INCHIESTA ALER/ Indagato Romano La Russa, fratello dell’ex Ministro. Grazie alle denunce di Frediano Manzi…

Nell’inchiesta denominata Aler è coinvolto anche il cognato Osnato insieme a sei consiglieri regionali Pdl, tre della Lega e un ex Pd. Un imprenditore lombardo avrebbe finanziato la campagna elettorale del figlio dell’ex ministro della Difesa per diecimila euro.

di Viviana Pizzi

romano-ignazio-la-russaFinanziamento illecito ai partiti: è questa l’accusa di cui deve rispondere l’assessore regionale alla sicurezza della Regione Lombardia Romano La Russa. Il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’operazione denominata Aler. Insieme a lui ci sono altri undici indagati. A notificare l’avviso di conclusione delle indagini ci hanno pensato i militari della Guardia di Finanza del capoluogo lombardo. A vario titolo gli indagati rispondono anche di corruzione e turbativa d’asta. Al figlio dell’ex ministro della Difesa viene contestato, a suo dire,  un episodio che riguarda i fondi utilizzati per i manifesti elettorali della Provincia di Vercelli.

Ma cosa emerge nell’inchiesta: due dirigenti dell’Aler (azienda pubblica di Milano) avrebbero eluso con cinque service manager, gare ad evidenza pubblica mettendo in atto un sistema di frazionamento degli affidamenti a diverse ditte. L’illecito finanziario riguarda invece il contributo elettorale di oltre diecimila euro corrisposto da un imprenditore per finanziare candidature alle elezioni regionale del 2010 e alle comunali del 2011.

In particolare questo magnate avrebbe fornito diecimila euro per la campagna elettorale di La Russa alla Regione Lombardia nel 2010  e quelle dell’esponente Pdl Marco Osnato, genero di Ignazio La Russa alle comunali di Miliano del 2011 e ora assessore nel Comune di Donato Milanese. Per le opposizioni questo è un clima che fa tornare a venti anni fa quando proprio da Milano esplose il fenomeno di tangentopoli. Il coordinatore di Fli Giuseppe Valditara chiede alla Giunta Formigoni di “dimettersi subito per non prendere ulteriormente in giro i lombardi”.  I consiglieri indagati restano dieci, sei del Pdl, tre della lega e un ex Pd Filippo Penati.

Senza dimenticare un particolare cui in pochissimi danno risalto: l’inchiesta Aler è iniziata grazie alle denunce di Frediano Manzi e dell’Associazione Sos Racket e Usura, che tempo fa si è mossa per svelare un sistema di collusione tra potere politico e malaffare nell’assegnazione degli alloggi. Ipse dixit.

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