Letta ottiene la fiducia, Civati esce dall’aula. M5S contrario. Al governo servono soldi: dove li prenderà?

Numeri entro le aspettative per la fiducia del Governo alla Camera. Pd, Scelta Civica e Pdl votano secondo copione. Conferma le attese anche Pippo Civati, che esce dall’aula. La Lega si astiene mentre Fratelli d’Italia, Sel e Movimento Cinque Stelle votano no. Andrea Colletti (M5S): “E’ il governo della trattativa Stato Mafia”. Per il piano-Letta servono 7/8 miliardi subito: dove li prenderà?

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di Viviana Pizzi

Con 453 sì, 153 no 17 astenuti il Governo Letta ha la fiducia della Camera. La votazione si è conclusa quando erano le 21,40 di oggi. Per far passare il tutto occorrevano 304 voti perché i presenti erano 623 e i votanti 606.

Letta ha ottenuto 2 sì in più rispetto ai 451  quelli della cosiddetta maggioranza Pd- Pdl e Scelta Civica. Qualche voto in più avuto da alcuni leghisti come Attaguile che già durante la dichiarazione di voto aveva detto di votare si nonostante il suo partito avesse dichiarato di astenersi. Infatti i deputati della Lega Nord erano 18 mentre gli astenuti sono stati soltanto 17. Tra i voti quelli del Pd nonostante 17 persone abbiano deciso di essere presenti in aula ma di non votare, quelli del Pdl e di Scelta Civica.

I no sono stati i 109 del Movimento Cinque Stelle, di Sinistra Ecologia e Libertà e Fratelli D’Italia che in totale sono 154. Uno di questi è il voto ribelle che probabilmente è stato un sì. Pippo Civati del Pd, dopo il discorso di Enrico Letta, aveva già deciso di non essere in aula al momento del voto perché non riusciva a sostenere le sue politiche. Non ha fatto lo stesso Rosy Bindi che invece ha sostenuto di dover votare sì, in linea con quanto deciso da Bersani, nonostante non fosse convinta di alcuni punti del programma.

E i renziani? Hanno deciso per un sì  senza se e senza ma. Il no di Sel è stato spiegato dal capogruppo Gennaro Migliore secondo il quale “ non si guarda veramente agli ultimi perché non si parla di omosessualità”.

andrea-colletti_m5sNo di Fratelli d’Italia per una questione di “coerenza”. Il Movimento Cinque Stelle è stato quello più duro in aula con dichiarazioni dure. Come quella del deputato Andrea Colletti che ha definito il Governo Letta “quello della Trattativa Stato Mafia”.

Ora la palla passa al Senato della Repubblica a cui toccherà domani mattina dalle 9 decidere per il voto di fiducia. Un qualcosa che sembra già scontata visti i numeri che la nuova maggioranza ha ottenuto a Palazzo Madama. Il governo sarà realmente attivo da allora quando avrà superato anche questo scoglio.

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