INTELLIGENCE/ De Gennaro sottosegretario: continuità, cilicio e alta strategia (della tensione?)

Gianni De Gennaro sottosegretario di stato della presidenza del Consiglio dei ministri. Con l’incarico di Autorità delegata all’intelligence. Ma il suo nome riporta ai fatti del G8 di Genova, rispolverati nel magistrale “Diaz”, per i quali “il macellaio messicano” – uno degli epiteti affibbiatogli dalla stampa nemica – è stato assolto perché “i fatti non sussistono”. Ciò che sussiste, invece, è la continuità ideologica di questa nomina tra i precedenti governi – che utilizzavano l’intelligence per scopi molto poco democratici – e l’attuale esecutivo dei tecnici. Che ancora una volta si dimostrano strateghi impeccabili. Sarà un caso, ma la nomina di De Gennaro ha già avuto i suoi effetti: si sente parlare nuovamente di attentati terroristici, rivendicazioni anarchiche, esplosioni

di Vittorio Di Lallo

gianni_de_gennaro_intelligenceL’ex capo della Polizia e capo gabinetto del Viminale, Gianni De Gennaro, è stato nominato sottosegretario di Stato e lascia quindi il Dis, Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha guidato per quattro anni, dal 2008. Una decisione controversa che ha subito scatenato le proteste della sinistra estrema e di parte dell’opinione pubblica attiva sul web. De Gennaro assumerà l’incarico di Autorità delegata all’intelligence, come previsto dalla attuale legge che disciplina i Servizi di informazione e sicurezza nel nostro paese. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha informato della nomina il presidente del Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sull’intelligence: Massimo D’Alema…

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De Gennaro era capo della Polizia all’epoca del tragico G8 di Genova, in particolare in riferimento ai fatti della scuola Diaz, il cui bilancio fu di 61 feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma. Finirono sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che il vicequestore Michelangelo Fournier definì un “selvaggio pestaggio da macelleria messicana“. Amnesty International parlò invece della “più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale“.

Il 17 giugno 2010 De Gennaro viene condannato in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci, in merito all’irruzione nella scuola Diaz. Il 23 novembre 2011 viene infine assolto in quanto “i fatti non sussistono“.

Le reazioni alla sua nomina a sottosegretario di Stato non si sono fatte attendere. La Federazione della sinistra – Rifondazione scrive su Facebook: “Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà alle vittime delle torture di Bolzaneto e della scuola Diaz. La nomina di Gianni De Gennaro a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio riapre ancora di più quelle terribili ferite e ci ricorda che non solo su Genova non c’è stata giustizia ma che i principali responsabili hanno fatto tutti carriera. E’ un motivo in più per venire a Roma sabato a manifestare contro il governo Monti“.

Il governo Monti si conferma governo dei poteri forti, nominando sottosegretario l’uomo della repressione impunita della mattanza dei giorni del G8 di Genova“, afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. E anche su Twitter molti attaccano il governo per la sua decisione. “De Gennaro nominato sottosegretario. A Monti è piaciuto il film Diaz“, si legge su un tweet. E ancora: “De Gennaro, il capo della “macelleria messicana” nominato sottosegretario del governo Monti“. “Nominarne uno per educarne cento“.

Il Partito Democratico, per non parlare del centrodestra, hanno preferito tacere, dunque acconsentire. D’altronde, basta leggere la dichiarazione di Massimo D’Alema, presidente in carica proprio del Copasir: “Auspico che le scelte compiute consentano la prosecuzione di quella collaborazione che ha caratterizzato in questa legislatura i rapporti tra Parlamento e governo nella delicata materia della sicurezza nazionale e dell’intelligence. Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno nell’attuazione della riforma delineata dalla legge 124“.

Riforma che riguarda una razionalizzazione degli organismi preposti ai servizi segreti, come il Dis (Dipartimento informazione e sicurezza), l’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna, l’ex Sismi) e l’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna, l’ex Sisde).

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Nonostante l’assoluzione di De Gennaro dai fatti di Genova, la sua nomina a sottosegretario di Stato è un segnale di continuità con i governi precedenti, inquadrabile negli ambigui rapporti di collaborazione tra politica istituzionale e servizi segreti di natura militare. Una torbida connivenza che in Italia va avanti almeno dagli anni Settanta, quando una parte dei servizi segreti si configurava come braccio operativo incaricato di attuare la strategia della tensione. Le Forze Armate hanno sempre rappresentato un potere potenzialmente corruttibile, nonché un efficace strumento d’azione per fini politici teso a favorire strategie governative occulte e anti-democratiche.

Un personaggio come Gianni De Gennaro, già pluridecorato dallo Stato con le massime onorificenze (Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana), è per ovvie ragioni ascrivibile alla cerchia degli intoccabili, coloro a cui tutto è concesso se giustificabile da fini politici. Non stupisce dunque che sia stato assolto dalle accuse di “delitto contro l’attività giudiziaria” mosse dalla Corte d’Appello di Genova, in merito ai depistaggi per i fatti del G8 di Genova.

Ma a questo punto viene da chiedersi se uno Stato che si regge su questi presupposti sia in grado di veicolare i valori democratici e di garantire il principio basilare della giustizia secondo cui “la legge è uguale per tutti“. Ognuno è libero di trarre le sue conclusioni.

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