LEGGE ELETTORALE/ In Commissione al Senato passa il testo del Pdl, che si riavvicina a Casini

La commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato come testo della legge elettorale quello firmato da Lucio Malan del Pdl e votato anche dall’Udc. Contrari solo Pd e Idv, in particolare il partito di Bersani tenta di inserire nel testo di legge anche l’emendamento sui collegi uninominali. L’Udc vota insieme ai berlusconiani. Potrebbe essere la prova di una prossima alleanza?

di Viviana Pizzi

VINCONO PDL E UDC: PROVE DI ALLEANZE?

berlusconi_casini_2Prove di alleanze o di definizione di assetti in vista delle elezioni politiche di primavera. Ecco che cosa potrebbe nascondersi dietro al voto della Legge elettorale per la scelta dei futuri parlamentari.

 

In queste ore, per la riforma la commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato il testo del Pdl, firmato da Lucio Malan. Vedendo i voti a favore e contrari, sembra di tornare indietro, a quando l’Udc era nei governi e nelle alleanze di centrodestra. La proposta pidiellina è stata infatti votata da Pdl, Udc, Leda e Coesione Nazionale. “No” secco da parte di Pd e Idv, quasi a voler ricostruire un pezzo della foto di Vasto del 2011.

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Un ulteriore passo avanti che potrebbe sancire la rottura definitiva del fidanzamento Pd- Udc, di cui tanto si è vociferato in questa estate. Potrebbe allo stesso tempo essere il preludio di un nuovo matrimonio tra i casiniani e i berlusconiani. Un vero e proprio amarcord, dopo le dichiarazioni d’amore di Angelino Alfano a Pierferdinando Casini.

 

DETTAGLI TECNICI: PREMIO DI MAGGIORANZA AL 12,5%

 

Ma che cosa è accaduto tecnicamente? Passando il testo Malan è decaduta automaticamente la proposta a firma di Enzo Bianco (Pd) che prevedeva i collegi uninominali. L’iter ora è semplicissimo: dovrà essere fissato il termine per gli emendamenti e si voterà dalla prossima settimana.

 

Laconico il commento del vicepresidente del Pdl Gaetano Quagliariello a ogni “sì”: “È l’area dei moderati”.

Ma come funzionerà la nuova legge elettorale, se dovesse passare in toto la linea Malan? Si tratta di un sistema proporzionale corretto con la soglia di sbarramento al 5% . La coalizione vincente avrà un premio del 12,5%  e le preferenze avranno clausole di genere per permettere alle donne di essere rappresentative in parlamento.  Certo è che il Pd proverà a inserire un emendamento con per i collegi uninominali, trasformando la legge da proporzionale in maggioritaria.

 

I seggi saranno assegnati in ragione proporzionale su base nazionale alla Camera; per il Senato è prevista una soglia di sbarramento e un premio di lista alla coalizione che ottiene il maggior numero di seggi.

 

La soglia di sbarramento del 5% è riferita sia alla scelta per la Camera che per il Senato.  Sono previste comunque tre deroghe. La prima è riferita al 4% per le liste che si alleano e il 7% per le formazioni che ottengono questo risultato in un insieme di circoscrizioni pari ad almeno al quinto della popolazione.

Il premio del 12,5% dei seggi complessivi riguarda 76 deputati e 37 senatori che verranno eletti insieme alla lista o alla coalizione delle liste che ottiene il maggior numero di seggi a livello nazionale.
Ogni formazione dovrà essere formata da due elenchi: il primo per gli scranni assegnati alle circoscrizioni con scelta di candidati mediante il voto di preferenza con il sistema della lista bloccata.  Limitate le candidature multiple a non più di tre listini bloccati e a un solo elenco di candidati da scegliere con voto di preferenza. Chiunque dovesse essere eletto con più di una modalità dovrà esercitare l’opzione di scelta.


Tra i candidati del primo elenco (per l’attribuzione di 2/3 dei seggi assegnati alla circoscrizione) è possibile esprimere 1 o 2 voti di preferenza.

Non più dei 2/3 dei candidati di una lista può essere dello stesso sesso. In ogni formazione deve essere esserci almeno un terzo di donne. Quando l’elettore esprime due voti vanno intesi a candidati di sesso diverso. Se così non avviene, la seconda preferenza è annullata. Il secondo elenco con attribuzione di un terzo dei seggi con lista bloccata deve essere formato da candidati di sesso diverso in ordine alternato.


Cambiano le norme anche per il voto all’estero, l’opzione per corrispondenza va esercitata preventivamente, altrimenti l’elettore vota nella propria circoscrizione del territorio nazionale.

LE PREFERENZE E LE CRITICHE DEL PD

 

Il punto di scontro tra Pd e Pdl è basato sulle preferenze.  Lo ha annunciato Anna Finocchiaro:  “Il Pd ha votato contro questo testo perché, pur essendo simile a quello che abbiamo presentato noi, prevede come strumento per scegliere gli eletti le preferenze. Io penso che la cronaca di queste settimane e di queste ore ci consegna una nuova questione morale. Mi auguro che anche le forze politiche che hanno detto sì a questo sistema si ricredano. Per noi comunque il no alle preferenze è un limite invalicabile”.

 

LA NECESSITA’ DI ALLEANZE


Ma attenzione che il tempo stringe: l’Unione europea ha detto che si può cambiare le regole a un anno dal voto ma le settimane passano. E nel frattempo la campagna elettorale entra nel vivo e necessita di alleanze più definite, proprio in vista dell’alto premio di maggioranza (12,5%) che potrebbe stabilire la governabilità o meno del Paese.

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