La Casta piemontese senza vergogna: briglie per cavalli pagate con soldi pubblici

Questa gentaglia va spazzata via. Senza se e senza ma. E il problema va risolto alle urne, dove però l’italiano tentenna, spesso si fa fregare, s’impietosisce. Perché, al di là delle ataviche porcherie cui i politici nostrani ci hanno purtroppo abituato, resta una domanda inevasa: perché continuiamo a farci rappresentare da questi inetti che, con i nostri soldi, si fanno rimborsare gioielli, controfiletti e persino briglie per cavalli?

 

regione_piemonte_cota_castaIl rimborso più eccentrico rispetto agli scopi istituzionali della Regione è quello chiesto e ottenuto da un consigliere del centrodestra: un paio di briglie per cavallo. L’uomo politico deve averle acquistate pensandosi già assiso su una statua equestre ad imperitura memoria del suo lascito politico.

Gioielli e fiori

In 400 pagine di rapporto della Guardia di Finanza i dettagli fanno ancora una volta la differenza: gioielli, fiori, i conti del macellaio, libri di scuola e ricariche telefoniche per i figli, qualche cosmetico en passant, i più banali scontrini del supermercato. Oltre a pranzi, cene e colazioni di rappresentanza, anche quando il consigliere era di rappresentanza con se stesso. E poi i soliti viaggi poco istituzionali, i rimborsi chilometrici di chi abita a Torino e ha fissato la residenza in Liguria, magari a Sanremo.

Spese elettorali

Non si può però generalizzare. Lo scandalo dei rimborsi percepiti dai consiglieri regionali nei 28 mesi (maggio 2010 – settembre 2012) finiti sotto la lente delle «Fiamme gialle» non colpisce i gruppi politici allo stesso modo. Il Pd con i suoi 13 consiglieri ha presentato la rendicontazione più corretta, fa sapere un investigatore, ma è incorso nei finanziamenti alle campagne elettorali del partito, incluse le primarie per la designazione del candidato sindaco per Torino 2010. C’è già stato il caso del consigliere Andrea Stara (Insieme per Bresso) indagato pure per finanziamento illecito dei partiti. Un’avanguardia giudiziaria. È probabile che altri del centrosinistra lo seguano nel registro degli indagati per quel reato.

Il conto del macellaio

macellaio_castaNel centrodestra ci si è preoccupati molto meno dei partiti di appartenenza e, per citare un altro investigatore, ci si è impegnati a tradurre una parte delle spese di funzionamento dei propri gruppi in spiccati interessi personali. L’investigatore ha usato per la verità l’espressione «mangia-mangia» che codifica plasticamente l’idea del denaro pubblico destinato alla nobile funzione di approfondimento delle conoscenze per legiferare meglio e di più e dirottato invece su ciò che sollecitano con più urgenza certi sensi. L’acquisto di sottofiletto dal macellaio è un’ottima rappresentazione di un certo modo di «elevarsi».

La cultura leghista

Ma c’è stato pure chi ci provava realmente: un consigliere della Lega di lotta e di governo si è fatto rimborsare l’acquisto della Divina Commedia, dall’Inferno al Paradiso. Non si sa se l’abbia pure studiata a fondo: dal destino riservato da Dante a accidiosi e lussuriosi ci sarebbe assai da imparare. I leghisti avevano inteso che dai fondi di funzionamento potessero attingere «pro quota» per il dono di nozze al collega pidiellino Michele Coppola.

Il vassoio di nozze

Così nessuno dei 12 consiglieri del gruppo nel 2010 ha messo mano al portafogli per contribuire all’acquisto di un importante vassoio d’argento. Regalo di nozze ad un politico deve essere un regalo politico. È più di una questione semantica.

Presto avvisi a comparire

Ieri a mezzogiorno il procuratore aggiunto Andrea Beconi (responsabile del pool reati contro la pubblica amministrazione) ha riunito i due pm che si occupano dell’indagine: Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi. Ciascuno si è presentato nell’ufficio del diretto superiore con fasci di fotocopie. Vi sono restati per due ore e mezzo, a discutere delle linee generali dell’inchiesta. A cominciare dalla qualificazione giuridica del principale reato da contestare: peculato diretto per ogni capogruppo coinvolto, il concorso per i singoli consiglieri. Si è convenuto anche sui tempi dell’indagine: avvisi a comparire entro due settimane, interrogatori a maggio.

I viaggi da Sanremo

sanremo_fiori_castaC’è un orientamento alla severità. Nasce dalla lettura delle buste paga. C’è, fra i consiglieri, chi ha ricevuto sino a 18 mila euro in un solo mese. Anche per tutta una serie di spese forfetizzate: dai 3 mila km di viaggi con la propria auto ai 120 euro di diaria per ogni giorno di consiglio regionale o di trasferte istituzionali. Purtroppo, non sparuti gruppetti di consiglieri erano abituati a farsi rimborsare extra tutte queste spese.

Il pool «Tutela della spesa pubblica» della Guardia di Finanza ha già svolto un primo controllo comparativo fra costi dichiarati e trasferte istituzionali realmente effettuate.

Un secondo screening è previsto sulle manifestazioni indicate come impegni istituzionali da singoli consiglieri e quanto è stato riportato nel registro degli impegni ufficiali della Regione. Vi sono più livelli di indagine ed è chiaro che l’ultimo, il più grave, riguarderà chi ha abusato a tal punto dei rimborsi da confondere le spese di funzionamento del gruppo con «il conto personale».

Polizze per le spese legali

Nei 28 mesi esaminati i gruppi regionali hanno avuto a disposizione circa 5 milioni di euro. Almeno un quinto sarebbe stato speso non correttamente.

La Regione Piemonte non è la Regione Lazio ma, sapendo di non aver agito per il meglio, numerosi consiglieri sono corsi ai ripari e hanno stipulato polizze assicurative nominative per spese legali future e responsabilità civile retroattiva. Previdenti.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – LaStampa.it 

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