Liste pulite, il primo ineleggibile è Michele Iorio: i precedenti nelle regioni e i casi Campania e Piemonte

Michele Iorio è stato il primo ex presidente di Regione ad essere colpito dal decreto liste pulite del Governo Monti. Prima di lui altri, a finire sotto le forche caudine dell’ineleggibilità, due consiglieri regionali di Campania e Piemonte.

 

di Viviana Pizzi

IL CASO MOLISE: L’EX PRESIDENTE DELLA REGIONE SOSPESO

Il decreto liste pulite che prevede la sospensione degli eletti che riportano una condanna in primo grado stavolta ha fatto una vittima eccellente. Forse la più autorevole di tutto il panorama politico italiano perché si tratta dell’ex presidente della Regione Molise Michele Iorio. Da ieri la Prefettura di Campobasso ha preso atto della legislazione sulle liste pulite dichiarandolo ineleggibile in base alla condanna in primo grado riportata lo scorso anno a 18 mesi per abuso d’ufficio nell’ambito del processo sulla Bain &Co. All’allora presidente della Regione era stato contestato di aver concesso irregolarmente nel biennio 2003- 2004 due consulenze sulla sanità e sulla fattibilità del progetto autostrada del Molise alla società dove il figlio lavorava per favorirne la carriera. Una condanna in primo grado che ha provocato una sospensione del consigliere di minoranza per lo stesso tempo della condanna stessa.

berlusconi-iorio_ineleggibiliLa condanna risale al 22 febbraio scorso quindi a dopo le elezioni del 2011 che lo avevano visto vincere per la terza volta. Ora però la quarta gli esponenti del centrosinistra si sono mossi in tempo presentando un esposto sull’ineleggibilità di Michele Iorio.

Documento condiviso anche dall’ex pm di Mani Pulite e leader nazionale dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. “Giustizia è fatta”, questo è stato il suo commento. L’ex presidente della Regione presenterà comunque un ricorso avverso a questa sentenza di sospensione che potrebbe venir comunque annullata al termine del processo d’appello  che si terrà in questi giorni nel caso in cui l’ex governatore dovesse essere assolto.

La legge prevede che comunque, nei mesi di sospensione, percepisca la metà dell’indennità di carica prevista per un consigliere regionale.

Il suo caso è il primo che riguarda un ex presidente di Regione ma non è certo il primo che coinvolge un consigliere regionale condannato come lui stesso ha riferito.

 

IL CASO CAMPANIA: SOSPESO IL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PDL AMERICO GAMBINO

Anche il salernitano Alberico Gambino, eletto nelle file del Pdl al consiglio regionale della Campania, è stato destinatario di un provvedimento di sospensione come quello di Michele Iorio.

Stesso partito, stesso destino e anche la stessa durata della sospensione: diciotto mesi.

Cosa ha fatto però Gambino?

E’ stato condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione dal Tribunale di Nocera Inferiore per concussione e violenza privata.

Il suo caso rientra dunque in quelli previsti dalla normativa liste pulite voluta dal governo Monti che riguarda i reati contro la pubblica amministrazione.

Si prevede infatti una sospensione di 18 mesi per chiunque abbia riportato una condanna, anche non definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione.

monti_liste_pulite_effetto_iorioIl testo dell’articolo 8, del decreto legislativo del governo Monti cita: “Sono sospesi dalle cariche indicate all’articolo 7 comma 1 (ovvero: Presidente della Giunta Regionale, assessore e consigliere regionale, amministratore e componente di organi nominati dalle unità sanitarie locali) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva”.

In questi giorni nello stesso tribunale, dopo la sospensione dalla carica di consigliere regionale della Campania è stata avviata anche la procedura per dichiararne l’incandidabilità.

Questo perché è anche coinvolto in un’indagine della procura antimafia insieme ad altri undici imputati chiamata “Linea d’ombra” nella quale però  è caduto l’aggravante dell’articolo 7, del metodo mafioso e dell’assoluzione dal reato di scambio elettorale politico-mafioso.  

Tutto questo però non basta a garantire l’accesso al consiglio regionale al politico di Pagani che ne resterà fuori per altri diciotto mesi.

 

CASO PIEMONTE: SOSPESO IL CONSIGLIERE REGIONALE MICHELE GIOVINE

E’ il centrodestra a collezionare il terzo provvedimento di sospensione di consiglieri regionali a causa del decreto liste pulite. A “beneficiarne” è il sospeso Michele Giovine.

Cosa aveva combinato il consigliere piemontese sospeso? Eletto nella lista “Pensionati per Cota Presidente” è stato condannato in appello a due anni e otto mesi per aver raccolto firme false che permettessero alla lista stessa di concorrere insieme al presidente leghista che poi è stato eletto a Torino. L’effetto di questa condanna è valso anche per lui la sospensione per diciotto mesi dalla carica di consigliere regionale. In questo caso è stato anche sostituito dalla fidanzata Sara Franceschino che alle consultazioni regionali Piemontesi aveva ottenuto appena 98 voti.

Anche per lui, come nel caso di Michele Iorio, il provvedimento potrebbe essere sospeso se nel frattempo interviene una sentenza di assoluzione.


ALTRE CONDANNE CI SONO MA NON PER REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : I COLPITI RESTANO AL LORO POSTO

scopellitti_effetto_liste_puliteRicordiamo che tra i condannati ci sono anche persone che però non hanno peccato contro la pubblica amministrazione.

Per questo motivo, anche essendo colpiti da sentenze negative da parte dei tribunali, sono rimasti al loro posto.

Il caso più eclatante riguarda il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopellitti. Che proprio dieci giorni fa è stato condannato in appello a sei mesi di reclusione insieme al sindaco di Reggio Calabria per la mancata bonifica della discarica di Longhi Boveto.

In questo caso il pg aveva chiesto l’assoluzione per il presidente della Regione.

Non è stato questo che fa rimanere il governatore al suo posto. Ma il non essere stato condannato per i reati previsti dal decreto “liste pulite” di Mario Monti. Nessun provvedimento di sospensione nemmeno per Santi Zappalà, calabrese condannato per corruzione elettorale e Ottavio Bruni condannato per danno colposo, inondazione e omissione di atti d’ufficio.

Così come non sono stati sospesi gli altri due campani colpiti da sentenze di condanna: si tratta di Corrado Gabriele (Misto – Pd) condannato per abusi sessuali e Roberto Conte (Alleanza di Popolo) condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica.

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