La Corte dei Conti massacra ‘O Professore: “Monti, malissimo sviluppo e finanziaria”.

Incompiute, sbagli e fallimenti vari: l’esecutivo tecnico che ci ha guidato per sedici mesi (compresi gli ultimi due con i poteri di ordinaria amministrazione) è stato ora additato di inconcludenza dalla Corte dei Conti. Leggi confuse e non risolutive questo dicono dalla magistratura contabile. E se il tecnico, nominato per correggere errori del passato, sbaglia figuriamoci cosa possiamo aspettarci dai politici sostenuti tra l’altro dalla stessa “strana maggioranza”.

 

di Viviana Pizzi

monti_o_professore_bastonatoSedici mesi di governo tecnico bocciati impietosamente: mission Monti fallita. Questa volta però il parere non è squisitamente politico ma di natura prettamente economica. A dirlo infatti è la Corte dei Conti che se la prende principalmente con due delle leggi formulate dal Professore e dalla sua squadra: il decreto sullo sviluppo, definito disorganico e con interventi disparati e sulla legge di stabilità (che sta per la vecchia finanziaria ndr)  definendola “senza respiro”.

Su cosa si sono appigliati i giudici contabili lo vedremo subito confrontando il contenuto delle leggi con il parere espresso.

DECRETO SULLO SVILUPPO: INTERVENTI DISORGANICI E DISPARATI SU VARI AMBITI

Il decreto sullo sviluppo, altrimenti detto legge Monti Passera, è basato su sei punti o meglio definiti macroaree. Il primo a favore del lavoro e dell’occupazione, il secondo per le famiglie, la casa e l’edilizia, il terzo sulla crescita delle piccole e medie imprese, il quarto sulle infrastrutture, il quinto sull’innovazione e il sesto sulla giustizia civile.

Nella prima parte della legge si parla di assunzione di 4mila personalità di alto livello con un beneficio per le imprese pari al 35% destinando alla misura 50milioni di euro all’anno.

Nella seconda invece  c’è il ripristino dell’ Iva per cessioni e locazioni nuove costruzioni.La normativa in vigore prima del decreto impediva alle imprese di costruzione di portare a compensazione l’IVA pagata perla realizzazione di un’opera, nel caso in cui questa fosse venduta o locata dopo il termine di cinque anni. In tale situazione, l’IVA rimaneva quindi a carico degli imprenditori edili. E’stato dunque abolito il limite temporale dei cinque anni, prevedendo che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siamo sempre assoggettate ad IVA, consentendo così alle imprese di avvalersi della compensazione. Poi al quinto punto le norme per la creazione dell’agenda digitale di cui avevamo già parlato in occasione della realizzazione di una delle tante incompiute del Governo Monti.

legge_pintoE infine l’accelerazione dei tempi della giustizia civile con la modifica della Legge Pinto secondo cui sono previsti indennizzi predeterminati e calmierati(da 500 a 1500 euro per ogni anno di ritardo),termini prefissati (6 anni complessivi, di cui 3 per il primo grado, 2 per l’appello e 1 perla cassazione), nonché cause di non indennizzabilità riconducibili alla condotta non diligente, dilatoria o abusiva della parte.

Tutto questo, secondo la Corte dei Conti che è entrata nel merito quando il Governo Monti era nella pienezza dei suoi poteri, sostenendo che il provvedimento “è disorganico e reca i più disparati interventi”.

Con il credito d’imposta per le infrastrutture il Governo avrebbe fatto un passo che non poteva permettersi ma anche con le normative di tipo fiscale che “non recano tetti massimi alle minori entrate da esse generate e risultano prive di clausole di salvaguardia per fronteggiare il minor gettito rispetto alle stime”.

LA LEGGE DI STABILITÀ: NON REALIZZA LA MANOVRA MA ATTUA DECISIONI GIÀ PRESE

La Corte dei Conti ha criticato anche la legge di Stabilità o meglio conosciuta nel passato come Finanziaria. Di che si tratta e quali provvedimenti ha messo in atto?

Tra le novità c’è l’aumento dell’1% delle aliquote Iva, la riduzione di quelle Irpef per i primi due scaglioni di reddito che è stata successivamente stralciata e l’introduzione di una franchigia e di un tetto massimo retroattivi per le deduzioni e detrazioni fiscali.

Prima di approvare il disegno finale del disegno di legge sulla stabilità si è arrivati a uno sconto sull’Irap per le microimprese, a un fondo per esodati e maggiori detrazioni per chi ha dei figli a carico.

Cosa hanno sottolineato i magistrati? Hanno stabilito che la legge, così come concepita, “viene svuotata della sua componente fondamentale”. Si tratta comunque di un provvedimento “che non realizza la manovra collocata e anticipata com’è nei decreti legge ma finisce con lo svolgere un ruolo attuativo di decisioni già prese o meramente distributivo di risorse già accolte”.

Mario_Monti_not_badNon c’è inoltre un respiro pluriennale e i 561 commi compresi in un unico articolo non fanno altro che complicare l’esposizione di un provvedimento eterogeneo ma soprattutto non si pone in linea con le prescrizioni della legge di contabilità che ne prevede un contenuto snello e di manovra”.

Insomma tutte e due le leggi sono state definite confusionarie e non risolutive dei problemi che l’Italia ha effettivamente. E se questo è un governo tecnico, chiamato da Napolitano a raddrizzare la nazione figuriamoci cosa potrà produrre uno politico che ha anche il compito di difendere gli interessi delle parti che rappresenta.

Ai posteri il compito di valutare i postumi di tutto questo.

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