Ladri di stato: quelli che prendono lo stipendio parlamentare e in aula non ci sono mai

montecitorio_aula_vuota

Ladri di Stato. Come chiamarli, altrimenti, quelli che rubano lo stipendio da parlamentare pur non esercitando l’attività? E tra i nomi in classifica, come riporta l’Huffington Post, troviamo persino due ex Presidenti del Consiglio. Perché dare l’esempio è tutto…

 

Le foto scattate dai parlamentari del Movimento 5 stelle già parlavano da sé: Camera e Senato deserte durante le discussioni, un po’ più piene in occasione delle votazioni.

Quelle istantanee, esibire a mo’ di trofeo, sono state tradotte in dati dall’associazione Openpolis, che ha monitorato l’attività di deputati e senatori dal 15 marzo, giorno di inizio della XVII legislatura, ed ha stilato una graduatoria di promossi e bocciati.

Stakanovisti contro fannulloni, almeno per quanto riguarda le presenze durante le votazioni elettroniche, che rappresentano anche i momenti decisivi dell’approvazione di una proposta di legge o di un emendamento. I momenti in cui, al netto di missioni o questioni di salute, non si potrebbe mancare.

A Palazzo Madama finisce dietro la lavagna proprio un professore, il senatore a vita e fondatore di Scelta Civica, Mario Monti. L’ex presidente del Consiglio ha partecipato a una sola seduta su 17, collezionando il 94,12% di assenze. Da candidato alla presidenza dell’Aula, se eletto, Monti non avrebbe potuto permettersi questo lusso. A contendergli il primato negativo, con la stessa percentuale, c’è il suo predecessore a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi. Le assenze del leader del Popolo della Libertà viaggiano di pari passo con quelle due suo avvocato Niccolò Ghedini. E poi c’èDenis Verdini, poco più indietro Paolo Bonaiuti e Giulio Tremonti.

Il Pdl è anche il partito che al Senato fa segnare le statistiche peggiori, dopo Autonomie e Psi: quasi un’assenza ogni quattro votazioni. Si penserà: certamente i senatori del Movimento 5 stelle avranno fatto tutti l’en-plein a Palazzo Madama. Invece, no: gli stakanovisti in questione sono quelli del Partito democratico (presenti nel 90% dei casi), due punti percentuali in più dei pentastellati.

La sfida tra i capigruppo più presenti la vincono Bitonci della Lega e Sustadi Scelta Civica, entrambi sopra il 90% di presenze. Poco sotto Luigi Zanda, male Renato Schifani(appena il 52%). Vito Crimi del Movimento 5 Stelle, invece, è stato presente a 12 votazioni su 17.

Promossi a pieni voti – o meglio, a piene presenze – Laura Puppato eFelice Casson per il Pd, Roberto Calderoli per la Lega Nord, Carlo Giovanardiper il Pdl e Alessandro Maran per Scelta Civica, oltre a una folta pattuglia di grillini.

Grillini che alla Camera sfiorano un clamoroso 100% di presenze, nonostante le 19 assenze su 72 votazioni della capogruppo Roberta Lombardi (molte, a dire il vero, per motivi di salute), compensate da una serie di en-plein da Agostinelli a Barbanti, dal dissidente Tommaso Currò al neo capogruppo Villarosa.

Per tanti big sempre presenti durante tutte le 72 votazioni a Montecitorio, tra cuiStefania Prestigiacomo per il Pdl, Claudio Fava per Sel, Mario Catania per Scelta civica, Matteo Orfini e Ivan Scalfarotto per il Pd, ci sono anche tanti disertori. I deputati di Scelta civica sono quelli che seguono di più la scia del proprio leader e fanno segnare ben il 20% di assenze a Montecitorio.

Il peggiore in assoluto, però, è l’imprenditore Antonio Angelucci del Pdl, presente solo in un’occasione. Non stupirà che solo una, due o al massimo tre presenze sono attribuite ai ministri Bray, Carrozza e De Girolamo, quasi sempre impegnati in missioni.

Senza giustificazioni Michela Vittoria Brambilla (quasi 90% di assenze), Catia Polidori (77%), Rocco Buttiglione (61%), Pier Luigi Bersani (59%).

Si avvicinano a una soglia accettabile di partecipazione alle votazioni il neo segretario del Pd Guglielmo Epifani, Lorenzo Cesa e Ignazio La Russa (60% di presenze a testa).

A Montecitorio la gara tra i capigruppo più presenti la vince nettamente Renato Brunetta, fuori dall’aula solo 9 volte su 72. 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.