Le bufale di distrazione di massa e il Baffo d’oro

Volevano assassinare il Papa, oppure Londra, un piano per uccidere il Papa. Giorni e giorni di paginate, un bombardamento di carta e antenne, fiumi di inchiostro e parole per il mega SOS.

 

you-tube-vintage-censoredTutti sulle tracce di Al Qaeda, caccia ai terroristi islamici assetati di sangue e tritolo. Anche la stampa “progressista” lancia in campo l’artiglieria pesante (Repubblica spara un calibro come Carlo Bonini per il clamoroso “retroscena”). Peccato che nel giro di qualche giorno la terrificante bomba si trasformi in una mega bufala, “dimenticata” in una ventina di righe, solito taglio basso per le cagate di turno.
Avete letto di qualche retromarcia dei nostri media, scuse ai cittadini beoti costretti ogni giorno a ingurgitare vagoni di monnezza? Niente. Palle e al centro. Ci sara’ ora un’altra Sars? Oppure la piu’ fresca suina? O una mucca pazza riveduta e corretta? Tutto fa brodo, quando i media diventano megafoni di “distrazione di massa”. Tanto per non pensare ai bubboni veri: ma chi se lo ricorda, adesso, che lo Ior e’ sotto inchiesta per decine di milioni volati all’estero, mai rendicontati? Rammentate le fresche parole del divo Andreotti a proposito di Ambrosoli che «se l’era andata a cercare» (e allora santificava Sindona, «il salvatore della lira»)?
Ma il grande giornalismo d’inchiesta potra’ salvare il paese, tirarlo fuori da malagiustizia, malasanita’, malaffare, malaburocrazia. Cosa di meglio, allora, che asfissiare gli italiani per mesi con il decalogo sulle avventure erotiche del premier (ora c’e’ l’ottalogo…)? Che rispondere tutta l’estate a botte di cucina Scavolini e estimi catastali a Montecarlo? A queste bufale siamo ridotti.
Da un Papa a un aspirante tale il passo e’ breve. Eccoci a Pasquale de Lise, il quasi santo finito nella bolgia della cricca per gli affari di Propaganda Fide, e grande amico del cardinal Crescenzio Sepe. Svanita la via per la beatificazione, meglio percorrere itinerari temporali: ed ecco la celebrazione in pompa magna (ottocento gli invitati, parecchi delle cricche) per l’ascesa alla poltrona di numero uno del potente Consiglio di Stato. Cerimonia “incorniciata” da un tg minzoliniano in perfetto stile brezneviano.
Ma consoliamoci col Papa straniero. Prima ci ha pensato Bersani a scuotere le coscienze: «facciamo un nuovo Ulivo». E sotto le fronde mettiamoci Di Pietro, ma anche Vendola e perche’ no Casini. Poi lancia le nuove parole d’ordine, lavoro e legalita’. «Cosi’ – annuncia il condottiero Bersani – guideremo il risveglio italiano». Un nuovo spot per il Lexotan?
Quindi, ecco riscendere in campo – dopo le riflessione tibetane (avra’ incrociato il monaco Bassolino?) – fratel Veltroni che non vuol dividere ma unire il popolo stanco di Berlusconi (e del berlusconismo?). Aperta ufficialmente – a questo punto – la caccia. Su le doppiette, e via a rincorrere il Papa straniero, il Mose’ che dovra’ fendere il Mar Rosso. Ecco la griglia di partenza (per la pole position si decide in Vaticano senza primarie): Luca Cordero di Montezemolo (se no un ottimo Marchionne d’annata), Alessandro Profumo post Unicredit (e 40 milioni di buonuscita al seguito, fanno cassa), Pierferdy Casini (che sospira «mai dire mai» e piace tanto al D’Alema in attesa di Quirinale), Gianfranco Fini (o il sempre utile Bocchino) e, perche’ no, il reaparecido D’Avanzo col suo decalogo. Leccatevi i baffi…

 

Tratto da “La Voce delle Voci” di Ottobre 2010

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