Letta, Dell’Utri e Fini: meglio i fischi o le vuvuzela?

Gianni Letta, Marcello Dell’Utri e (forse) Gianfranco Fini: quelli che..quando passano fischia tutta la città!

MARCELLO_DELLUTRICalato apparentemente il sipario su quello che tutti hanno chiamato “teatrino d’agosto”, si apre una nuova e beffarda scena di inizio settembre: fischi e urla alle cariche politiche.

Come sicuramente avrete potuto apprendere da alcuni quotidiani e telegiornali di questi giorni, e specifico alcuni poiché per qualcuno ciò  non faceva notizia, due tra le personalità più importanti del “Popolo della libertà” sono state sonoramente fischiate e contestate durante le loro apparizioni in pubblico.

Stiamo parlando di Marcello Dell’Utri (fondatore di Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, nonché plurindagato e condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa) e Gianni Letta (sottosegretario alla presidenza del Consiglio nonché web portatile di Silvio Berlusconi). I due non sono riusciti ancora ad uscire dal “teatrino” (o meglio sono gli spettatori a non aver ancora abbandonato la sala) e si sono beccati le contestazioni di numerose persone:  il primo a Como, il secondo a Venezia.

Marcello Dell’Utri si è recato a Como per la presentazione in anteprima dei diari di Benito Mussolini, in suo possesso e editi dalla Bompiani. Nel momento in cui il senatore si apprestava a iniziare il discorso, nell’aria irrompevano fischi, striscioni e urla contro l’onorevole Dell’Utri. Sconsolato e molto arrabbiato ha preferito abbandonare il palco.

Della notizia se ne è parlato in qualche testata giornalistica e televisiva. Quindi la replica (e il ritorno in scena) dell’onorevole. Per lui, il noto direttorissimo Augusto Minzolini ha messo  a disposizione lo spazio necessario per difendersi ed attaccare Di Pietro, che, a sua volta, aveva visto nella contestazione un risveglio di coscienza da parte di molti cittadini. Il problema in questo caso è che Dell’Utri al Tg 1 parlava a milioni di persone. Di Pietro su qualche giornale a qualche centinaia di migliaia di lettori… forse.

Nel secondo caso, quello del sottosegretario Gianni Letta, l’onda mediatica è stata per alcuni versi molto più importante (anche se l’intensità dei fischi era molto minore rispetto a quella di Como) dal momento che il Festival di Venezia ha un notevole prestigio anche in ambito internazionale.

L’Onorevole salito sul red carpet veneziano è stato investito dai fischi e urla.

Ma in questo caso la difesa arriva direttamente dalla Biennale di Venezia che scrive così:  “Un ringraziamento al  dott. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per aver partecipato, applauditissimo, alla serata di apertura della 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica”. E aggiunge: “Siamo francamente stupiti che un eventuale, non udito, segnale di dissenso nei confronti del dott. Letta possa addirittura essere impropriamente enfatizzato da un’agenzia di stampa in una contestazione”.

Il terzo caso in attesa, ma forse mancato: la Brambilla rassicura Fini e smentisce  l’iniziativa dell’autobus di contestatori diretti a Mirabello ad accogliere il presidente della Camera alla festa del Tricolore. Ma  qualche testimone  giura di essere stato contattato dai berluscones per andare a fischiare Fini.

Qualcuno  dall’altra parte forse sperava che comprassero le vuvuzela.

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