Imu, dalle parole ai fatti: è possibile chiedere il rimborso

I casi della Sardegna e ora di Torino dimostrano che per determinate fasce di cittadini è possibile anche rimborsare la tassa pagata nel 2012

 

Se due indizi facessero una prova, allora avremmo la dimostrazione pratica che inrestituzione_imu_ora_possibile alcuni casi e per alcune categorie di soggetti, non solo è possibile immaginare l’eliminazione dell’Imu, ma addirittura prevedere la restituzione delle quote pagate l’anno scorso. È successo in Sardegna e in queste ore si è decisa la stessa cosa anche a Torino. Dunque, le decisioni sull’Imu, possono dipendere  molto dalle condizioni economiche in cui versano le varie realtà amministrative locali.

Un vero federalismo, quello da tutti invocato ma mai veramente realizzato, avrebbe dovuto contemplare proprio il fatto che i cittadini di Comuni o Regioni meglio amministrati e meglio gestiti potessero godere di benefici che da altre parti invece sono negati dalla mala amministrazione. Così, una volta chiamati alle urne, gli elettori avrebbero avuto criteri molto più oggettivi per giudicare una giunta. E invece, la tagliola del Patto di stabilità blocca qualsiasi possibile iniziativa, anche di quelle realtà che, proprio per aver amministrato bene, avrebbero a disposizione risorse sufficienti per mettere in campo proposte di livello locale. Ma vediamo nel dettaglio come funziona la restituzione dell’Imu, dove è stata già attuata.

 

Torino, tassa restituita fino a un massimo di 100 euro 

Grazie a un accordo che ha visto protagonisti il Comune di Torino (guidato dal sindaco Pd Piero Fassino) e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, nel capoluogo piemontese si è trovata la quadra per restituire a una parte dei cittadini l’Imu pagata nel 2012. Grazie allo stanziamento di un fondo perequativo di circa 1,1 milioni di euro, a circa 15mila torinesi verrà rimborsata tutta o parte della tassa sugli immobili pagata l’anno scorso.

Saranno prese in considerazione le fasce più deboli, dai senza reddito ai pensionati fino ai lavoratori dipendenti proprietari di prima casa, ma che comunque non abbiano una dichiarazione Isee superiore a 13mila euro all’anno. La cifra massima che sarà restituita è 100 euro, al netto delle agevolazioni previste per legge sulla prima casa e per i figli a carico. Dunque, parliamo di un contributo molto basso e rivolto a fasce di popolazione ridotte. Ma in un periodo di crisi e di quasi disperazione come quello attuale, si tratta di un gesto significativo, e dimostra che quando un’amministrazione pubblica prende davvero a cuore un problema, si riescono anche a trovare i soldi necessari per poterlo affrontare. Come d’altronde già accaduto, sempre in tema di Imu, anche in Sardegna.

 

Il caso Sardegna, 25 milioni per restituire l’Imu sulla prima casa 

Nella nuova legge finanziaria approvata dalla Regione Sardegna, un quarto delle risorse, circa 25 milioni di euro, sono stati stanziati per il rimborso dell’Imu. restituzione_imu_ora_possibile_3La tassa è stata restituita a tutte le famiglie con un reddito Isee non superiore ai 20mila euro. In questo modo sono stati circa 120-130mila i nuclei familiari interessati dal provvedimento. Una boccata di ossigeno in una Regione dove la crisi ha colpito in maniera più pesante che mai.

Anche in questo caso però si è dovuto fare i conti con la spada di Damocle del Patto di stabilità. Una questione che però alla Regione Sardegna hanno affrontato di petto. Da tempo la giunta chiedeva allo Stato di rivedere i parametri del Patto di stabilità che per la Regione Sardegna stavano diventando un cappio al collo. Visto che nessuna risposta arrivava da Roma è stato deciso di varare una nuova legge che, in maniera unilaterale, permette di sforare il Patto di stabilità.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Giuseppe Cordasco su lamiapartitaiva.it

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