La Lega Nord vince grazie a populismo e xenofobia?

La Lega Nord vince grazie a xenofobia e populismo, temi sociali che hanno forte presa sui leghisti. Chi vota Lega? E perché?

LA LEGA NORD VINCE GRAZIE A POPULISMO E XENOFOBIA.

E la Lega dilaga alle regionali. In Veneto, Lombardia, Piemonte. Ma anche in Emilia Romagna. Cresce a dismisura, tanto da non potersi più considerare soltanto un partito “regionale”. Si dice: “ha vinto perché è un partito radicato sul territorio, bisognerebbe prenderne spunto”. Vero. Ma è solo questo? Tentiamo di andare oltre, di capire il sostrato popolare su cui fa presa il partito del senatur Umberto Bossi.

A tal proposito quest’episodio, penso, sia molto eloquente: martedì dopo le elezioni, è pomeriggio, a bordo di un bus urbano nel centro di Verona. Autobus pressappoco pieno, una signora sulla cinquantina, in piedi, aggrappata ad una manopola, rompe il silenzio generale con un tono di voce che attira l’attenzione della gente attorno a lei, mentre si lamenta con una ragazza bassettina di origine sudamericana, la quale viene accusata dalla suddetta signora di averle calpestato i piedi.

Un gesto di stizza che può capitare a chiunque; fino a quando la signora dà della “cafona” alla ragazza, visibilmente in difficoltà e imbarazzo (il suo italiano non le permetteva di capire, tanto meno di risponderle). Poi la signora allarga il discorso dicendo “per fortuna che ha vinto la Lega adesso, così ve ne tornate tutti a casa, cafoni!”. E la signora continua il suo comizio nel silenzio generale tenendo sempre il tono di voce alto, affinché tutti sentano, e se la prende ancora con gli immigrati in generale dicendo che sono dei vittimisti, ma che ora le cose cambieranno.

Checché se ne dica, dunque, la Lega è un partito che fa leva su sentimento che, pur velato, ha un retrogusto razzista. E basta, d’altronde, ricordare alcune perle di grandi uomini padano-celtici, personaggi di prim’ordine della Lega Nord. Come ad esempio il MINISTRO Roberto Calderoli che il 14 settembre 2007, partecipò allo sciopero della pasta e propose di mangiare solo maiale per fare dispetto ai musulmani che praticavano il ramadan e inoltre di mettere a disposizione lui stesso e il suo maiale per una passeggiata a Bologna nel territorio destinato alla costruzione di una moschea proprio come aveva fatto a Lodi; e, a tal proposito, lo stesso Calderoli ricordò quasi con le lacrime agli occhi: “Il terreno dopo la passeggiata del mio maiale fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile per la moschea!”. Ma non è finita qui: lanciò anche la proposta di un vero e proprio “Maiale Day” con tanto di mostre e ”concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli”, per evitare la costruzione di moschee.
Gentilini che, oltre a ripromettere il suo impegno per eliminare i bambini degli zingari, una volta eletto sindaco di Treviso si impegnò fortemente per la società e allora disse: “Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinchè faccia pulizia etnica dei culattoni. Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili”.
Mario Borghezio, condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa: “Pensate se i nostri nonne avrebbero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda, detto con il massimo rispetto per gli imam, con tutte queste palandrane del cazzo, che circolano liberamente, che organizzano terrorismo e attività sovversive che nessuno controllava in questo paese di Pulcinella, con prefetti che guadagnavano dieci milioni al mese e non facevano un meritato cazzo”.

Ma non è finita qui. Ancora più incredibili e, diciamocelo, razzisti sono alcuni provvedimenti che sono stati attuati in alcuni comuni leghisti. Letizia Moratti ha chiesto al ministro Maroni un decreto legge per permettere di perquisire le case dei migranti.

Anche senza mandato, per individuare i «clandestini» (a mò di leggi razziali che creano ghetti e schiavi); ad Adro (Brescia), c’è una taglia di 500 euro che verrà versata a ogni vigile che catturerà un clandestino; a Voghera si è deciso che non si ci può sedere sulle panchine in più di tre persone, per evitare assembramenti di stranieri; a Vicenza devi avere almeno 70 anni se vuoi sederti su una panchina, se no stai in piedi; a Sanremo, devi avere tra 0 e 12 anni oppure più di sessanta. E si potrebbe continuare con l’elenco di queste soluzioni per la sicurezza: ad esempio il «White Christmas» di Boccaglio, comune a sindacatura leghista, dove entro Natale 2008 si volevano stanare i migranti per cacciarli dal paese. E per sfuggire a questo clima razzista, spesso gli stranieri scappano verso sud. Dove trovano, ancora una volta, la ferocia italiana, fatta di mafia e sfruttamento.

La Lega può anche vincere, è giusto che vinca se viene votata, come è giusto che Bossi Renzo, in arte “Trota”, diventi consigliere se ha ottenuto i suoi bei voti. Però dobbiamo essere sinceri: la Lega vince perché sì è radicata sul territorio, ma anche perché ha creato un clima di paura per l’altro, una forte xenofobia che, purtroppo, tuttora continua ad esercitare per catturare voti.

In sintesi: la Lega vince anche perché è un partito secessionista (e non lo dico io. Borghezio può confermare: “io ho ascoltato con piacere l’urlo spontaneo di questa piazza quando il ministro Roberto Calderoli ha pronunciato quella parola che ci evoca tante battaglie, che ci evoca il futuro: secessione!”). Dovrebbe, allora, far riflettere non tanto il fatto che vinca un partito radicato sul territorio, quanto il fatto che vinca un partito come la Lega che alimenta un clima di odio, paura e razzismo.

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