Lega violenta, Dolores Valandro sulla Kyenge: “Non c’è nessuno che la strupri?”

E dopo l’onorevole Borghezio espulso dal  parlamento europeo per aver lanciato epiteti contro il ministro Cecile Kyenge, ecco la “perla” della consigliera di quartiere leghista Dolores Valandro, che invita a struprare il ministro. Una violenza non giustificata, nemmeno dall’episodio di ieri quando la sua scorta l’ha accompagnata a un convegno sull’integrazione a Milano procedendo contromano. Va bene chi le urla di vergognarsi per quell’episodio ma non chi le augura uno stupro solo per il fatto di essere di colore. Un atteggiamento che non si può condividere mai. Che potrebbe affossare ancora di più un la Lega Nord, che pian piano sta scomparendo.

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di Viviana Pizzi

Il clima di odio che si sta instaurando nei confronti del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge ha superato il tollerabile. La lega Nord ci aveva abituato alle affermazioni razziste che hanno provocato l’espulsione al parlamento europeo dell’onorevole Borghezio.  Che sulla nomina della Kyenge disse: “Scelta del cazzo, ha la faccia da casalinga”. Aggiungendo poi : Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano. Questo è un governo del bonga bonga”.

LA CONSIGLIERA DI QUARTIERE DI PADOVA DOLORES VALANDRO: “QUALCUNO SI STUPRI CECILE KYENGE”

Purtroppo per l’Italia c’è stato qualcuno che ha saputo anche fare di peggio. Si tratta della consigliera di quartiere Dolores Valandro che opera nella seconda zona di Padova.

Che cosa ha fatto di tanto scandaloso? Ha augurato lo stupro a Cecile Kyenge semplicemente perché un nord africano aveva tentato di violentare due ragazze italiane e bianche.

Commentando un articolo dal titolo, “Genova, africano tenta di stuprare due ragazze, salvate da un carabiniere”, si è lasciata andare a questa affermazione choc: “Ma mai nessuno che se la stupri, così tanto per capire cosa provi la vittima di questo reato efferato??????? Vergogna!!!!!!!!”

Un odio inammissibile, e non ci vergogniamo a diventare partigiani in una situazione del genere, proprio soltanto della Lega Nord. Un odio che porta alla perdita di consensi  da parte di un partito che è ormai in dissoluzione totale. Che non riesce ad eleggere nessun sindaco nel Nord Italia e perdere anche a Villafranca di Verona dove il candidato presentato (amico del sindaco del capoluogo Flavio Tosi) è stato sconfitto addirittura da un Pdl in caduta libera.

DOLORES VALANDRO PER SALVARE LA LEGA DA QUESTO ENNESIMO SCANDALO DOVREBBE DIMETTERSI DALLA SUA CARICA

Nemmeno un tentativo di stupro da parte di un nordafricano può giustificare una simile affermazione. Perché è ben noto che la maggior parte delle violenze che avvengono in Italia si verificano tra le mura domestiche.

La cosa più grave però è la mancanza di empatia da parte della consigliera leghista. Perché augurare lo stupro a una donna, in senso assoluto, è già un qualcosa che non va bene. Se chi lo fa però appartiene al genere femminile è doppiamente grave e va censurato.

E non importa nemmeno che si tratti di una persona appartenente alla casta politica, o di una donna di colore che deve fare di tutto per riuscire a mettere insieme pranzo e cena.

La lega Nord se vuole salvare la faccia e la sua sopravvivenza politica dovrebbe chiedere le immediate dimissioni da ogni carica politica della consigliera Dolores Valandro. E perché no espellerla dal partito. Perché le sue affermazioni sono al di là di quelle dell’onorevole Borghezio che a suo confronto ci fa addirittura la figura di quello aperto all’integrazione delle persone di colore. Il partito, già dilaniato con gli scontri tra Bossi e Maroni, con questa esternazione potrebbe davvero subire il colpo di grazia e perdere quantomeno tutto il suo elettorato femminile.

In un particolare momento storico in Italia in cui la lotta allo stupro e al femminicidio diventa un qualcosa di fondamentale.

IL MINISTRO KYENGE CON LA SCORTA A MILANO: ATTO DI CASTA CHE NON GIUSTIFICA LA VIOLENZA

Il ministro Cecile Kyenge è stato al centro delle polemiche dal primo giorno dopo la sua nomina da parte del presidente del Consiglio Enrico Letta. Da subito al centro degli attacchi leghisti, una volta entrata all’interno del consiglio comunale di Milano ha risposto non salutando il capogruppo  del partito fondato da Bossi.

Ieri però l’ultima cosa che non è andata giù ai milanesi.

Il ministro per l’Integrazione era arrivato nel capoluogo lombardo,  perché ospite di un convegno contro lo sfruttamento del lavoro minorile in corso di svolgimento in Villa Clerici. Era a bordo di un’auto della Guardia di Finanza con le sirene spiegate. Avanti e dietro c’erano due vetture che le facevano da scorta. Già questo aveva indignato i cittadini. Però la cosa è andata oltre: per un tratto di strada le tre macchine hanno viaggiato contromano provocando la reazione di una decina di persone che le hanno gridato: “Vergogna, vergogna”.

Su questo tipo di protesta siamo d’accordo. Un ministro che si definisce in rotta di collisione rispetto al passato non dovrebbe permettere che il suo autista infranga il codice della strada per privilegiarla. Ha fatto bene chi le ha urlato quella parola. Da qui però ad augurarle lo stupro ce ne passa, e tanto pure.

Facendo un excursus storico ricordiamo Renata Polverini (parlamentare Pdl ed ex presidente della Regione Lazio) che si recò a fare la spesa con l’auto blu. Ci ricordiamo di Anna Finocchiaro beccata in un supermercato con la scorta che le metteva i prodotti nelle buste. E tantissimi altri esempi che a ricordarli tutti ci vorrebbe un’enciclopedia.

A nessuna di loro però ma nessun leghista si è mai sognato di augurare uno stupro. Fatto che dimostra un odio proveniente sì dall’appartenenza alla casta ma soprattutto derivante dal colore della pelle del ministro. Anche Josefa Idem, con delega alle pari opportunità, proviene dall’estero e precisamente dalla Germania. Nessun leghista però le ha augurato lo stupro. Questo significa che il nostro Paese, ahinoi, non è ancora pronto all’integrazione.

E che quello che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha fatto per allargare i confini politici del governo, ha risvegliato il vero animus degli appartenenti alla Lega Nord.

Che se continua così rischia percentuali da 0, non soltanto in Toscana ma anche nel resto del Paese dove presenta le proprie liste.

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