ITALIA 2013/ Il Paese dei senza lavoro

È l’allarme lanciato dall’ABI: questo 2013 sarà all’insegna della recessione e della redditività ai minimi storici. Per avere uno spiraglio di luce positiva, gli italiani devono aspettare il secondo biennio del 2014 quando, a piccoli passi, ci sarà la ripresa. Intanto per l’anno che sta arrivando si prevede ancora un calo del Pil, uno squilibrio tra raccolta ed impieghi ed un debito pubblico che sarà del 126%. Ma il dato più preoccupante sarà un aumento del tasso di disoccupazione che passerà dall’8% al 11%: e intanto a capodanno migliaia di precari perderanno il lavoro.

 

di Maria Cristina Giovannitti

‘Mala tempora currunt’, arrivano tempi bui per l’economia. È alle porte un 2013 all’insegna della recessione economica e della disoccupazione. Secondo il rapporto Afo 2012-2014 dell’ABI –Associazione Bancaria Italiana- le previsioni non sono delle migliori se non per un graduale miglioramento nel secondo biennio del 2014.

L’austerity sta generando pesanti ripercussioni sull’economia reale al punto che il Pil si è ridotto del meno 2,1% nel 2012 e a meno 0,8% nel 2013.

La situazione delle banche non è positiva poiché oltre allo spread, incide negativamente anche il ciclo economico che vede uno squilibrio tra domanda ed offerta. Per l’impresa bancaria solo dalla metà del 2013 si potrebbe avere una crescita congiunturale in positivo per poi stabilizzarsi nel 2014. Potrebbe ma non è una certezza. Per salvaguardare le banche l’unica certezza è quella di investire in una politica basata sui controlli e sulle riduzioni dei costi.

paese_dei_senza_lavoroCosa aspettarci dall’economia del 2013? Molte le incognite per poter fare delle previsioni: osservare lo sviluppo della crisi economica, la concorrenza dell’economia asiatica e dei mercati cinesi che prendono sempre più piede a livello mondiale e si sono fortificati in maniera smodata, tener conto dei risultati del Fiscal Cliff americano – quello che letteralmente è il baratro fiscale degli Usa. La manifestazione esemplare di recessione economica sta nel calo dei consumi delle famiglie; la riduzione è del meno 3,2 % nel 2012 e del meno 1 % nel 2013. La caduta economica è in regressione del 3,6 % nel 2012, un dato inferiore solo al 1993 quando era del 3,9 %. La prospettiva peggiora se si considera che il tasso di disoccupazione toccherà i massimi livelli, passando dal 8,4 % all’11 % e rimarrà stabile per tutto il 2013.

E intanto si brinda al nuovo anno con una piaga sociale: la perdita del lavoro. Il sindacato della Cgil parla di una situazione di vera emergenza che avrà la sua esplosione il 1 gennaio 2013. Infatti a capodanno scadranno migliaia di contratti di collaborazione: secondo le stime del 2011 dell’Inps erano circa 1 milione e mezzo di persone ad avere questo tipo di contratto; tra luglio e agosto del 2012 secondo l’Istat i co.co.co e o co.co.pro. sono stati 430 mila. Insomma un esercito di precari che proprio allo scoccare della mezzanotte si ritroverà senza lavoro: un contratto di collaborazione che proprio per la sua tipologia è quello più a rischio perché non rientra nella proroga dei sei mesi prevista dalla Legge di Stabilità per i precari che hanno superato i 36 mesi di collaborazione.

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