LAVORO/ Il vero dramma? Persa la speranza di un impiego: si smette persino di cercarlo

Il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti diceva di vedere “la luce della ripresa”. Ma i dati sull’occupazione pubblicati oggi dall’Istat lo smentiscono seccamente.

di Viviana Pizzi

Giovane-disoccupato

LAVORO IN CALO E DISOCCUPAZIONE AI MASSIMI STORICI

In Italia infatti non si muove nulla: ad agosto 2012 le persone che hanno un posto di lavoro sono 22.934 milioni. Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,7%: in un solo mese si sono persi 75 mila posti di lavoro e il calo riguarda in particolare le donne.  Nessuna ripresa se si considera che il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali sia nel confronto congiunturale che in quello tendenziale.

Si tratta di numeri che descrivono un’Italia a doppia velocità: da una parte le persone che lavorano e si possono permettere file chilometriche per il nuovo iPhone 5 e dall’altra gente che fatica a mettere insieme pranzo e cena. Il problema della mancanza di lavoro si sente soprattutto tra i giovani (15-24), dove le persone in cerca di occupazione sono 593 mila e rappresentano il 9,8% della popolazione. 

{module Inchieste integrato adsense}

UNA PERSONA SU TRE NON CERCA PIÙ

La cosa che preoccupa di più resta il dato relativo agli inattivi, che in termini statistici stanno a significare le persone che non solo non hanno un impiego ma non si mettono neppure a cercarlo: la percentuale si attesta al 36,3%. Tutto questo cosa significa? Che un disoccupato su tre resta a casa ad aspettare il miracolo. E se non arriva, e le bollette di gas e luce superano il livello massimo consentito prima del distacco dei servizi, ecco che arriva la soluzione: il suicidio economico. 

LE BANCHE AVRANNO SISTEMATO I LORO CONTI

Dura la reazione dell’Italia dei Valori all’uscita di questi nuovi dati allarmanti. Sull’argomento hanno scritto una nota congiunta il leader Antonio Di Pietro e il responsabile del lavoro e del welfare del partito Maurizio Zipponi. “L’Italia di Monti, insomma, è un Paese in cui, entro la fine del 2013, le banche avranno sistemato i loro conti, i grandi monopoli avranno difeso i propri patrimoni, mentre le famiglie e le imprese subiranno ancora gravissimi contraccolpi. Per questo motivo, l’Italia dei Valori ribadisce che il tema del lavoro dovrà essere il tratto fondamentale del programma del prossimo governo e ricorda che il 13 ottobre, in tutta Italia, inizierà la raccolta firme per i due referendum che hanno l’obiettivo di restituire ai lavoratori i loro diritti”.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.