L’EDITORIALE/ Estate, chiappe e informazione: L’Infiltrato cerca un Magnifico

L’Infiltrato è una realtà particolare, nel panorama dell’informazione. Vi si trovano inchieste di peso; spinte – nel senso della profondità, dell’esposizione al rischio – e documentate. Ci sono ampi servizi, recensioni musicali, interviste, approfondimenti e opinioni su vasta scala, oltre che dal Molise. In autonomia e senza lucro. Il che è un’eccezione, giudicate voi se felice e apprezzabile.

di Emiliano Morrone

infAppena ho assunto la direzione della testata, abbiamo ricevuto la “simpatica” telefonata d’un collega giornalista, che ci ha invitato a contenerci, a rientrare nei ranghi per non subire azioni legali o intimidazioni. Gli abbiamo risposto in rima, ricordandogli che nessuno sta al di sopra della legge. Manco alcuni miei conterranei dell’Enotria, la Calabria, che a volte mandano impressioni di settembre, stando al potere grazie a moneta e bazooka.

Su L’Infiltrato scrivono giovani molto coraggiosi, escluso me, che non sono giovane né coraggioso. Dalla massoneria ai grandi interessi economici, alle questioni nazionali, scandali, problemi, urgenze, redattori e collaboratori hanno prodotto informazione vera. Anche su musica, cinema, spettacolo. Ne parlo come fossi terzo, ché il merito è loro. Dai “miei” ragazzi, ho imparato tanto in questi mesi. Non si sono mai limitati all’apparenza, alla superficie: hanno scavato, per dirla con l’amico Ferruccio Pinotti. E lo hanno fatto senza protezione, pronti a beccarsi querele, ritorsioni, condanne.

Oggi è giusto dirne una: si va avanti, se ci sono risorse. Perché, con tutta la buona volontà e la passione, non si può garantire qualità, mancando sostanze.

Nei giorni scorsi, don Luigi Ciotti ha sottolineato che «esiste un pensiero sbrigativo» nel presente. Noi stiamo tentando una via alternativa. In rete, infatti, circola di tutto, e spesso ogni notizia viene considerata attendibile. S’interpella il web come oracolo. Col risultato, nella diffusione d’una cultura che semplifica e riduce, di non distinguere più, di porre ogni cosa sullo stesso piano.

Già da subito prevediamo una riorganizzazione. Magari, se c’è qualche imprenditore con la schiena dritta e l’occhio lungo, un Feltrinelli di provincia ma meno estremista, oppure un Magnifico del villaggio che non vada a minorenni, ci contatti pure. Tra un bagno e una grigliata di pesce. Noi ci siamo, pure se io vado in ritiro, in religioso silenzio, nell’Eden della Santa.


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