INDIGNADOS ITALIA/ Se i violenti fanno beneficenza

di Giacomo Cangi

Un grave sintomo di ignoranza per un paese è quando la gente comincia a pensare per associazione di idee e luoghi comuni, che qualche volta possono anche essere veri, ma non sempre. In Italia, oltre ai vari cliché ingenerosi sui siciliani e i napoletani, ce n’è uno che grazie ai classici mezzi di informazione si è insediato nella testa degli italiani da metà ottobre: indignati uguale violenti.

INDIGNADOS_ITALIAPer indignati ovviamente si intende il movimento 15M nato in Spagna l’anno scorso che qui in Italia non è conosciuto per le centinaia di persone che ha portato in piazza, per i motivi della protesta o per le sue proposte, ma perché il 15 ottobre a Roma un gruppo di violenti che con gli indignati non hanno nulla a che fare ha rovinato la loro manifestazione mettendo a ferro e fuoco Piazza San Giovanni e dintorni. Nonostante cosa fosse successo è palese, ai più è sembrato che gli indignati sono quelli con i caschi neri in testa che vanno in giro a rompere tutto il possibile.

Chissà cosa direbbero i giornalisti che hanno fatto passare questo messaggio e chi li ha ascoltati se sapessero che gli indignati di Perugia in occasione dell’Epifania hanno organizzato una raccolta giochi per i bambini che vivono nelle case famiglia e per il reparto oncologico pediatrico dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il 29 dicembre alcuni indignati erano andati al mercato di Ponte San Giovanni per annunciare a più gente possibile che una settimana dopo sarebbero ritornati per raccogliere i giocattoli. Una settimana dopo è stato un successone. Giochi da tavolo, giochi per imparare a leggere e scrivere, giochi elettronici, bambole, macchinine con o senza pista, peluche, gormiti, addirittura rollerblade.

Un successone che probabilmente neanche gli indignati stessi si sarebbero aspettati. I giochi andranno alle case famiglia di “Alle Querce di Mamre” di Cenerente, “Fuori le mura” di Palazzo di Assisi, “Nulla è impossibile a Dio” di Bevagna e “La Casa di Pollicino” di Marsciano e al comitato per la vita “Daniele Chianelli”. E nonostante tutto, i giochi avanzeranno quindi si sta già pensando di organizzare una pesca gratuita a Ponte San Giovanni. E la gente non solo ha portato i giocattoli, ma è interessata a parlare. Non sapevano per esempio che nonostante la vittoria dei SÌ ai referendum del giugno scorso, gli italiani continuano a pagare la quota per la “remunerazione del capitale investito” che corrisponde al 10-20% della bolletta.

Gli indignati quindi vogliono portare avanti una campagna di obbedienza civile spiegando alla gente come fare a pagare la bolletta quanto devono per legge, non un centesimo di più. Sono dunque attivissimi gli indignati umbri il cui obiettivo primario è quello di far crescere l’assemblea popolare che si svolge ogni martedì alla rocca paolina alle otto e mezzo di sera. E l’unica arma per riuscirsi saranno la voglia di provare a cambiare le cose e il piacere di ricominciare a parlare con le persone, sempre più lasciate sole a sé stesse in un sistema in cui quello che importa è consumare e produrre in continuazione. Niente pugni o spranghe, checché ne dicano i media.

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