La Lega contro M5S e cittadini: portare a 1 milione il quorum per presentare un referendum

Un partito pieno di risorse, la Lega Nord. Perchè, nel peggior periodo della sua storia (?) recente e nel bel mezzo di una furibonda lite tra Maroni e Bossi, spunta la proposta di legge del senatore Giacomo Stucchi. Che, per tenere alto il vessillo “democratico” dei leghisti, chiede di raddoppiare il numero di firme necessarie a raggiungere il quorum per presentare un referendum: da 500mila a 1milione. Come dire: “se non sei maggioranza non esisti”, in onore al motto della democrazia dittatoriale in cui stiamo piombando. 

 

 

di Viviana Pizzi

cartello_contro_lega_nordTrattare dell’utilità dei referendum è sempre complessa. Soprattutto se si tratta di questioni particolari quali l’abrogazione di alcune norme della legge elettorale, come si è pensato di fare nel 2011, quando alcuni quesiti vennero definiti inammissibili.

Spesso avviene anche che alcuni di questi non riescano ad essere presentati perché non si riesce a raggiungere il numero minimo di firmatari fissato ora a 500mila cittadini. Fino all’ultimo momento è stato in bilico anche il raggiungimento del quorum necessario a far arrivare a Roma i referendum relativi alla riforma Fornero voluti dall’Italia dei Valori, da Rifondazione Comunista, dai Comunisti Italiani e da Sel

Non sempre però si riescono a registrare tali cifre e il senatore della Lega Giacomo Stucchi finge di non saperlo. Per questo concepisce una proposta di legge che, qualora dovesse essere approvata, ridurrebbe di molto la possibilità di presentare referendum. E di conseguenza la democrazia diretta, che il popolo può esprimere solo mediante questo strumento legislativo nelle sue mani.

IL PROGETTO DI STUCCHI: UN MILIONE DI FIRME PER PRESENTARE UN REFERENDUM ABROGATIVO

Il disegno di legge è di natura Costituzionale. Non può essere altrimenti perché per cambiare la forma di un diritto stabilito dalla norma fondamentale dello Stato Italiano, bisogna passare per forza di cose per la Costituzione.

Gli articoli che andrebbero modificati, stando al progetto del leghista, sono gli articoli 71 e 75.

Al primo andrebbe aggiunto quanto segue: “qualora il progetto sia proposto da almeno cinquecentomila elettori le Camere procedono all’esame e alla votazione del testo senza modifiche, entro sei mesi dalla data della sua presentazione, secondo le modalità stabilite nei rispettivi regolamenti”.

Ecco invece cosa prevede l’articolo originario: L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli”.

Insomma una fetta di popolo dieci volte maggiore che dovrebbe dare più valore alle leggi non permettendo al parlamento di modificarle.

costituzione_italiana_moliseL’articolo 75 della Costituzione invece è quello che parla esplicitamente di consultazione del popolo e dice: “È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum”.

La modifica prevista è che per presentare un referendum non bastino più cinquecentomila firme ma un milione. Togliendo per sempre la possibilità ai piccoli partiti, quelli che restano fuori dal parlamento, di essere rappresentativi almeno al di fuori delle istituzioni. Mettiamo che il quesito per il ripristino dell’articolo 18 avesse raggiunto soltanto 990mila firme. Ad oggi con la modifica della Costituzione non sarebbe potuto nemmeno arrivare a Roma. Invece con la carta, così come pensata nel 1946, sarebbe stato accolto e i cittadini avranno forse la possibilità di esprimersi.


PERCHÈ È STATO PENSATO IL DISEGNO DI LEGGE? PER IMPEDIRE AI PARTITI DI STRUMENTALIZZARE ALCUNI QUESITI REFERENDARI

Il legislatore ha pensato di rendere più difficile la presentazione di quesiti referendari. A suo dire lo ha fatto per evitare un dispendio di denaro pubblico qualora a votare non si rechi la maggioranza più uno degli elettori che ne hanno diritto e invalidi tutta la procedura di elezione.

Tuttavia a questa motivazione se ne aggiunge un’altra che lo stesso Stucchi ha ritenuto di esplicitare. Ed è rivolta completamente ai partiti politici che spesso si spendono per i referendum come è avvenuto per quello contro la riforma Fornero.

giacomo_stucchi_legaIl referendum abrogativo – dichiara – è divenuto un mezzo pubblicitario al quale talune parti politiche cercano di appoggiarsi, per sponsorizzare idee che non appartengono certo alla maggioranza della popolazione, abusando di uno strumento costituzionale il cui utilizzo potrebbe essere evitato attraverso un costruttivo dialogo parlamentare tra le forze politiche, che gli stessi cittadini hanno deputato a curare i loro interessi. E di certo non si può parlare di cittadini di «serie A» e  di cittadini di «serie B», solo perché gli uni sono più numerosi degli altri!”

Peccato che è stato lui stesso a contraddirsi togliendo la possibilità alle minoranze di esprimere un loro parere sulle leggi del governo. Chapeau alla democrazia.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.