Letta show: vende sogni, promesse o solide realtà? Se il Premier sembra il Cav.

Ricapitolando: Imu sospesa, reddito minimo da studiare, finanziamento ai partiti da abolire, tagli a stipendi di ministri e parlamentari….frizzi, lazzi e cotillons, aggiungiamo noi. Pare che l’inciucio Pd-Pdl voglia rivelarsi una sorta di governo dei sogni, da Paese dei balocchi (e per allocchi), con un Premier che dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Impossible is nothing, ecco il nuovo motto di Enrico Letta…

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Il governo Letta intende riformare “la tassazione sulla prima casa”. Lo ha annunciato il premier Enrico Letta parlando alla Camera in vista del voto di fiducia. “Intanto – ha aggiunto – con lo stop dei pagamenti di giugno in vista di una riforma complessiva”.

“Appena una settimana fa – ha detto il premier a Montecitorio – il presidente Napolitano ha pronunciato il suo discorso di insediamento. A lui rivolgo un sincero ringraziamento per lo straordinario spirito di dedizione alla comunità nazionale con il quale ha accettato la rielezione per il secondo mandato”, una “scelta eccezionale”.

“Immediatamente – ha proseguito Letta – se riceverò la fiducia, già da domani sera, e poi mercoledì e giovedì visiterò Bruxelles, Berlino e Parigi per dare il segno che il nostro governo è europeo e eurpoeista”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo discorso alla Camera per la fiducia.

Questa sera alle 20, alla Camera, domani, intorno alle 13 al Senato. Il governo è giunto alla prova dei fatti: obiettivo centrare la fiducia e iniziare il proprio cammino. Montecitorio è la prima tappa: le dichiarazioni di voto, come ha stabilito la conferenza dei capigruppo, inizieranno intorno alle 18 e prima di sera si avrà il responso. Intanto il Pdl, parte fondamentale dei voti per la fiducia, detta le sue condizioni: “Per noi la restituzione dell’Imu per il 2013 è ‘condicio sine qua non'”, ha detto Silvio Berlusconi nel corso della riunione dei parlamentari Pdl. “Lo abbiamo detto a Enrico (il premier Letta, ndr) – ha aggiunto il leader azzurro – che ci ha dato rassicurazioni a riguardo e ora vedremo che cosa succede”.

LETTA: SI’ AMMORTIZZATORI PER PRECARI E REDDITO MINIMO – “Andranno migliorati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a chi ne e’ privo a partire dai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

ESODATI: LETTA, VA TROVATA UNA SOLUZIONE STRUTTURALE – “E’ necessario lavorare” affinché ci sia “un allentamento del patto di stabilità interno” e una “rinuncia dell’inasprimento dell’Iva”. Lo dice il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando in Aula a Montecitori. Con gli esodati – osserva poi il premier – la comunità nazionale “ha rotto un patto, va trovata una soluzione strutturale, e’ un impegno prioritario di questo governo ristabilirlo”.

LETTA, VIA STIPENDIO A MINISTRI SE GIA’ PARLAMENTARI – I ministri parlamentari non avranno più lo stipendio da ministro in aggiunta agli emolumenti come eletti. Lo annuncia Enrico Letta nel discorso di fiducia in Aula alla Camera. “Dobbiamo recuperare decenza, sobrietà, scrupolo, senso del dovere e la banalità della gestione del buon padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte”, scandisce Letta annunciando la misura che, come lui stesso rivela, “e’ una cosa che dico al Parlamento senza che nemmeno i ministri sappiano ancora: il primo atto del governo sarà eliminare lo stipendio sin qui percepito per prassi dai ministri parlamentari”.

LETTA: ABOLIRE FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI – Il governo abolirà la legge di finanziamento pubblico dei partiti e introdurrà misure di controllo dei finanziamento ai gruppi. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

LETTA: PER RIFORME SERVE SUBITO UNA CONVENZIONE – Le riforme istituzionali devono partire sulla base del lavoro di una Convenzione. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Sulle riforme il fronte si allarga anche alle forze di opposizione. C’e’ “una via stretta ma possibile” per la riforma istituzionale. “In questa materia abbiamo assistito troppo spesso ad avvio di percorsi che apparivano come risolutori e si sono infranti contro veti reciproci e contrapposizioni dannose nonostante i richiami del Capo dello Stato”. Per sottrarre questa materia ai veti della politica “sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base di proposte formulate da una Convenzione” che lavori fin da subito.

LETTA: ABOLIRE SUBITO LE PROVINCE E RIVEDERE FEDERALISMO FISCALE – Occorre subito “abolire le province”. Lo annuncia Enrico Letta. E’ necessario “ridurre i costi dello Stato, valorizzare i comuni e regioni in un’ottica di alleanza, chiudere la partita sul federalismo fiscale rivedendo il rapporto tra centro e periferia”, spiega il premier nel suo intervento alla Camera.

letta_come_silvioLETTA: SE TRA 18 MESI NO RIFORME NE TRARRO’ CONSEGUENZE – “Dal momento che questa volta l’unica strada per il percorso delle riforme istituzionali e’ il successo, fra 18 mesi verificherò che il progetto si avviato verso un porto sicuro, se non sarà così, se veti e incertezze dovessero minacciare l’esito, non avrei esitazione a trarne immediatamente le conseguenze”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

L.ELETTORALE: LETTA, MAI PIU’ AL VOTO CON IL PORCELLUM – Mandare in soffitta la legge elettorale vigente. Lo chiede Enrico Letta nel suo intervento alla Camera. “Bisogna che la legge elettorale sia in grado di garantire governi stabili per restituire legittimità al Parlamento e ai singoli parlamentari”, dice Letta. Il premier poi ribadisce la necessità di reintrodurre le preferenze. “Occorre perlomeno il ripristino della legge elettorale precedente”, osserva ancora il presidente del Consiglio.

LAVOREREMO PER RIENTRO IN ITALIA MARO’ – Lavoreremo per trovare una soluzione dignitosa e rapida alla vicenda dei maro’ trattenuti in India per favorire un loro rientro in Italia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

In Senato più o meno la stessa procedura domani ma il premier non ripeterà il discorso tenuto alla Camera. Oggi pomeriggio, dopo aver parlato in aula a Montecitorio, Letta si recherà al Senato per depositare il suo discorso. Domattina, dopo la discussione generale e prima delle dichiarazioni di voto dei senatori, terrà la sua replica.

Sulla carta i voti, per il governo appoggiato da Pdl, Scelta civica e Pd sono più che abbondanti. A Montecitorio la maggioranza richiesta è di 316 voti, a Palazzo Madama di 159. Alla Camera il Pd conta su 297 deputati, Scelta civica su 47, il Pdl su 97 (più sei eletti nelle liste di Centro democratico, cinque delle minoranze linguistiche e 3 degli italiani all’estero): in tutto 455 voti. Al Senato il Pd ha 109 senatori, Scelta civica 21, il Pdl 91: fanno 221 voti ‘ufficiali’ a cui dovrebbero essere aggiunti quelli dei tre senatori a vita e anche altri provenienti dal Misto e dalle autonomie.

LE REAZIONI AL DISCORSO DI LETTA

GOVERNO: LEGA VALUTA ASTENSIONE. BOSSI, C’E’ CHI PER SI’ E CHI NO – Non e’ da escludere, secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, che la Lega Nord, dopo aver ascoltato il discorso del presidente del Consiglio, Enrico Letta, possa orientarsi per l’astensione al momento del voto di fiducia. Nel Carroccio, intanto, bocche praticamente cucite, anche se il fondatore della Lega, Umberto Bossi, risponde: “Una parte e’ per votare la fiducia, una parte no” e indica come punto nodale dell’intervento di Letta quello sulle riforme, che saranno monitorate dallo stesso premier pronto, in caso di scarso successo su questo fronte, a trarne le conseguenze fra diciotto mesi.

ALFANO, LETTA? CONDIVIDO DA PRIMA A ULTIMA PAROLA – “Condivido il discorso di Enrico Letta dalla prima all’ultima parola”. Lo afferma il vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti alla Camera.

ALFANO, PIENA CITTADINANZA IDEE BERLUSCONI – “Penso che le idee per cui ci siamo battuti e che Silvio Berlusconi ha posto alla base del nostro programma hanno trovato piena cittadinanza” nel discorso pronunciato dal premier Enrico Letta alla Camera. Lo ha sottolineato il vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti.

BRUNETTA (PDL), SOSPENSIONE IMU A GIUGNO VITTORIA BERLUSCONI – “L’annuncio del presidente del Consiglio, Enrico Letta, di sospendere per giugno il pagamento dell’Imu sulla prima casa, in attesa della più complessiva revisione delle tassazioni sugli immobili, e’ un’importante vittoria del Popolo della Libertà e del presidente Berlusconi, che non a caso avevano messo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa fra i punti irrinunciabili per poter partecipare ad un governo di larghe intese e di pacificazione nazionale, nell’interesse dell’Italia e dei cittadini”. Lo dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl.

SPERANZA (PD), VITTORIA DEL PAESE – Roberto Sprenza, capogruppo del Pd alla Camera, contattato da Affaritaliani.it, commenta così il discorso di Enrico Letta alla Camera: “Un intervento di altro profilo che crea le condizioni per una ripartenza positiva”. Brunetta ha detto che il discorso di Letta rappresenta un vittoria del Pdl: “Non è così, se passa questo governo si tratta di una vittoria di tutto il Paese. E il Pd farà parte di questo esecutivo con l’obiettivo di preoccuparsi dei più deboli e dalla loro difesa”.

di_pietro_contro_lettaDI PIETRO (IDV), “UNO SPOSALIZIO INDECENTE” – “Uno sposalizio indecente”. Così Antonio di Pietro, il presidente dell’Italia del valori, oggi a Cagliari per una riunione con i dirigenti regionali, ha definito il nuovo governo nato dall’accordo tra Pd e Pdl. “Questo governo non ci rappresenta perché non rappresenta la volontà popolare ma un compromesso di palazzo”. Senza risparmiare critiche agli ex alleati, Di Pietro ha aggiunto: “Pensavano di aver già vinto e per buttare noi fuori dal parlamento hanno perso le elezioni. La riprova si e’ avuta in Friuli dove, per la vittoria, i nostri voti sono stati determinanti. Noi però vogliamo rilanciare la coalizione del centrosinistra”. L’ex magistrato ha auspicato che vengano fatte al più presto riforme annunciate come l’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti, un indennizzo destinato agli esodati e il pagamento dei crediti delle pubbliche amministrazioni alle imprese.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Affaritaliani.it

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