La manifestazione dei 30 indagati: solidarietà a Silvio, ma in realtà c’è chi rischia l’arresto

Tra i 196 deputati e senatori che hanno scelto di manifestare la loro solidarietà a Silvio Berlusconi ci sono anche trenta tra eletti e senatori nel limbo dei quali i nomi figurano tra indagati e condannati. Quattro di loro sono ancora in attesa delle decisioni del Cavaliere. Entreranno in Senato solo se Berlusconi dovesse scegliere, come aveva del resto annunciato, il seggio in Lombardia. Ecco l’elenco completo.

 

di Viviana Pizzi

Si sono presentati prima davanti alla sede del Tribunale di Milano e poi verso la clinica San Raffaele di Milano per dare il proprio sostegnoSilvio BerlusconiOggi una delegazione guidata dal segretario del Pdl Angelino Alfano si è recata al Quirinale per essere ricevuta da Giorgio Napolitano. La loro protesta è sempre per tutelare il Cavaliere da quella che loro chiamano “aggressione mediatico giudiziaria” con l’obiettivo di far implodere il Pdl e cambiare gli scenari politici dell’Italia. Molte le polemiche che si sono scatenate intorno a quella che è stata definita la manifestazione “degli indagati”Soprattutto quando in rete sono girate delle foto che li riprendevano a manifestare sotto un cartellone commemorativo dei giudici Falcone e Borsellino.

Tra i 196 deputati e senatori che ieri hanno dato solidarietà a Silvio Berlusconi presentandosi davanti al Tribunale di Milano c’erano anche 13 deputati e 13 senatori eletti che secondo i giustizialisti dovevano essere non per protestare ma per costituirsi. Nell’elenco che vi forniamo sono esclusi quei “quasi senatori” che ancora non sanno quale sarà la loro sorte. Tutto perché Silvio Berlusconi deve ancora scegliere in quale Regione vuole essere eletto visto che si è candidato come capolista in tutte e venti le regioni italiane. Sono infatti quattro i “quasi senatori” che hanno avuto a che fare con la legge che ingrosserebbero l’esercito degli impresentabili a 30 a cui abbiamo dedicato un paragrafo a parte.


I TREDICI DELLA CAMERA

Sui deputati non abbiamo dubbi entreranno tutti alla Camera dopo che Angelino Alfano avrà sciolto il nodo della protesta sull’Aventino che potrebbe portarli a non partecipare subito alle sedute di MontecitorioTra gli impresentabili risultano infatti Fabrizio Di Stefano, eletto in Abruzzo e rinviato a giudizio per corruzione insieme al collega Paolo Tancredi che di rinvii a giudizio per lo stesso reato ne ha due. In Calabria troviamo Giuseppe Galati indagato invece per corruzione in atti giudiziari e falso ideologico.

Il nome di Demetrio Battaglia invece figura nel decreto di scioglimento del Comune di Reggio per le infiltrazioni della criminalità organizzata nel 1992. In Campania troviamo invece il deputato Luigi Cesaro ben conosciuto come “Giggino a Purpetta” anche presidente della Provincia. Ha alle spalle un arresto nel 1984 durante un blitz contro la Nuova Camorra Organizzata. Anche negli anni 90 e 2000 viene citato in altre due inchieste anticamorra fino al 2011 quando viene formalmente indagato per i suoi rapporti con i casalesi.

striscione_amore_manifestazione_pdl_roma_1C’è anche Paolo Russo nella lista degli impresentabili indagato per violazione della legge elettoraleIn Lombardia c’è Antonio Angelucci rinviato a giudizio per truffa aggravata ai danni della Regione Lazio per un giro di degenze e presunte prestazioni gonfiateE’ stato eletto in Puglia anche Raffaele Fitto condannato il 13 febbraio in primo grado a 4 anni per corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito. Nella stessa Regione troviamo Elvira Savino indagata per concorso in riciclaggio in un’inchiesta del 2008 sulla Sacra Corona Unita. In Sardegna c’è Mauro Pili indagato per peculato e falso nell’inchiesta che ha portato all’arresto il presidente del Cagliari calcio Massimo Cellino. 

In Sicilia il redivivo Francantonio Genovese indagato per abuso d’ufficio e Francesco Saverio Romano assolto per concorso esterno in associazione mafiosa ma citato dal pentito Francesco Greco che lo accusa di rapporti diretti con Bernardo Provenzano. Nelle Marche c’è invece Ignazio Abrignani indagato per dissipazione post fallimentare.


I TREDICI SENATORI INDAGATI: C’È ANCHE SCILIPOTI

Qui partiamo dalla Calabria dove tra gli impresentabili troviamo Domenico Scilipoti indagato per produzione di documenti falsi in merito a debiti contratti e non onorati e condannato in sede civile al risarcimento di 230mila euro. In una nostra inchiesta invece la ricostruzione di rapporti con una cosca ndranghetista. C’è anche Antonio Caridi condannato in primo grado a sei mesi di reclusione insieme al governatore Scopelliti in una vicenda che riguarda una mancata bonifica. Il suo nome è inserito anche nei verbali della Dda di Genova che indagava sulla cosca Raso GullaceAlbanese.

In Campania c’è invece Lucio Barani a processo per abuso d’ufficio da sindaco di Aulla per aver favorito una discarica abusiva.

Nel Lazio troviamo invece Claudio Fazzone indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle assunzioni alla Asl e Bruno Astorre ex presidente del consiglio regionale indagato per lo stanziamento di fondi alla sanità dalla Corte dei Conti.

Più nutrito l’elenco della Lombardia dove troviamo Salvatore Sciascia condannato in via definitiva a due anni e sei mesi per aver corrotto da manager Fininvest alcuni ufficiali della Guardia di Finanza. C’è poi Alfredo Messina indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta dell’Udc del sondaggista del Cavaliere Luigi Crespi. All’elenco si aggiunge anche Giancarlo Serafini che ha patteggiato una pena per corruzione.

Un capitolo a parte merita l’ex presidente della Regione Roberto Formigoni indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità privata in Lombardia. Poi c’è il reato di corruzione per la somma dei molteplici benefit di ingente valore patrimoniale (vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, condizioni favorevoli nella vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoni nella comunità laicale dei Memores Domini) messi a disposizione del governatore lombardo dal mediatore Daccò. Come se non bastasse, il 13 febbraio scorso, sempre per la stessa inchiesta, gli viene contestato anche il reato di associazione a delinquere.

In Sicilia ci sono Antonio D’Alì rinviato a giudizio per i concorso esterno in associazione mafiosa per i rapporti con Matteo Messina Denaro e Antonio Fabio Scavone rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e truffa per un appalto da 1,7 milioni di euro.

Anche la Toscana fa la sua parte con Altero Matteoli imputato per favoreggiamento in un’inchiesta sugli abusi edilizi all’Isola D’Elba. Un processo bloccato alla Camera e Denis Verdini imputati a Perugia per un tentativo di associazione a delinquere e corruzione sugli appalti del G8 e post terremoto. Il suo nome, poi, spunterebbe anche nelle intercettazioni (34 in tutto) riguardo un’altra società segreta, la P4 di Bisignani e Papa.


ED ECCO I QUATTRO POSSIBILI SENATORI CHE IERI ERANO A MILANO

Silvio Berlusconi deve ancora scegliere quale elezione accettare. I più parlano della Lombardia ma non si escludono colpi di scena come quello del 2008 quando scelse il Molise buttando fuori dalla Camera dei Deputati il terzo della lista Quintino Pallante.

Cosa succede se sceglie la Lombardia? Che all’elenco dei senatori eletti impresentabili se ne aggiungono altri quatto.

Il primo sarebbe proprio il molisano Ulisse Di Giacomo che deve rispondere di minacce e ingiurie nei confronti del vicegabibbo di Striscia La Notizia Stefano Salvi. L’episodio risale a quattro anni fa quando l’inviato del tg satirico di Canale 5 si presentò davanti alla sede della Giunta Regionale molisana per intervistare l’allora presidente della Regione Michele Iorio. L’allora assessore alla sanità lo allontanò in malo modo pronunciando la frase “Ti prendo a calci”.

Nell’esercito degli indagati finirebbe anche il senatore sardo Emilio Floris. La notizia è dello scorso anno e risale a quando Floris era sindaco di Cagliari. L’abuso d’ufficio consiste nel fatto che il primo cittadino aveva preso tempo sulla chiusura dei baretti del Poetto salvando i chioschetti dalle demolizioni in piena campagna elettorale.  I cantieri aperti in piena estate di fatto avrebbero creato problemi ai bagnanti e alla sicurezza in spiaggia. Decisione evidentemente sbagliata secondo il pm Gaetano Porcu, che accusa l’ex primo cittadino di abuso d’ufficio.

Tra gli indagati anche Demetrio Arena di Reggio Calabria. Il primo cittadino, che potrebbe diventare senatore, risulta formalmente indagato per aver autorizzato lo sversamento illegale di decine di tonnellate di rifiuti speciali. Si trattava di una vera e propria discarica abusiva scoperta dai carabinieri di Gallina.

L’elenco termina con il campano Vincenzo Fasano. Il sedici ottobre 2007 è stato condannato a 2 anni di carcere per concussione ma ha usufruito e beneficiato dell’indulto. La vicenda si riferisce a richieste di posti di lavoro, appalti per la climatizzazione e la gestione dell’area carburanti verso imprenditori che dovevano avviare un centro commerciale.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.