La biodiversità contro il maltrattamento degli animali.

Convegno Enpa. Tutela della Biodiversità contro il maltrattamento degli animali: protezione animali, legge sui cani abbandonati e guardie zoofile.

Convegno Enpa. Tutela della  Biodiversità contro il maltrattamento degli animali: protezione animali,  legge sui cani abbandonati e guardie zoofile.Non pietà ma giustizia è dovuta agli animali” (A. Schopenauer).

Questa è la frase adottata dall’E.N.P.A., l’Ente Protezione Animali, al Convegno Nazionale del 28 aprile scorso nella splendida cornice del Grand Hotel Vanvitelli di Caserta. All’ordine del giorno “La tutela della Bio-diversità e il riconoscimento dei diritti animali. Dottrina e legislazione”.

Il coordinatore dell’evento Antonio Fascii responsabile delle guardie zoofile dell’E.N.P.A. a Caserta, operante su ampia scala, spiega il senso proprio del termine biodiversità, che include appunto tutte le forme di vita-diversa dalla nostra. Assolvere il compito di tutela e difesa è quantomeno arduo e complesso specie in terre dove la cultura media popolare e la presenza diffusa della camorra accrescono il problema. L’intento dell’associazione è quello di voler riportare al giusto valore le varie specie viventi che condividono con noi la terra e contribuire al loro rispetto concreto attraverso l’ausilio di persone competenti e motivate.

La scienza oggi ha ampiamente dimostrato che ogni singolo microrganismo riveste un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo, quindi non si può permettere che persone senza scrupoli approfittino di chi non ha voce e gonfino le proprie tasche a spese nostre e di tutti. Per rendersi conto della vastità del problema basta sapere che il mercato clandestino degli animali è secondo solo a quello della droga.

E’ il Comandante Generale dei N.A.S. (fondati nel 1962 dall’on. A.V.Jervolino) Cosimo Piccinini, stretto collaboratore del sottosegretario al Ministero del lavoro salute e politiche sociali Francesca Martini, a illustrarci gli aspetti e i modi in cui si sviluppano tali reati e quali sono gli interventi di questa particolare sezione dell’arma dei carabinieri che si occupa di sicurezza alimentare e tutela dei diritti degli animali d’affezione e da reddito (leggi l’approfondimento sull’Operazione “Whipped Horse”, nel ragusano, il 14 gennaio scorso).

I carabinieri non sono gli unici ad occuparsi del problema, sono molteplici anche le attività affidate al Corpo Forestale dello Stato, di cui è intervenuto il Vice Comandante Annunziata. Con la convenzione di Washington del 3 marzo 1973 si sancisce un accordo internazionale le cui finalità mirano a combattere il commercio illegale e lo sfruttamento degli animali per evitare che tali condotte portino all’estinzione di una specie.

La convenzione denominata C.I.T.E.S. (Convention on International Trade in Endangered Species) è compresa nelle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), oggi sono 170 gli stati che hanno aderito. L’Italia ne entra a far parte dal 1980 attivando il servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato strutturato in un Centro di Coordinamento, presso l’Ispettorato Generale in Roma e in 40 uffici sul territorio nazionale atti a controllare il rispetto delle norme.

Effettuano circa 30.000 verifiche annue specie negli aeroporti e alle dogane, ed è proprio dalle frontiere che il mercato clandestino passa. Emblematica è la tratta dei cani importati dall’est Europa: i cuccioli staccati dalla madre prematuramente vengono trasportati in pessime condizioni senza opportuna documentazione, arrivano spesso in fin di vita e vengono imbottiti di antibiotici ed eccitanti per renderli più vitali fino all’acquisto ma spesso muoiono da lì a pochi giorni (ricordiamo che per legge i cani non possono essere introdotti in Italia prima di tre mesi e dieci giorni dalla nascita).

Anche gli animali esotici sono costretti a pagare dazio, come i grandi felini, introdotti abusivamente (e spesso in via di estinzione) trovati in grandi ville e tenuti come dei gatti al guinzaglio, o i rettili di esemplari rarissimi costretti a vivere in condizioni etologiche inaccettabili. Non è facile creare un habitat adatto a queste specie: ci vogliono conoscenza, tempo, risorse economiche e naturalmente amore e pazienza.

Nel Corpo Forestale dello Stato ci sono anche i N.I.R.D.A. che si occupano di questi problemi. Nascono in seguito alla promulgazione della legge 189 del 2004 (Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) nella quale si inserisce il reato penale per chi maltratta o uccide un animale con pene fino a diciotto mesi di reclusione.

Tra le figure intervenute il dott. Domilio Celie veterinario E.N.P.A. impegnato nel recupero di animali in cattività presso il C.R.A.S. (centro recupero animali selvatici) che illustra altri aspetti di questi traffici come le alterazioni degli ecosistemi.

Ad esempio il commercio delle tartarughe esotiche, che una volta divenute adulte e ingestibili in un ambiente domestico vengono abbandonate nell’habitat delle nostrane, causa una forte competizione a danno delle seconde, meno aggressive, che stanno diminuendo in maniera allarmante.

Il C.R.A.S. ha stilato una lista delle principali problematiche, tra cui bracconaggio, detenzione illegale, traumi da impatto, intossicazione e recupero specie alloctone.

Dopo un ampia trattazione della tematica si è passati poi alla valutazione di alcuni aspetti della legalità con l’ Avv. Stefutti riguardanti l’attività delle guardie zoofile per la protezione animali.

Il servizio consiste in una stretta rete collaborativa tra associazioni e Stato al fine di denunciare, reprimere e prevenire tali reati. Sono centoquaranta gli anni trascorsi da quando Giuseppe Garibaldi fondò quest’associazione e settantadue da quando esistono le guardie zoofile.

In questi giorni sono in corso le preparazioni per i corsi di guardie zoofile a Campobasso e provincia, presto verranno pubblicati i termini attraverso quali poter partecipare.

L’ incontro si conclude con un discorso della Presidentessa E.N.P.A. Carla Rocchi che richiama ancora una volta l’attenzione su ciò che significa collaborare in maniera coordinata, creando sinergie tra Stato e volontari al fine di tutelare nel migliore dei modi le Biodiversità.

Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo”. Leonardo Da Vinci

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