Imu e Iva ci costano 8 miliardi. Saccomanni “Quei soldi necessari”. Ergo: l’Iva aumenta, Imu solo rinviata

Saccomanni sulle due imposte: «Tagli severi, per ora risorse non rinvenibili». Sui debiti dello Stato: «Restano 20-30 miliardi».

 

imu_e_iva_ci_costano_8_miliardiTempi rapidi per la discussione in Parlamento della delega fiscale: è quanto promesso dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, secondo il quale gli italiani chiedono «un fisco più chiaro e certo» e una riduzione della pressione fiscale su imprese e lavoro per ridare ossigeno alle aziende e diminuire progressivamente la piaga della disoccupazione. L’ex direttore di Bankitalia ha parlato anche di altri due nodi importanti, che finora hanno creato non poche divisioni: Imu e Iva. La completa eliminazione della principale tassa sulle case degli italiani costa 4 miliardi e altrettanto il blocco di un punto dell’imposta sul valore aggiunto, cifre che «fanno ipotizzare interventi compensativi di estrema severità che al momento non sono rinvenibili», ha commentato Saccomanni .

IVA

Sull’aumento dell’Iva che scatterà a luglio il governo sta lavorando per eliminare l’incremento o in alternativa per rinviare per un periodo di tre mesi, ha annunciato il ministro durante il question time al Senato. «Tra le alternative allo studio – ha riferito – ci sono l’eliminazione di 1 punto di aumento che implica la necessità di trovare 2 miliardi di euro e un finanziamento di 4 miliardi per ciascuno degli anni successivi. Sono all’esame anche possibilità di rinviarla di 3 mesi o di un periodo di tempo più lungo che consenta di guardare con più chiarezza all’evoluzione della situazione economica». Saccomanni ha comunque chiarito che il governo è «assolutamente consapevole degli effetti negativi che l’aumento” dell’Iva può comportare ma, ha detto, che “il reperimento di coperture alternative potrebbe non essere meno gravoso».

IMU

Per quanto riguarda invece l’Imu, il governo intende «se possibile, concludere la revisione ben prima della fine di agosto». «Nel lavoro di riordino dell’ Imu – ha spiegato l’ex direttore di Bankitalia – terremo conto del fatto che è necessario garantire ai Comuni autonomia impositiva, che si traduca in un effettiva autonomia di entrate».

DEBITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Un altro punto scottante è senza dubbio la questione dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione. Oltre ai 40 miliardi di debiti che saranno ripagati alle imprese per effetto del recente decreto dell’esecutivo, ne restano altri 20-30 miliardi. Il decreto , «convertito con grande rapidità dal parlamento, è efficace e noi stiamo già attuando il meccanismo dei pagamenti». Contemporaneamente, assicura il ministro, «ci stiamo impegnando sul monitoraggio e per assicurare che i rimborsi vengano effettuati alle amministrazioni che devono percepire e vadano ai creditori che sono stati per tanto tempo in attesa».

LE SEMPLIFICAZIONI

«Restano ampi i margini a disposizione per un’ulteriore riduzione degli oneri amministrativi» e il governo sta lavorando a un provvedimento di semplificazione «di prossima presentazione al Consiglio dei ministri», ha annunciato anche il titolare dell’Economia. Un’operazione, ha precisato, che «richiede un’azione pubblica stabilmente orientata alla cultura della semplificazione, che il governo intende far propria».

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – LaStampa.it

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.