario all’esperimento dell’unione con Rivoluzione Civile. E’ noto per aver detto a Di Pietro di “non voler andare a braccetto coi comunisti”. L’impegno parlamentare è stato molto perché come testimonia Open Polis per tre anni è stato il più produttivo della sedicesima legislatura.

Matteo Castellarin arriva invece dal Friuli Venezia Giulia e milita nell’Idv da 14 anni. E’ giovane ha 37 anni e ha fondato il primo nucleo Idv a Pordenone. Ha vissuto nel partito tutte le vicende che lo hanno contraddistinto nel terzo millennio.

Dopo la laurea in giurisprudenza è stato stagista a Bruxelles dall’allora europarlamentare Antonio Di Pietro, da dove ha collaborato alla campagna elettorale del 2006 che portò il partito al parlamento.

Nella sua mozione sottolinea la necessità di far tornare a germogliare l’attività parlamentare e dipartimentale. Una ricchezza che non va perduta. Ricorda che l’Idv è pioniera della rete dal 2007 ben prima dell’esperienza del grillismo.

Niccolò Rinaldi è il capo delegazione dell’Italia dei Valori al Parlamento Europeo e vicepresidente del gruppo Alde. Ha vinto le europee alla prima esperienza elettorale. Se venisse eletto sarebbe il primo segretario di partito con formazione esclusivamente europea e internazionale.

La sua mozione riguarda il riscatto dell’Idv che ha pagato un alto prezzo di credibilità politica e mediatica per colpa di alcune sue contraddizioni come lo scarso ascolto o l’incapacità di dotarsi di anticorpi verso i disonesti.   “Le ali del gabbiano” propone una strada per rinnovare profondamente, nel solco delle battaglie storiche dell’IdV e del coraggioso lavoro svolto da sempre da Antonio Di Pietro. Una casa aperta a tutti i cittadini che oltre che rabbia abbiano voglia di cambiare.

Nicola Scalera arriva dalla Campania, da Santa Maria Capua Vetere ed è laureato in ingegneria elettronica all’Università degli Studi di Napoli. Politicamente nasce con la fondazione del Movimento Socio Politico Capuattiva e poi con l’Idv unico partito di appartenenza. E’ stato consigliere comunale nel 2006, nel 2011 è stato candidato sempre a Capua nella lista Idv con proprio leader di riferimento. Nel 2013 partecipa alle politiche nel collegio Campania 2 nelle liste di Rivoluzione Civile.

La sua mozione propone un dialogo condiviso di idee per la crescita sociale ed economica di una comunità.  Troppi secondo lui  vivono nella convinzione di essere in possesso di privilegi che nessuno dovrà e potrà mai più togliergli. Avversari  che hanno  torto a prescindere, è un nemico dannoso, la cui sola esistenza è avvertita come una minaccia.

Solo al termine del congresso si saprà chi sarà il nuovo segretario dell’Idv. Successivamente ci sarà il rinnovamento dell’ufficio di presidenza e delle dirigenze locali. Un cambiamento radicale che servirà a riconquistare il paese e a far volare alto un gabbiano che deve iniziare a volteggiare già da lunedì mattina.

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