Legge elettorale, quali le posizioni dei diversi partiti? E il Pdl mostra uno strano silenzio…

Eliminare il porcellum per tornare al mattarellum: è questa la tendenza che circola negli ultimi giorni tra i partiti in merito alla legge elettorale. Da cambiare, questo sarebbe l’accordo tra Governo e maggioranza parlamentare, con un decreto legge. Perché andare a votare con questo quadro normativo, emanato nel 2005, significherebbe l’instabilità del Paese. Ma nel caos generale solo Pd, Cinque Stelle e Lega hanno presentato una propria proposta di legge. Mentre il Pdl, stranamente, tace: e viene il dubbio che l’attuale porcata sia loro gradita.

 

di Viviana Pizzi

leggeelettorale2013Noi però abbiamo voluto capire, tramite le fonti ufficiali, quale fosse partito per partito la posizione sulla questione. Pd e Lega, come andremo a vedere nel dettaglio, effettivamente puntano sul ripristino del mattarellum. Il Movimento Cinque Stelle invece, attraverso un disegno di legge presentato al Senato, va oltre e chiede il ripristino delle preferenze nelle elezioni di entrambi i rami parlamentari.


PD: TORNARE PRESTO AL MATTARELLUM

La posizione è stata ufficializzata da Anna Finocchiaro che quarantotto ore fa ha annunciato che è pronto il ddl del Pd in merito alla legge elettorale. Lo ha fatto ufficialmente sul sito del Partito Democratico dove ha sostenuto la necessità di dare libertà di scelta ai cittadini. L’urgenza vera è quella di cambiare la legge prima della consulta perché si è di fronte a tre emergenze: costituzionale, politica ed istituzionale.

Anna Finocchiaro ha annunciato così la sua proposta di legge per il ritorno al mattarellum: “Il mio ddl sul ritorno ad un ‘mattarellum’ corretto sta per essere depositato. Allo stato, la mia sarebbe l’unica iniziativa già definita, e quindi un modo per aprire il dibattito. È una legge transitoria in vista di quella post riforme. Contiene norme per il riequilibrio della rappresentanza anche nei collegi. Elimina lo scorporo per rendere l’effetto più maggioritario. Restituisce agli elettori il diritto di scelta e quindi li responsabilizza rispetto alla futura governabilità. Favorisce le scelte di coalizione già in fase pre-elettorale, il premio viene attribuito a chi raggiunge il 40%, ma con un sistema che garantisce una tendenziale omogeneità di maggioranza in entrambe le Camere. Io resto convinta che questa sia una soluzione migliore rispetto al ritocco del Porcellum. Sulle correzioni del quale dico quello che penso: questa soluzione, nel mutato quadro politico, rischia di consegnare all’ingovernabilità o necessariamente alle larghe coalizioni il governo del Paese. Preferisco la mia soluzione“.

E’ questione di ore e il disegno di legge verrà presentato al Senato: poi sarà compito del Governo (anche a maggioranza Pd) decidere se adottare il suo testo in parte oppure se prendere al 100% la soluzione Finocchiaro.

 

LEGA NORD E CALDEROLI: MATTARELLUM PURO IMMEDIATAMENTE

Anna Finocchiaro però sostiene una piccola inesattezza quando dice che il suo progetto per il ritorno al mattarellum è l’unica iniziativa già definita. Nei punti della modifica parziale certo che sì ma non certo nel pensare di tornare indietro con la legge istituita nel 1993.

Prima di lei ci aveva pensato infatti il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli presentando un apposito disegno di legge datato 23 aprile scorso e contenente in esso le modificazioni alla normativa per le elezioni alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica.

Dopo la presentazione della legge c’è un unico breve articolo che ci spiega come dovrebbe essere modificata la legge elettorale.

Nel primo paragrafo la Lega punta all’abrogazione della legge del 21 dicembre 2005 che ha di fatto introdotto il metodo porcellum, nella seconda invece prevede che le disposizioni relative alle elezioni dei deputati e dei senatori nella circoscrizione estero si riferiscano al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957 numero 361 e del testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993 vigenti prima della data di entrata in vigore del porcellum.

Quindi si tratta di un ritorno al mattarellum in piena regola senza modificarne per nulla l’impianto legislativo.

Sergio_MattarellaCome funzionava la legge Mattarella? Si trattava di un sistema elettorale maggioritario corretto da una sensibile quota proporzionale pari a un quarto dei seggi di Camera e Senato.

L’Italia era suddivisa in 475 collegi uninominali per la Camera e 232 per il Senato. Nessun candidato poteva presentarsi in più di un collegio e i rimanenti seggi erano assegnati con un metodo tendenzialmente proporzionale.

Per la Camera l’elettore aveva una scheda elettorale a parte per l’attribuzione dei 155 seggi residui ai quali accedevano solo i partiti che avevano superato lo sbarramento nazionale del 4%. Il calcolo veniva effettuato mediante il metodo hare dei quozienti naturali. Le poltrone venivano poi ripartite fra le 26 circoscrizioni plurinominali in cui era suddiviso il territorio nazionale all’interno delle quali i singoli candidati — che potevano corrispondere a quelli presentatisi nei collegi uninominali — venivano proposti in un sistema di liste bloccate senza possibilità di preferenze. Il meccanismo era però integrato dal metodo dello scorporo, volto a dar compensazione ai partiti minori fortemente danneggiati dall’uninominale: successivamente alla determinazione della soglia di sbarramento, ma antecedentemente al riparto dei seggi, alle singole liste venivano decurtati tanti voti quanti ne erano serviti a far eleggere i vincitori nell’uninominale — cioè i voti del secondo classificato più uno — i quali erano obbligati a collegarsi ad una lista circoscrizionale.

Per quanto riguarda il Senato, gli 83 seggi proporzionali venivano assegnati, secondo il dettato costituzionale, su base regionale. In ogni Regione venivano assommati i voti di tutti i candidati uninominali perdenti che si fossero collegati in un gruppo regionale, ed i seggi venivano assegnati utilizzando il metodo D’Hondt delle migliori medie: gli scranni così ottenuti da ciascun gruppo venivano assegnati, all’interno di essa, ai candidati perdenti che avessero ottenuto le migliori percentuali elettorali. Ancor più che alla Camera, ove lo scorporo era parziale, lo scorporo totale previsto per il Senato faceva funzionare la quota proporzionale di fatto come una stramba quota minoritaria, in aperto contrasto con l’impianto generale della legge elettorale.

La cosa curiosa però è che la Lega Nord proponga di abolire il porcellum presentato dallo stesso Calderoli.

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE VA OLTRE: ISTITUIAMO IL VOTO DI PREFERENZA SIA ALLA CAMERA CHE AL SENATO

I senatori del Movimento Cinque Stelle sono andati oltre il Mattarellum, che tra i suoi difetti ha anche quello di non poter scegliere direttamente chi mandare in parlamento e chi a casa. Il sistema uninominale infatti non prevede che a scegliere chi votare siano i cittadini ma, come avviene con il porcellum, la scelta rimane nelle mani dei partiti.

Per questo il capogruppo al Senato Vito Crimi ha pensato bene di presentare una proposta di legge che va al di la di quelle che il governo vuole portare a termine. Si tratta di articoli di legge che oltre al metodo di voto affrontano anche lo spinoso tema dell’incandidabilità.

Nel primo articolo si parla di incandidabilità per chi ha già ricoperto per due legislature incarichi parlamentari e per chi è stato condannato in maniera definitiva per delitto non colposo ovvero a pena detentiva superiore a dieci mesi e venti giorni di reclusione.  La condizione di impossibilità di entrare nelle liste elettorali scatta dal giorno dopo la condanna definitiva e dura fino alla morte.

Agli articoli 4 e 5 poi si vede il nuovo sistema di voto che il Movimento vorrebbe introdurre. Per la Camera dei Deputati prevede che l’elettore possa procedere a due operazioni per scegliere chi li rappresenterà a Montecitorio. Nel primo riquadro della scheda la possibilità di indicare con un segno secco il partito che si intende votare. Al fianco poi un rigo sul quale poter inserire la preferenza per il deputato che si vuole nell’emiciclo del parlamento. Dopo una serie di nozioni tecniche sulla composizione della scheda, che deve riportare l’elenco dei simboli in maniera verticale, c’è poi l’impossibilità del voto disgiunto così come previsto alle elezioni regionali e comunali. Ad esempio chi sceglie il Movimento Cinque Stelle deve altresì indicare nella preferenza candidati della stessa lista.

La vittoria verrebbe così attribuita: “ Il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio centrale nazionale le comunicazioni di cui all’articolo 83, comma 6, proclama eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati che hanno conseguito le cifre individuali più elevate sulla base della graduatoria di cui all’articolo 77, nu-mero 1-ter). A parità di cifra individuale, è proclamato eletto il candidato più giovane di età”.

Stesso modo di voto anche per il Senato della Repubblica sia per quanto riguarda le preferenze che la modalità di proclamazione degli eletti.


LO STRANO SILENZIO DEL PDL: VORRA’ IL PORCELLUM PER CONTINUARE A CONTROLLARE SENZA VINCERE?

berlusconi_silenzio_legge_elettoralePer ora l’unico partito che non ha presentato nessuna proposta di legge è proprio il Pdl. Non risulta infatti nessun atto ufficiale alla Camera o al Senato riguardo alla legge elettorale eppure stando ai proclami su giornali e televisioni sembrerebbe essere il primo interessato al cambiamento.

La domanda che noi ci poniamo è questa.  Se la legge elettorale va cambiata entro l’estate e i berlusconiani ancora non hanno mosso un dito in tal senso non può significare che forse il porcellum a loro sta bene così com’è?

Possibile considerando che proprio grazie a questo sistema elettorale, senza aver vinto né alla Camera né al Senato si trovano al governo del Paese decidendone in pratica le sorti. Cosa che potrebbe accadere anche la prossima volta qualora non cambiasse nulla. Nei prossimi giorni forse avremo risposta a questo imbarazzante quesito.

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