Legittimo Impedimento, consulta respinge il ricorso di Berlusconi

Sabino Cassese ha detto no. Il conflitto di attribuzione tra il Tribunale di Milano e la presidenza del Consiglio dei Ministri non si sarebbe verificata. Terremoto nel Pdl che dovrebbe ora dimettersi in massa secondo le dichiarazioni di Maurizio Gasparri.

DI Viviana Pizzi

La consulta si è espressa stasera. Dopo diciannove mesi dal ricorso ha parlato del conflitto di attribuzione del processo Mediaset. Quello che lo ha vistoberlusconi_condannato_da_consulta condannato a 4 anni di reclusione  e cinque anni di sospensione dai pubblici uffici per frode fiscale.

I giudici, presieduti da Sabino Cassese, hanno respinto il ricorso presentato diciannove mesi fa, nell’aprile 2011,  dalla presidenza del Consiglio nei  riguardi del Tribunale di Milano. Tutto questo significa che i magistrati di primo grado avrebbero agito rispettando la legge negando il legittimo impedimento a Silvio Berlusconi durante un’udienza di marzo del 2010 alla quale il Cavaliere non aveva presenziato per dover partecipare a un consiglio dei ministri sul decreto legge sulla corruzione. La data dell’udienza del primo marzo 2010 era stata ampiamente calendarizzata e il Presidente del Consiglio sapeva dell’udienza, quindi poteva programmare il Cdm in una data diversa da quella dell’udienza

Che cosa succede ora? Dal punto di vista processuale non cambia l’effetto della sentenza della Corte d’appello che lo vede sì condannato a quattro anni di carcere ma soprattutto interdetto dai pubblici uffici per cinque anni.

Qualora la Corte di Cassazione dovesse confermare la sentenza già emessa in primo e secondo grado Berlusconi non può più essere un politico. Deve assolutamente dimettersi da tutti gli incarichi politici che lo vedono impegnato ora. Non potrà più concorrere a nessun tipo di elezione e dovrà ritirarsi a vita privata. Se in terzo grado dovessero annullare la sentenza d’appello invece sarebbe tutto da rifare e la condanna valida ora non avrebbe più nessun effetto.

Il terremoto politico invece è inestimabile se, come anticipato dal vicepresidente del partito Maurizio Gasparri, tutti i parlamentari si dimettessero dal Pdl. L’atto vero e proprio non è stato ancora visto ma in questo caso il ritorno a Forza Italia, tra l’altro anticipato da Angelino Alfano, si avvicinerebbe ancora di più.

BERLUSCONI E LA GIUSTIZIA: LUNEDI’ 24 ATTESA LA SENTENZA RUBY

Non finiscono qua i guai giudiziari di Silvio Berlusconi. Lunedì 24 si chiude infatti a Milano il processo di primo grado sul caso Ruby. Dove risultaberlusconi_condannato_da_consulta_2 accusato di concussione e prostituzione minorile. Il pm Ilda Boccassini, che si è resa protagonista in fase di arringa di una discussione di sei ore, ha chiesto altrettanti anni di reclusione per il Cavaliere.

Nella stessa giornata partirà anche l’udienza preliminare dove è accusato di compravendita di senatori per aver pagato con 5 milioni di euro,  l’ex Idv Sergio De Gregorio per passare al Pdl.

A Roma, in Cassazione, l’ultimo atto della vicenda Mondadori-Fininvest. Intanto in attesa della sentenza della Corte Costituzionale gli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi hanno presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza che  l’otto maggio, ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

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