L’EDITORIALE/ Papa, Tedesco e amen: nota per una nuova politica dal basso

L’Italia, P4 e strutture analoghe a parte, non è più governata da tempo: finanza ed economia sono al collasso e non c’è reazione collettiva. I sacrifici d’un popolo valgono a ingrassare o salvare gruppi di speculatori, collocati a destra o a sinistra per interesse. Si ricordino, in proposito, i furbi delle infrastrutture, destrorsi alla bisogna, o gli arrivisti delle telecomunicazioni, democratizzati per l’utile di famiglia.

di Emiliano Morrone

Papa-TedescoLa Camera ha autorizzato l’arresto del deputato Alfonso Papa, Pdl, magistrato punito dal Csm perché coinvolto nell’inchiesta della Procura di Napoli sulla P4. Il Senato, invece, ha respinto l’arresto dell’ex Pd Alberto Tedesco, a Bari accusato di turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso, quando faceva l’assessore alla Sanità della giunta Vendola. Subito, da Berlusconi e luogotenenti, accuse di complotti nei partiti, contro di lui e il suo governo.

L’Italia, P4 e strutture analoghe a parte, non è più governata da tempo: finanza ed economia sono al collasso e non c’è reazione collettiva. I sacrifici d’un popolo valgono a ingrassare o salvare gruppi di speculatori, collocati a destra o a sinistra per interesse. Si ricordino, in proposito, i furbi delle infrastrutture, destrorsi alla bisogna, o gli arrivisti delle telecomunicazioni, democratizzati per l’utile di famiglia.

La situazione reale è peggiore di quella rappresentata o immaginabile. L’informazione non può scavare, e spesso non vuole. Ciononostante, il sistema dei poteri paralleli è talmente complesso, fatto di rapporti e dipendenze incrociati, da escludersi ogni autonomia, anche nel male. Oggi, però, nulla sembra più occulto. E se nascosti sono strategie particolari o massoni ante litteram, il quadro d’insieme è fin troppo chiaro. Tanto lo è che ci siamo abituati, e forse restiamo nella confortante certezza della subordinazione. Non c’è più voglia né forza di reagire. Soprattutto, manca un progetto: nel mare della rete, a forza di cercare l’ombra dell’ombra nell’ombra, abbiamo perduto la capacità d’immaginare un orizzonte possibile, condiviso, altro. Perdendo critica e personalità. Per mode, ideologie, fenomeni del momento. Eppure, non mancano riferimenti ideali. Ideali quanto veri. Penso alla carica straordinaria di Salvatore Borsellino, che sa parlare a giovani e meno giovani, dimostrando che vale la pena d’impegnarsi in politica. Il che non significa, come conseguenza, lasciarsi vincere da logiche e dinamiche di palazzo.

La questione di Papa e Tedesco è semplice: innanzi alla legge, i parlamentari devono, in una Repubblica democratica, essere uguali a tutti gli altri. Non c’è altro da dire. Certo, il sì della Camera all’arresto di Papa è una vittoria di chi ha urlato per anni, nelle piazze o in parlamento, pretendendo il rispetto della Costituzione.

Adesso, però, al grido di dignità sociale e individuale si deve accompagnare, senza più deroghe, un progetto ragionato di riforma. Anzitutto, a mio avviso, rispetto agli spazi di politica e informazione, da cui il popolo rimane escluso.

Il 19 luglio scorso, in un editoriale su “Il Fatto Quotidiano”, Paolo Flores D’Arcais ha fornito lo spunto per un manifesto programmatico dopo il successo popolare dei referenda. Sì alla partecipazione, all’ingegneria sociale dal basso, alla rete dentro il web e per le strade. Ma con un’idea, con un confronto effettivo di visioni e, per dirla con don Ciotti, pensieri profondi.

 

LEGGI ANCHE

Manovre, logge e disperazione: interveniamo adesso o è la fine

Napoli: guardare l’orizzonte, tendere alla meta

Contro il nucleare: non è più tempo di perdere tempo

Il nuovo gellismo malcelato dalle troie


Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.