FOTTI IL POTERE/ Iorio dimettiti

di Andrea Succi

Parliamoci chiaro: se Iorio crolla si porterà nel baratro tutto il suo Sistema di Potere. Compresi i franchi tiratori che vorrebbero fargli le scarpe e che nell’ultimo periodo rappresentano più di un sassolino fastidioso. E non sarà certo una condanna (in primo grado e sospesa) a un anno e 6 mesi di reclusione a fargli perdere il sonno, nonostante sia la prima dopo 30 anni di politica e nonostante ora ci siano tutti i presupposti perché si apra davvero il discorso sulla “questione morale”. Quindi se uno più uno fa due… A questo punto l’unica cosa da fare èfottere il Potere“, svelando “gli arcana della Politica”.

Michele_Iorio_e_i_nuvoloniSenza falso populismo, senza alcuna demagogia e senza inutili isterismi, proviamo ad entrare in profondità nella “questione morale” del Sistema Iorio e capire cosa significa davvero questa condanna e se è giusto o meno chiederne le dimissioni. A prescindere da cosa deciderà di fare l’attuale Governatore del Molise.

Secondo Francesco Cossiga – politico di lunghissimo corso, storico Picconatore e uomo che non si è mai vergognato di quello che era: cioè un Politico, nel senso peggiore del termine – “la politica è una droga che non prevede disintossicazioni.” Nel libro-testamento “Fotti il Potere”, scritto a 4 mani con Andrea Cangini, Cossiga si è lasciato andare e ha rivelato alcuni principi cardine non solo per chi vuole fare politica ma anche per chi vuole afferrarne la vera natura. E parliamo dell’ars politica come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi, domani chissà.

Principio n° 1: “Governare è far credere”.

E cosa ci ha fatto credere Iorio (insieme a tutto il suo corpetto di ballo composto da assessori, guardiaspalle, mezze tacche e lacchè)? Che il Molise è un’isola felice, che grazie ai suoi contatti lo sviluppo di questa terra sarebbe risultato inarrestabile – e in effetti di fondi pubblici ne sono arrivati a palate: un miliardo e mezzo di euro dal 2000 ad oggi – che avrebbe creato “cinquemila nuovi posti di lavoro” e che la meritocrazia è di destra. C’è chi ci ha creduto perché gli ha fatto comodo, chi ci ha creduto causa istupidimento da propaganda di regime e chi non gli ha mai dato peso, ma intanto finiva ai margini della società. Perché o ci credi e stai con me o non ci credi e stai contro di me. Logica cattolica, mutuata nel corso dei secoli da tutti gli uomini di potere.

Principio n° 2: Politici incoerenti? Certo, embè?

Spesso e volentieri, nel corso del decennio targato Iorio, il suo Sistema è stato accusato di sfacciataggine, di arroganza, di calpestare le più elementari regole democratiche, di raccontare il falso pur conoscendone la falsità, di promettere e mai mantenere, di creare artifizi legislativi per tirare a campare e abbuffarsi mentre il popolo arrancava, di aver trasformato il Molise in un regime, più precisamente nell’ultimo esempio di “socialismo reale”, di aver ridotto la minoranza a bambolina da pettinare e spettinare a seconda delle situazioni e delle esigenze. Embè!

Principio n° 3: “La politica è un’arte, cultura e ragione non contano.”

Dal 2001 ad oggi, da quando Michele Iorio è Regnante della Regione Molise, tante sono state le accuse che ha dovuto schivare, ma due in particolare: “ha ridotto la cultura a zerbino su cui pulirsi i piedi” e “questo provvedimento, questa norma, questa legge, questo decreto, questo articolo 15 è privo di logica e totalmente irragionevole”. Che c’azzecca, per citare un molisano famoso che poco o nulla ha che spartire con Iorio, la famosa “Patata Turchesca” con cultura e ragione? Nulla, appunto. Ma dietro quella patata passata alla storia come l’esempio maximo di malgoverno molisano si nasconde tutta l’ars politica di Michele Iorio.

Principio n°4: “La politica ha bisogno di silenzi e zone d’ombra.”

Quante volte, negli anni, i media (e non solo) si sono infuriati con il Sistema Iorio perché se ne sbatteva di inchieste, interrogazioni, petizioni, richieste di dimissioni, scandali e scandaletti e persino di bufere giudiziarie? “Come possono stare in silenzio di fronte a cotanta sporcizia?” ci si chiedeva sempre più affannati e sempre meno lucidi e, quindi, sempre più esposti ai dileggi della classe politica dominante. La risposta è semplice. Ed è racchiusa nel principio n°4.

Principio n° 5: Esistono tradimenti doverosi e persino morali.”

Quante volte ci si è stupiti dell’audacia con cui i voltagabbana, i saltimbanchi, gli aficionados dell’inciucio cambiavano casacca e ideali passando armi e bagagli con chi, fino al giorno prima, avrebbero preso a schiaffi? Quante volte ci si è chiesto come diavolo sia potuto accadere che Michele Iorio, in origine uomo di punta del centrosinistra molisano, abbia prima fatto le scarpe al suo mentore Marcello Veneziale, figura storica della sinistra locale, e poi sia approdato – serenamente e pacatamente – tra le dolci braccia di Berlusconi? Quante volte ci si è interrogati – da quando Iorio è leader del centrodestra – sulle ambiguità di una certa sinistra, più incline all’inciucio che alla battaglia politica, più incline agli accordi sottobanco che ai confronti pubblici, più incline a stare dalla parte di Roberto Ruta che a scegliere il rinnovamento? Troppe volte. Senza chiedersi mai il perché oppure senza mai voler accettare la risposta. Che potrebbe anche urtare la sensibilità dell’elettore, ma a volte la verità è semplice e amara allo stesso tempo.

 

Ecco allora che la vera tragedia sarebbe ripetere, o meglio subire, per altri 10, 20 o 30 anni il gattopardismo del Sistema Iorio. Perché i segnali a non voler cambiare ci sono tutti e gli eredi al trono sono gli stessi che fino ad oggi si sono nascosti dietro l’ombra del Grande Capo e ora non vogliono più saperne di stare dietro le quinte. A questo punto non solo diventano auspicabili le dimissioni ma la cosa migliore sarebbe andare nuovamente al voto, spazzare via i resti del Sistema Iorio ed eleggere, finalmente, un simbolo del cambiamento reale. A chi l’arduo compito?

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