LISTE PDL/ Sicilia, B. cancella Dell’Utri ma candida gli impresentabili trombati alle scorse regionali

Errori di reiterazione che si ripetono soprattutto nelle liste dell’ex ministro all’Agricoltura Francesco Saverio Romano, più volte accusato di rapporti con la mafia ma assolto da quest’accusa, e in quelle di Fratelli d’Italia. Il Pdl intanto elimina Dell’Utri per affidarsi ad Antonio D’Alì anch’egli sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa.

 

di Viviana Pizzi

L’assemblea regionale siciliana è stata eletta a fine ottobre. Si tratta quindi di appena tre mesi fa. Ma i partiti collegati con la coalizione del Pdl, sconfitta sonoramente con Nello Musumeci, e anche quelli che appoggiarono Gianfranco Miccichè (superato anche da Giovanni Cancelleri del Movimento Cinque Stelle) non sembrano aver imparato la lezione più importante che la scorsa tornata elettorale gli avrebbe dovuto dare: fuori gli impresentabili dalle liste elettorali.

In Sicilia l’elenco è pieno zeppo ma la cosa che fa più rabbrividire è che i partiti stessi pensano che i cittadini abbiano dimenticato l’informazione data appena tre mesi fa. E quindi non solo hanno candidato persone impresentabili nuove ma hanno inserito nelle liste anche alcuni nomi candidati anche per l’assemblea regionale. Come se tutti avessero dimenticato, come se la Sicilia del 2013 fosse avvolta ancora nel muro di omertà del non vedo, non sento, non parlo.

 

GLI ERRORI REITERATI DI FRANCESCO SAVERIO ROMANO

L’assoluzione in primo grado per concorso in associazione mafiosa deve aver ringalluzzito l’ex ministro dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano che pensa di aver recuperato insieme al suo partito (Popolari Italia Domani) una verginità politica che forse non gli è mai appartenuta.

Per questo motivo oltre a candidarsi alla Camera con il Pdl ha inserito alcuni impresentabili di prima scelta nella lista a lui riconducibile che si presenta in Sicilia in appoggio di Berlusconi e si chiama Cantiere Popolare.

La reiterazione politica sembra essere proprio il suo forte: nelle sue liste ha inserito il nome di Rudy Maira già candidato alle regionali con la lista Popolari Italia Domani. I meno smemorati ricorderanno che ,l’ ex sindaco di Caltanissetta è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici. La cosa fu pubblicizzata e l’effetto che ebbe fu la mancata elezione.  Ora però si reitera lo sbaglio assegnandogli la terza piazza nella lista del Cantiere Popolare alla Camera.

liste_pdl_siciliaNon è l’unico errore reiterato di Francesco Saverio Romano che inserisce nelle sue liste ancora una volta Santo Catalano, Chi è costui? Lo ricordiamo bene come ex deputato regionale ai tempi della Giunta di Raffaele Lombardo. Alle ultime consultazioni al pari del collega Rudy Maira era stato candidato nelle liste dei Popolari Italia Domani.  A Maira lo accomuna anche il destino della non rielezione. Tutto questo perché i siciliani  erano stati informati che Catalano era dovuto ricorrere a un patteggiamento a un anno e undici mesi per abuso edilizio.  Aveva rischiato di decadere da deputato già nel giugno del 2011. Dichiarato ineleggibile dal tribunale civile era stato salvato dal voto segreto dei colleghi onorevoli. Anche qui si riprova a lanciarlo nell’orbita politica sistemandolo al quinto posto della lista Cantiere popolare.

 

FRATELLI D’ITALIA CANDIDA CAPUTO

In Sicilia non è soltanto l’ex ministro dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano che ha reiterato i suoi errori. Infatti è in buona compagnia di un alleato dell’ultima ora  che si chiama Fratelli d’Italia. E’ finito infatti nella lista di La Russa, Meloni e Crosetto quel Salvino Caputo eletto all’interno dell’Assemblea Regionale siciliana in appoggio a Nello Musumeci nelle liste del Pdl.

Di che cosa si è macchiato il deputato regionale?  Di una condanna in appello a un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio. Il suo nome è stato proposto per un posto al Senato della Repubblica. Ora la nuova lista nata da una costola di dissenso del Pdl ha reiterato l’errore. E non è certo un buon biglietto da visita per una nuova forza politica nata per essere alleata ma anche alternativa al Pdl di Berlusconi e Alfano.


E IL PDL SI AFFIDA AD ANTONIO D’ALÌ E ALL’EX MINISTRO ROMANO

Il Pdl, al contrario delle sue liste satellite, non ha commesso l’errore di candidare persone già in lizza per l’Assemblea Regionale Siciliana. Pensava di fare invece bellissima figura dopo aver escluso dalle proprie liste il senatore Marcello Dell’Utri amico di Berlusconi ma con alle spalle una condanna non definiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Escludere deputati regionali e candidature di vertice non è servito al partito pilota della coalizione di centrodestra a evitare di finire nel calderone delle liste impresentabili.

Al sesto posto al Senato però è finita la candidatura scomoda di Antonio D’Alì. Senatore che sta subendo un processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Una pedina importante per Silvio Berlusconi perché è entrato a Palazzo Madama dal 1994 ed è stato sottosegretario al ministero dell’Interno fino al 2006. E’ finito nel tritacarne giudiziario per aver intrattenuto rapporti con la famiglia dei Messina Denaro e in particolar modo con Don Ciccio che lavorava nelle terre dei familiari del senatore. Secondo le accuse proprio Matteo Messina Denaro, ultimo latitante di cosa nostra si sarebbe adoperato per l’elezione di D’Alì nel 1994, quella che ha portato alla sua ascesa politica.

L’ottavo posto al Senato è toccato ad Antonio Scavone, braccio destro di Raffaele Lombardo condannato a 400 mila euro di risarcimento danni dalla Corte dei Conti per la gestione della azienda sanitaria provinciale 3 di Catania.

Al secondo posto alla Camera dei deputati, lo avevamo già accennato, l’ex ministro per l’agricoltura Francesco Saverio Romano. La procura di Palermo di recente ha chiesto per lui anche l’archiviazione di un’indagine per corruzione nella quale è accusato di aver ricevuto 50mila euro dal tributarista di Ciancimino Gianni Lapis per inserire una norma a favore della Gas Spa azienda energetica collegata anche a Bernardo Provenzano.

In Sicilia orientale c’è anche Nino Minardo condannato in primo grado nel 2001 per abuso d’ufficio.

 

GRANDE SUD RIPROPONE RAFFAELE LOMBARDO

L’errore più grossolano forse però l’ha compiuto Gianfranco Miccichè candidando al Senato nella lista Grande Sud Mpa proprio Raffaele Lombardo. Come già ricordato l’ex governatore della Sicilia ha sulle spalle un processo che lo vede imputato per concorso esterno a Cosa Nostra.

Non è l’unico inquisito che è finito nella lista in appoggio del Pdl che però alle Regionali Siciliane si presentava in alternativa al Pdl.  Al secondo posto Giovanni Di Mauro indagato per omissione di atti d’ufficio in un’inchiesta sull’inquinamento acustico. 

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